O ROMA O ORTE

@matteosalvinimi, tu che dei sacri confini sei guardia sicura, dopo “Molti nemici molto onore” “Chi si ferma è perduto” e “Me ne frego” vai pure avanti con “Boia chi molla”, e “Noi tireremo dritto”. Il fascista sopito in ogni italiano ti ringrazia. L’imbecillità paga. Ma poi la Storia non perdona. Leggi un libro, anche a caso. #bestiedaterzaelementare

I GIORNI DELL’ODIO di Jack Folla

Sono tornato a casa vent’anni dopo, in questo tre camere e cucina di Centocelle dove i miei sono morti. Nessuno l’aveva più arieggiata, o pulita (risento ancora le loro voci per le stanze del passato: «Jack non darmi preoccupazioni, sono venuti dal commissariato a cercarti…Che hai combinato, stavolta? …Jack? Jack? Ma dove vai?… »). Sto andando a gettare la spazzatura, mamma, due sacchi pieni di noi: le lettere che ti scriveva papà, le foto delle mie ex, le poesie di quand’ero ragazzo, (un verso soltanto mi è rimasto impresso “Vivere prima che il tempo ci viva”) anche il diploma di maturità. Se non riesci a infilare tutta la tua vita in una sacca, ne hai ancora di strada da fare. Io la mia ce l’ho in tasca. Mi basta infilarci le mani per sentirmi leggero. Magliette, mutande e spazzolino li trovi in tutte le bancarelle della terra. Scendo in strada. I bidoni stanno in un vicolo, ma nell’attimo che mi serve a sollevare il coperchio e gettarli dentro, una Touareg gialla sfila rasente il marciapiede (ci passava comodamente) e una faccia di donna sfigurata dall’odio mi grida: «Ma vatteneaffanculo pezzo di merda!». La Micra dietro strombazza impaziente e un pensionato con lo zuccotto alla Dalla mi urla dal finestrino, le vene del collo gonfie come zampogne: «A stronzo! Accattone!» e sfreccia via. Dici che mi avevano riconosciuto? No, magari. Ero semplicemente l’altro. E l’altro, per gli italiani di oggi, è spazzatura.
Sono rientrato in casa e mi sono seduto per terra all’ingresso. Ho dovuto farmi una doccia spirituale per scrostarmi di dosso l’odio della strada. Mezz’ora di silenzio e di gioia, specchiandomi in me stesso come in un pozzo stellato. In questo firmamento interiore non c’era Jack, c’eravate voi.
Come fate a sopravvivere in una gabbia ignorante? Riuscite a non soffocare in questa nuvola d’odio? E di voi, ditemi, si è salvato qualcuno?
Una volta vi chiamavo fratelli, che per me è una parola nobile e senza sesso come gli angeli. So che almeno una, uno di voi, mi leggerà. Uno dev’essere rimasto. Uno dev’essere presente, una sentinella, una scintilla in questa interminabile notte del nostro Paese. Lo so che ci sei e ho fede in te. Sei il mio piccolo Dio. La mia Madonnina rock con la gonna a fiori.
Questo libro è per te. Nero come lo sono stati questi vent’anni. Bruciamo idealmente le sue pagine a mano a mano che le leggiamo. È un rito. Una preghiera da recitare l’uno per l’altro perché il buio diventi di fuoco e il nostro futuro sia d’oro.
(Se vuoi comprare i miei libri direttamente dalle mie mani ora puoi farlo sul sito www.diegocugia.com)

PROSSIMI INCONTRI CON I LETTORI DI JACK FOLLA

VENERDÌ 26 ottobre, ore 18:00. ROMA –Booklet Libreria Le Torri, via Amico Aspertini 410.

SABATO 27 ottobre, ore 18:30. TREVIGNANO ROMANO, Libreria Onde di Carta, via Mosca 60.

DOMENICA 28 ottobre, ore 18:00. ALEZIO (Lecce) El Barrio Verde, Via Don Tonino Bello.

