TRUMP E IL SUO CUGINO DI CAMPAGNA

Non appena Trump fu eletto, pensai al ditone imbizzarrito del suo ego galoppante che avrebbe scalciato sul bottone di tutte le guerre, centrandone una, magari per sbaglio. Quelli come Trump sono uomini fatti per schiacciare. Al popolo piacciono sin dai tempi di Barabba. E mai azzeccare profezia fu più facile. Ieri, il cavallone biondo, molto sangue e poco puro, ha scalciato sui bottoni dell’Iran, uccidendo a freddo il generale Soleimani, con l’arma più vigliacca di tutte: il drone. Oggi, il poco purosangue twitta “vittoria” imbizzarrito, come sempre, dalla sua stessa boria. Il suo cugino di campagna, Salvini, scodinzola i suoi tweet da servo, qual è nell’anima, inneggiando alla vittoria dello zio d’America. Che qualche nobile coscienza si svegli, prego. Ecco in che zampe state mettendo la Terra. Qui nessuno difende l’Iran e nulla ci è più lontano degli ayatollah. Ma solo un imbecille poteva gettare un cerino nella polveriera del mondo.

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