CONTRO LA BESTIA CI VUOLE IL BESTIONE

Le elezioni si vincono su Internet, la televisione è secondaria, i giornali non contano quasi nulla. Salvini l’ha capito da un pezzo, foraggia una squadra di esperti, “La Bestia”, professionisti del web che non hanno alcuno scrupolo morale nel diffondere fake news e nel farle rilanciare a falsi profili Facebook o Twitter. Centinaia di migliaia di robottini prezzolati un tanto a like, che come untori diffondono la peste contemporanea: la manipolazione delle notizie e delle coscienze. Su questa allarmante fabbrica del consenso due lucide inchieste di Report avrebbero dovuto aprirci gli occhi, ma la Bestia è più forte della Verità. E alla puntuale domanda retorica che mi farebbe un elettore di Salvini (e Salvini stesso lo ripete come un mantra): “Allora gli italiani sono tutti cretini?” la risposta è no, non sono cretini, peggio: sono inconsapevoli, fragili, facilmente condizionabili.

D’altro canto l’attuale governo, litigioso e infantile, riesce a oscurare anche le poche cose buone che fa. È andato a Palazzo Chigi con un colpo di fortuna sfacciato, ma invece di fare squadra e basta, sta servendo l’assist a Salvini per riprendersi l’Italia “con pieni poteri”. Quando questo (molto presumibilmente) accadrà, quei partiti saranno polverizzati, nessuno o quasi li voterà più e a ragione: si stanno dimostrando incompetenti. Inadeguati ai tempi. Come mai la loro vanagloria (quella dei vari capi e capetti) è così ottusa e perdente?

La Bestia c’è. La battaglia si decide sui social network, dove il centrosinistra è un fantasma. Che cosa si aspetta a creare un “Bestione” che la contrasti? È chiaro che una notizia sincera ha meno penetrazione di una bufala, ma almeno si comincino a smascherare queste menzogne fuorvianti che scippano consenso. Se non lo sapete fare (e non lo sapete) affidatevi a giovani esperti della comunicazione, a piccoli geni del web. Perché se affrontate i panzer tedeschi con le ultime cariche della cavalleria polacca, forse sarete dei romantici, ma perderete l’Italia e l’onore. Quel poco che vi è rimasto.

Salvini fa 50 comizi a settimana? Fatene 100. Tornate umani, siate umili, state in mezzo alla gente, ascoltatela. Amate questa Italia alla deriva. Dimostratelo. Ma non sottraetevi al gioco sporco. Se l’arma degli avversari è la Bestia create il Bestione. Fa ridere ma è drammaticamente serio. E mentre quella spara falsità voi sparate verità ad alzo zero. Con il doppio della potenza di fuoco. Perché con Renzi e il suo partitino, con Di Maio che dice in Umbria abbiamo fatto “un esperimento” ora basta (follia), con i sorrisi ampi e gentili di Zingaretti che non sembrano rendersi conto della gravità della situazione in cui versa la gente, la Bestia farà come i panzer contro gli Ulani: una strage (spiace dirlo) meritata.

CAPITAN BAMBOCCIO SALVATO DAI PRETI SI CANDIDA A MARTIRE

 
 
Mamma Vaticano ha salvato Capitan Bamboccio dai guai in cui s’era cacciato, dando riparo sotto le sue materne ali di chioccia sacra agli ostaggi della nave militare Diciotti. Indagato dalla magistratura per sequestro di persona, arresto illegale e abuso d’ufficio e comportandosi tale e quale allo zio Silvio per Ruby, la nipotina porno di Mubarak, anche il ministro dell’Interno di questa democrazia nuda (dopo averla spogliata degli ultimi valori rimasti) si candida a martire. «Non mi ferma un procuratore, 60 milioni di italiani sono con me». Bum! Nel silenzio mortificante dei 5 Stelle, aggrappati al potere come cozze, don Salvini dilaga: «Ci metto un attimo a portare tutti ad elezioni e diventare presidente del Consiglio». Chi ne dubita? L’irresponsabilità è il suo vangelo. La massa dei seguaci lo segue sull’orlo del baratro, come il pifferaio di Hamelin meglio noto come il cacciatore di topi, che invece di liberare il paese dalla peste finì col trascinarsi nel nulla i ragazzini. I nostri figli, infatti, sono tutti in fila per andare a lavorare all’estero. Ma è giusto così. Un Paese che disconosce le regole, non sa leggere né meditare sugli errori del passato e non rispetta i diritti umani, si merita un condottiero in canotta che grida: «Sono sudatissimo! Un ministro indagato ha diritto di essere sudato!». La mafia ride, i ponti crollano, i poveri aumentano, il lavoro manca. Ma da due settimane l’Italia è immobilizzata dallo show dell’onnipotente infantile Capitan Bamboccio che fa il bullo con cento eritrei con la scabbia e la polmonite.