LUNEDÌ 29 ottobre, ore 18:30. CAMPI SALENTINA (Le), Sala Conferenze Istituto Calasanzio, via Pirrotta 2.

MARTEDÌ 30 ottobre, ore 19:00. LEVERANO (Le) Cantina Conti Zecca, via Cesarea snc.

MERCOLEDÌ 31 ottobre, ore 18:00. TAVIANO (Le) Palazzo Marchesale, piazza del Popolo.

Se vuoi organizzare anche tu la presentazione del Libro Nero o una festa nella tua città per il ritorno di Jack Folla, scrivi a Jackfollaeditore@libero.it

Hasta Siempre.

#JackFolla #IlLibroNero

BELLI E BELLE ADDORMENTATE NEL BOSCO

In questo paese i boschi vanno scomparendo ma aumentano tragicamente i belli e le belle addormentate nel bosco. Tutti sognano lo stesso sogno dell’uomo solo al comando, ma è un incubo che porta dritti dritti alla dittatura. Per sognare liberamente in un paese addormentato bisogna essere svegli. Sapersi mettere al servizio dei sogni di tutti. Avere una coscienza aperta, indipendente e ribelle: aprire gli occhi, lottare per la speranza dal basso e non abbassare la testa, mai. Per questo ho chiesto a Jack Folla di tornare. Lui non comanda, non ha un ego autoritario come vanno di moda oggi, non manipola nessuno, rifugge il Potere. E Jack è ritornato, più libero e forte di ieri, senza un microfono è andato su YouTube, senza editore si è pubblicato da indipendente, ci ha chiamati uno per uno, è qui mentre vi scrivo, o forse è lui che sta scrivendo, non ha importanza chi fa cosa quando si è fratelli, quando si sogna e si lotta insieme, ci si dimentica l’ego, si diventa un noi, un Albatros libera tutti. Ma quanti, quanti di noi dormono profondamente nel sogno di potere di un Capitan Qualcuno? Non si svegliano neanche al fragore assordante della grande trebbiatrice che passa e ripassa ogni notte sull’Italia falciando la creatività, la fantasia, i diritti, i valori, i sogni della maggioranza sprofondata nel letargo indotto dalla mediocrità dei suoi leader, kapò trionfanti di ieri e di oggi. Se volete continuare a dormire, fatelo. Nessuno può imporre la libertà agli altri. Ma quanto russate, cazzo! Un russare che man mano diventa il suono della grande trebbiatrice. Non so Jack e io quanto resisteremo in questo frastuono lugubre. Ah, dimenticavo. Grazie ai 150 albatros di Verona venuti ad ascoltarci con affetto immenso in mezzo al festival del vino in uno scorcio del centro storico di grande bellezza. E grazie a Ultimo, mio Capitano, che ha fatto una telefonata a sorpresa e la sua voce è risuonata in mezzo a migliaia di persone che andavano da uno stand all’altro col bicchierone appeso al collo e si sono fermate come lepri in mezzo alla strada alla vista di due fari abbaglianti, due occhi accesi in questa notte italiana. Ciao fratelli, ciao specchi. Svegliatevi. Iscrivetevi al canale YouTube. Dimostrate di essere vivi. Vi voglio bene, hermanos. Hasta Siempre.
#Diego Cugia #Jack Folla

