TRUMP E IL SUO CUGINO DI CAMPAGNA

Non appena Trump fu eletto, pensai al ditone imbizzarrito del suo ego galoppante che avrebbe scalciato sul bottone di tutte le guerre, centrandone una, magari per sbaglio. Quelli come Trump sono uomini fatti per schiacciare. Al popolo piacciono sin dai tempi di Barabba. E mai azzeccare profezia fu più facile. Ieri, il cavallone biondo, molto sangue e poco puro, ha scalciato sui bottoni dell’Iran, uccidendo a freddo il generale Soleimani, con l’arma più vigliacca di tutte: il drone. Oggi, il poco purosangue twitta “vittoria” imbizzarrito, come sempre, dalla sua stessa boria. Il suo cugino di campagna, Salvini, scodinzola i suoi tweet da servo, qual è nell’anima, inneggiando alla vittoria dello zio d’America. Che qualche nobile coscienza si svegli, prego. Ecco in che zampe state mettendo la Terra. Qui nessuno difende l’Iran e nulla ci è più lontano degli ayatollah. Ma solo un imbecille poteva gettare un cerino nella polveriera del mondo.

SARDINIPITÀ (Sardinipity)

Che cos’è la serendipità (serendipity)? La capacità di fare inattese e felici scoperte per caso, mentre si stava cercando altro. L’America da parte di Cristoforo Colombo che cercava le Indie. Il viagra scoperto casualmente dalla compagnia farmaceutica Pfizer mentre cercava un farmaco per curare l’angina pectoris. Il ghiacciolo a opera di Epperson, che si dimenticò, in una gelida notte d’inverno, un bicchiere di soda con la paletta dentro. E inventò uno sgargiante gelato col bastoncino per l’estate.

Tutto questo mi suggerisce di coniare una nuova parola colorata, Sardinipità (Sardinipity), per spiegare il sentimento che unisce milioni di persone che non si conoscono a manifestare, silenziose e compatte come sardine, il loro dissenso dalla politica dell’odio e della stupidità istituzionalizzata (stupidity).

A cosa ci ha portato in Italia questa stupidità violenta? A un’indigestione di infamità. Se le ribatti colpo su colpo il rischio è di sprofondare nello stesso baratro: Noi contro Loro. Ma la fratellanza si rifiuta di farsi inscatolare in questo stupido schema. Sa che è un vecchio e sporco gioco. Quello che amo delle sardine è proprio questo, il silenzio compatto, al netto dell’antirazzismo e antifascismo che ci hanno costretto a sventolare come un passaporto. Perché chiedergli ora un progetto politico? Che altro vuoi aggiungere quando scendi in piazza per manifestare il tuo dissenso che non ha più parole? È un silenzio da battaglia civile e non violenta, che se perseguito da un numero sempre crescente di italiani, non è impossibile potrà essere paragonato un giorno alla Marcia del Sale, quando milioni di indiani manifestarono silenziosamente con Gandhi contro le tasse inique imposte dagli inglesi. Dite che è esagerato? Anche Gandhi lo presero per matto. Però gli inglesi furono costretti a sloggiare dall’India.

“Serendipità -Quando l’amore è magia- (Serendipity)” era anche un film che raccontava come un ragazzo e una ragazza, incontratisi casualmente una volta sola e innamorati al primo colpo, si perdessero del tutto di vista, essendo destinati ad altre vite e matrimoni, ma senza aver mai smesso di pensare l’uno all’altra, fino a ricombaciare faccia a faccia nello stesso punto di partenza, sposarsi e ritrovare il senso della vita. Due ragazzi che sembrano dirci: se il fato lo creiamo noi anche quando tutto ci è avverso, possiamo far collassare il destino previsto nelle stelle. Serendipità è questo cosmico infarto d’amore che, invece di provocare la morte, ti conferisce l’eternità.

Sardinipity, in politica, è la determinazione ad affrontare il mare aperto, quando il vento della storia soffia in direzione contraria ai nostri valori, per ritrovarsi sulle rive sconosciute di un altro mondo del tutto diverso da quello che si era solo vagamente sognato. Questo è l’incanto di Sardinipità -quando la politica è anche magia-.

Se il ministro della Polizia esulta per l’arresto di un disubbidiente SI SALVINI CHI PUÒ

Il sindaco di Riace, Mimmo Lucano, agli arresti domiciliari per la sua disubbidienza civile (dichiarata e confessata da lui stesso più volte pubblicamente) è stato attaccato con disprezzo dal ministro dell’Interno e dai suoi sodali politici e adoranti seguaci. In Italia, culla del diritto e della democrazia, si Salvini chi può. È un punto di non ritorno quando un uomo di Stato esulta per l’arresto di un suo avversario politico, essendo lui stesso il capo della polizia.
Noi non votiamo Pd, non ci pigliamo un caffè con Renzi, la Boschi o con chicchessia, non abbiamo ville a Capalbio, né tessere né potere né interessi economici da difendere. Noi siamo italiani offesi dai comportamenti incivili di un ministro non all’altezza del ruolo che ricopre e ci stringiamo intorno all’articolo 3 della Costituzione: «Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali». Potete votarlo tutti, acclamarlo, portarlo in trionfo per le strade su una sedia pontificia. Potete stringere in pugno tutte le redini del potere, nominarvi a vicenda nelle stanze dei bottoni del Paese, arrestarci uno per uno, tutti. Ma la ragione e la verità stanno sempre sedute nei posti più scomodi, fra gli oppressi, i deboli, gli indifesi. Mai con l’odio, mai sui balconi di palazzo Chigi o nelle piazze osannanti del potere.
#DiegoCugia #JackFolla