PRESENTAZIONE UBRIACA DI JACK FOLLA A VERONA

Sabato prossimo, 13 ottobre, ore 16,00 nel magico spazio antico del Cortile Mercato Vecchio, interromperò la mia astinenza da alcolici di 5 lunghi mesi e brinderò al ritorno di Jack Folla in Italia, il DJ latitante evaso dal mio cuore. Ci ritroveremo, fratelli allegri e barcollanti, all’Hostaria Verona, al Festival del Vino, ci confronteremo con l’anima sulle labbra in questa fantastica “presentazione ubriaca” e poi vi dedicherò con calligrafia incerta il mio nuovo libro. Mi accompagneranno alle chitarre due ragazzi straordinari che sono già sbronzi da anni in attesa di questa giornata. Si chiamano Giuseppe Lo Pizzo & Simone Bortolami e suoneranno come angeli ubriachi le canzoni di Alcatraz e della nostra vita. Ascolteremo i monologhi inediti di Jack. Mi stimolerà con domande sorprendenti e il naso rosso Leonardo Rebonato, gran patron dell’Hostaria Verona.
Fratelli e sorelle di Romeo e Giulietta accorrete numerosi! E tu, amore che non conosco ancora e apparirai sabato al Cortile Mercato Vecchio, sussurrami «Oh Jack Folla, Jack Folla, perché sei tu Jack Folla? Rinnega tuo padre, e rifiuta il tuo nome! O, se non lo vuoi, tienilo pure e giura di amarmi…» Forse ci telefonerà Capitano Ultimo da una delle sue località segrete, il mio fratello carabiniere mendicante che ha catturato Totò Riina e come “riconoscenza” lo Stato gli ha tolto la scorta. Compagna e compagno di volo veneto, risorgi dal tuo letargo colpevole e brinda con Jack al suo ritorno e al nostro “Libro Nero”. Puoi trovarlo solo su Amazon, sia di carta che eBook. Probabilmente non lo comprerai mai, ma era mio dovere avvisarti che Il Libro Nero è stato scritto per te.
A sabato, a Verona, alle 16:00! Perché un uomo davanti al muro di Cortile Vecchio è un uomo solo. Ma due uomini davanti al muro sono il principio di un’evasione.
Hasta siempre.
#JackFolla

Se il ministro della Polizia esulta per l’arresto di un disubbidiente SI SALVINI CHI PUÒ

Il sindaco di Riace, Mimmo Lucano, agli arresti domiciliari per la sua disubbidienza civile (dichiarata e confessata da lui stesso più volte pubblicamente) è stato attaccato con disprezzo dal ministro dell’Interno e dai suoi sodali politici e adoranti seguaci. In Italia, culla del diritto e della democrazia, si Salvini chi può. È un punto di non ritorno quando un uomo di Stato esulta per l’arresto di un suo avversario politico, essendo lui stesso il capo della polizia.
Noi non votiamo Pd, non ci pigliamo un caffè con Renzi, la Boschi o con chicchessia, non abbiamo ville a Capalbio, né tessere né potere né interessi economici da difendere. Noi siamo italiani offesi dai comportamenti incivili di un ministro non all’altezza del ruolo che ricopre e ci stringiamo intorno all’articolo 3 della Costituzione: «Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali». Potete votarlo tutti, acclamarlo, portarlo in trionfo per le strade su una sedia pontificia. Potete stringere in pugno tutte le redini del potere, nominarvi a vicenda nelle stanze dei bottoni del Paese, arrestarci uno per uno, tutti. Ma la ragione e la verità stanno sempre sedute nei posti più scomodi, fra gli oppressi, i deboli, gli indifesi. Mai con l’odio, mai sui balconi di palazzo Chigi o nelle piazze osannanti del potere.
#DiegoCugia #JackFolla

JACK FOLLA GRANDE RITORNO ULTIMO TRENO PER ALCATRAZ

«Salite in carrozza, fratelli, perché certi treni passano una volta sola nella vita e mai più.» Non ci saranno i giornali, non ci saranno le televisioni, non ci saranno i politici, non ci saranno i vip. Che si fottano. Perché alla festa per il ritorno di Jack Folla non ci sarà il Potere. Questo invito è valido solo per i ribelli del cuore, per le anime in gabbia, per gli albatros senzatetto, i vagabondi delle stelle e per tutti i liberi figli del cielo che vogliono abbattere il muro eretto in Italia da ricchi neofascisti e da razzisti ignoranti.

Sabato 6 ottobre, ULTIMO AVVISO per la grande festa del ritorno di JACK  FOLLA a ROMA, da e con CAPITANO ULTIMO e Diego Cugia. E con FRANCESCO PANNOFINO, la nuova voce di Jack.

Un DJ senza più microfono, cancellato da tutte le radio, e un eroe indifeso e senza più scorta come “premio” dello Stato per aver catturato Totò Riina, vi attendono con le loro anime libere, incazzate e ribelli.

Jack vi dedicherà personalmente il suo Libro Nero, il suo cuore e la grande musica di Alcatraz dal vivo, in via della Tenuta della Mistica 55, Roma-Prenestino dalle 16:30 alle 22:30 e oltre.

Telefonate al 3464386530 e prenotate se volete bere e cenare con Jack. La nostra casa famiglia è in un grande spazio verde, attrezzato, c’è posto per tutti, INGRESSO LIBERO (portatevi un cuscino per sedervi sull’erba se tutte le sedie fossero già occupate). Sul navigatore, per non perdervi, scrivete Ristorante “Il Mendicante”. Vi apparirà il logo dell’Associazione Volontari Capitano Ultimo che vi recapiterà direttamente al nido della festa. Questo era l’ultimo treno, non ce ne saranno altri. Poi non ditemi che non vi avevo avvisati. Io sono di parola e non tradisco mai. Se vi dico di venire, un motivo ci sarà…

Hasta siempre, hermanos! Tutti i martedì e i venerdì seguitemi su YouTube e continuate a iscrivervi al canale DIEGO CUGIA-JACK FOLLA.

Il Capitano Ultimo e Diego Cugia-Jack Folla in una foto scattata dal regista Michele Soavi il 1 ottobre 2018 alla Mistica.

P.S. Vuoi organizzare un evento come questo? Scrivi subito a jackfollaeditore@libero.it

IN VOLO PER PADOVA, STASERA SI COMINCIA

Hola hermanos! Grazie delle feste per il mio esordio di ieri su YouTube. Siete voi la mia casa, ed io, l’Albatros, l’ultima stazione delle nostre anime senzatetto e ribelli. STASERA, alle 21, sarò appollaiato sul PALABERTA MONTEGROTTO (Padova) a presentare Il Libro Nero con parole e musica. Tutti i miei albatros sono pregati di presentarsi con le ali da sera e ad anima nuda (ma tanto ve la vedo lo stesso). Vi conosco uno a uno, fratelli. In questi 20 anni d’isolamento ho recitato i vostri nomi a memoria per farmi compagnia. Al termine, dedicherò con firma svolazzante il nostro libro nero a chi lo desidera.

Sabato 6 ottobre (ve lo sto dicendo in tutti i modi, un motivo ci sarà) grande festa per il ritorno di Jack a ROMA, da e con CAPITANO ULTIMO. Un DJ senza più microfono e un eroe senza più scorta vi attendono con le loro anime libere, incazzate e ribelli contro l’Italia invasa e occupata dai mediocri. Ricordatevi: via della Tenuta della Mistica 55, Roma-Prenestino (il quartiere di periferia dove sono nato) dalle 16:30 alle 22:30, telefonate al 3464386530 e prenotate se volete cenare con me. La nostra casa famiglia è in un grande spazio verde, attrezzato, c’è posto per tutti, INGRESSO LIBERO. Sul navigatore, per non perdervi, mettete Ristorante “Il Mendicante”. Vi apparirà il logo dell’Associazione Volontari Capitano Ultimo che vi recapiterà direttamente al nido della festa.

Vi ricordo, infine, che il 13 ottobre alle 16:00 l’Albatros si ubriacherà alla Festa del Vino di Verona. Barcollerò nel cielo sovrastante l’HOSTARIA VERONA e precipiterò a vite sfondando il tetto. Uno spettacolo imperdibile. Jack Folla fuori controllo al Festival del Vino! Venite a inzuppare le ali nel mio bicchiere. Hasta siempre, hermanos.

#JackFolla

CAPITAN ALI’ BABA’

Il morbo è ufficiale e conclamato, per ammissione implicita dell’appestato principale. La Lega – quella giunta al potere al grido di “Roma ladrona!” – era lei l’Alì Babà e i 40 ladroni di tutto il cucuzzaro, la biblica peste ladra verde, la cavallettona famelica che si è spolverata 49 milioni di euro dei cittadini italiani, truffandoci a tutti sui rimborsi elettorali e facendo sparire il malloppo probabilmente nei paradisi fiscali. Il partito di Capitan Alì Babà infatti, ieri ha deciso di ripagare la truffa allo Stato in comode rate annuali di 600.000 euro. Ma ancora parlate? Vergogna. Quando Matusalemme Babà detto Salvini Matteo avrà compiuto 121 anni (nel 2094) la Lega avrà finalmente restituito il malloppo agli italiani depredati. Jack Folla non ha soldi, non ha casa, non ha nulla, ma oggi vado in banca e chiedo un mutuo di 100 mila euro, in base ai favori ricevuti da Salvini. Lo rimborserò con soli 100 euro al mese e salderò il mio mutuo nel 2094! Era ora, anch’io avrò una casa, evviva! Ah no? Noi no? Non si può? Lui è ministro dell’interno e può fare ciò che vuole? Ladri di Stato, dimettetevi! Ma voi non lo farete. Siete solo dei Capitan Alì Babà. Non avete dignità, non avete stile, non avete senso dello Stato, non avete cuore.

Jack Folla

FAVOREVOLI ALLA SEDIA ELETTRICA? ACCOMODATEVI, SIGNORI, C’È POSTO!

Già sedici detenuti, da gennaio a oggi, sono stati giustiziati dalla democrazia americana malata e altri sei sono in attesa nel braccio della morte. Sulla prima pagina del Boston Globe, il giornale invita provocatoriamente i suoi lettori, favorevoli alla pena di morte, ad andarsi a “godere” l’esecuzione di una condanna capitale sulla sedia elettrica. Il Boston Globe è fiducioso che cambierebbero idea, personalmente lo sono un po’ meno: oggi è pieno di gente con un boia interiore incorporato come un optional. Ma è giusto che chi è favorevole alla sedia elettrica si accomodi in prima fila ad assistere al tremendo spettacolo di una giustizia barbarica che, condannando un uomo a morte, ritiene d’insegnargli che uccidere è un reato.

COL CAPITANO ULTIMO LASCIATO DA SOLO E SENZA SCORTA CONTRO LA MAFIA

Sarò sempre a fianco del Capitano Ultimo, l’uomo che ha catturato Totò Riina, al quale la mafia ha giurato vendetta, e che da ieri lo Stato ha colpevolmente lasciato da solo, senza scorta, senza protezione. Ultimo è non soltanto un grande soldato, ma un combattente dell’anima, un cuore puro e ribelle mai schierato dalla parte del potere, un vero figlio del popolo, capitano degli ultimi, fondatore fra l’altro di una comunità che ha ridato lavoro, speranza e dignità a italiani e stranieri senza tetto. Se fossi un mafioso oggi brinderei, perché se lo Stato tratta così i suoi grandi esempi e i propri eroi, se il governo non dice una sola parola per difendere il colonnello Sergio De Caprio lasciato da ieri senza scorta come una vittima sacrificale, l’Italia è di Cosa Nostra. Perché se non sei contro sei per. Questo è il momento di schierarsi, di non essere collusi, di non tacere, di dire apertamente: io sto con Ultimo e con gli ultimi. Non è retorica, è una scelta di vita personale e politica. Il silenzio è colpa.

SIAMO NOI LA SCORTA DEL CAPITANO ULTIMO -Jack Folla faccia a faccia con l’uomo che catturò Totò Riina

Ci sono capitani e capitani, capitan bambocci, forti solo con i disperati della terra e capitani coraggiosi forti con i poteri forti, capitani veri che hanno difeso l’Italia dalla mafia, dalle lobby di potere, dalla piovra politico-finanziaria che corrompe la verità e manipola l’opinione pubblica.

Tu con chi stai, fratello? Perché è giunto il tempo di scegliere e schierarsi o con la prepotenza dei primi o con l’umiltà degli ultimi.

Jack Folla il 3 settembre starà fisicamente accanto al Capitano Ultimo, perché nell’anniversario della strage mafiosa di Carlo Alberto Dalla Chiesa, proprio lui, l’uomo che catturò Totò Riina, dal 3 settembre non avrà più la scorta, revocatagli senza uno straccio di spiegazione. Lo Stato insiste col premiare i mediocri e proteggere i suoi leccapiedi, mentre delegittima e isola i suoi migliori servitori, mettendoli in pericolo, come fece con Giovanni Falcone. Perciò ieri ho visto il Capitano Ultimo (non ci sentivamo da quindici anni, ma è stato come se ci fossimo bevuti un rum insieme la settimana scorsa) e gliel’ho chiesto a lui direttamente: «Perché mai ti hanno tolto la scorta? Ricordo male o i mafiosi, dopo che arrestasti Totò Riina, te l’avevano giurata a morte? La mafia non dimentica, non conta i secondi, conta gli anni, poi si vendica. Il governo dovrebbe saperlo».

Ultimo mi ha risposto che lui i motivi li ignora, gli è stata comunicata la notizia con una lettera secca, e ha aggiunto: «Cosa sappia il governo non lo so, diciamo che non esiste nessun dialogo, è come in una foresta».

Sì, gli ho detto, come in una foresta, vorrei evitare però che tu faccia la fine di Cappuccetto Rosso con il lupo. A proposito di lupi: «Ma il pentito di mafia Gioacchino La Barbera non aveva raccontato che Leoluca Bagarella aveva offerto un miliardo a un carabiniere corrotto se gli avesse spifferato dove abitava il capitano Ultimo?».

A lui non piace diventare una bandiera, personalizzare lo scontro, così ha risposto che la questione qui non è se concedere o togliere la scorta a qualcuno, ma più incisiva: «È ancora pericoloso Leoluca Bagarella, il boss dei Corleonesi, e la mafia a cui appartiene? Se lui, il cognato di Totò Riina, non lo è più, ragione per la quale mi tolgono la scorta, allora come mai è sottoposto al regime 41 bis di massima pericolosità?».

Bella domanda, ci piacerebbe conoscere la risposta del ministro dell’Interno Salvini e del presidente del Consiglio Conte. Ma c’è una cosa che ci fa più male dei silenzi e Jack ne ha chiesto la causa al fondatore della Crimor, l’unità militare combattente sotto copertura: «Capitano Ultimo, dov’è finita la gente che al tempo degli attentati di Falcone e Borsellino riempiva le piazze e le strade di tutti i suoi colori, in nome della legalità e contro la mafia? Come mai si è smarrita? Che cos’è accaduto al cuore resistente di questo nostro Paese?».

«È accaduto che anche la lotta antimafia è diventata celebrazione, potere, ambizione, e questo disgrega, vengono meno lo spirito di fratellanza e l’umiltà, alla fine ci si disperde e i fiori appassiscono».

Non lasciamo solo il Capitano Ultimo, fratelli. Siamo noi la sua scorta. Impediamo che questa decisione sconsiderata passi sotto silenzio. Come vuole la mafia, come desidera il potere.

Hasta siempre.

JF

 

 

CAPITAN BAMBOCCIO SALVATO DAI PRETI SI CANDIDA A MARTIRE

 
 
Mamma Vaticano ha salvato Capitan Bamboccio dai guai in cui s’era cacciato, dando riparo sotto le sue materne ali di chioccia sacra agli ostaggi della nave militare Diciotti. Indagato dalla magistratura per sequestro di persona, arresto illegale e abuso d’ufficio e comportandosi tale e quale allo zio Silvio per Ruby, la nipotina porno di Mubarak, anche il ministro dell’Interno di questa democrazia nuda (dopo averla spogliata degli ultimi valori rimasti) si candida a martire. «Non mi ferma un procuratore, 60 milioni di italiani sono con me». Bum! Nel silenzio mortificante dei 5 Stelle, aggrappati al potere come cozze, don Salvini dilaga: «Ci metto un attimo a portare tutti ad elezioni e diventare presidente del Consiglio». Chi ne dubita? L’irresponsabilità è il suo vangelo. La massa dei seguaci lo segue sull’orlo del baratro, come il pifferaio di Hamelin meglio noto come il cacciatore di topi, che invece di liberare il paese dalla peste finì col trascinarsi nel nulla i ragazzini. I nostri figli, infatti, sono tutti in fila per andare a lavorare all’estero. Ma è giusto così. Un Paese che disconosce le regole, non sa leggere né meditare sugli errori del passato e non rispetta i diritti umani, si merita un condottiero in canotta che grida: «Sono sudatissimo! Un ministro indagato ha diritto di essere sudato!». La mafia ride, i ponti crollano, i poveri aumentano, il lavoro manca. Ma da due settimane l’Italia è immobilizzata dallo show dell’onnipotente infantile Capitan Bamboccio che fa il bullo con cento eritrei con la scabbia e la polmonite.

Un energumeno poco dotato

Un energumeno dal cervello piccolo, il ministro degli Interni, poco dotato culturalmente, dal vocabolario approssimativo, inadeguato al ruolo, violento contro i deboli come tutti gli ignoranti di successo e gli analfabeti del cuore che lo sostengono, sta tenendo in ostaggio 170 esseri umani su una nave della Guardia Costiera italiana. Ciascuna di quelle 170 anime e persone, fosse solo perché in fuga dalla fame o dalla guerra, hanno biografie sicuramente più interessanti  e meritorie del modesto curriculum del ministro, e preferirei ascoltare per delle ore le loro storie di resistenza umana, imparare i loro usi e costumi, piuttosto che bermi una birra con Salvini, di cui non mi frega nulla, come in genere dei vip o presunti tali, o dei presunti ministri che uomini di Stato non sono, com’è evidente nel suo caso. Perché un vero statista non perde tempo su Facebook o Twitter a eccitare la gentarella bagonga come lui, utilizzando e trattando come schiavi i disperati che attraversano il mare per salvarsi la vita. Tutto ciò è penoso e barbarico, e merita disprezzo.

TELEGRAMMA DA JACK FOLLA

Hola teste da tagliare, bambine d’oro, fratelli ruvidi e incazzati, compagne agguerrite, grazie per le vostre mail che mi hanno fatto di colpo diventare un milionario di sorrisi. Vi avevo invitati a scrivere Il Libro Nero con me, tornato clandestino a Roma solo per un paio di mesi prima di decidere che farne di questa sedia elettrica della mia vita. E dopo vent’anni di silenzio mi avete scritto in centinaia, mi avete sbalordito ed emozionato e molte delle vostre lettere sono già nelle pagine della nuova Alcatraz tascabile che pubblicherò a settembre su Amazon, insieme a quel mio primo libro, ma stavolta, finalmente, con editore JF, libero, indipendente e ribelle, visto che JF, il mio capo, sono io. Non avendo una radio, be’, chissenegranfotte fratelli, mi sono registrato e musicato una dozzina di monologhi che vi silurerò su YouTube a metà settembre e nella pagina Facebook che aprirò a breve. Nel frattempo, continuate a scrivermi la vostra pagina nera personale su questi vent’anni in cui non abbiamo più potuto volare insieme, albatros. Esorcizziamoli insieme e rimettiamoci in formazione. Il cielo, ancora, non l’hanno chiuso dietro le sbarre, anche se quella banana nei capelli di Trump ha annunciato ieri che gli Usa si preparano alle Guerre Stellari e all’egemonia nello spazio. La gente è pazza. Nel libro c’è ancora posto, anche se ormai bazzico a pag.170 di 220 circa, quindi affrettatevi, perché ci tengo davvero. E chi mi conosce sa che sono sincero, sempre. Senza di voi nulla sarebbe stato possibile, mai. La mia mail privata è JF3957@tiscali.it

A presto e non mollate, hermanos. Hasta siempre.

Jack Folla