Sono stato un fumatore così accanito che i miei livelli d’ossigeno, tre anni fa, erano di oltre il trenta per cento inferiori alla media. Praticamente in apnea sott’acqua sarei stato meglio. Dopo una piccola operazione chirurgica, un’appendicite, al risveglio dall’anestesia i medici mi hanno avvisato che, in futuro, avrebbero dovuto operarmi da sveglio. Nonostante la maschera d’ossigeno la mia situazione polmonare, causa tabagismo, sotto anestesia comprometteva i valori vitali. Per riuscire a smettere di fumare sono passato a una dipendenza molto minore. Ho chiuso totalmente con le sigarette e ho cominciato a “svapare” liquidi con nicotina 18, il massimo, ma dopo due settimane senza fumo di sigaretta l’ossigeno è tornato nella norma e la mia bronchite cronica è cessata. Tre anni dopo, oggi, “svapo” con nicotina 3, il minimo. Ma sono furibondo come centinaia di migliaia di ex fumatori incalliti che il Parlamento italiano ha rimesso a rischio assoluto, tassando ulteriormente i liquidi per e-cig, al punto da raddoppiarne il prezzo. Non ci si crede, ma oggi fumare sigarette mortali costa di meno. Un atto criminale, irresponsabile e idiota. Umberto Veronesi, il nostro oncologo di fama internazionale, era contrario alla tassazione sulle sigarette elettroniche, perché le riteneva lo strumento a tutt’oggi più efficace per combattere gli effetti devastanti del fumo: «Le sigarette tradizionali causano il cancro, mentre le elettroniche non hanno alcuna azione cancerogena». Suppongo che le multinazionali del tabacco abbiano corrotto parecchia gente. Me lo auguro per costoro, altrimenti si tratta di analfabetismo politico, di danno grave causato alla salute dei cittadini, da parte di onorevoli Assassini di Stato.
Tag: corruzione
QUELLE RICERCATRICI IN GINOCCHIO COSTRETTE A BACIARE I PIEDI AI BARONI

Leggo le umilianti intercettazioni telefoniche fra Susanna Cannizzaro, neo ricercatrice all’università di Macerata, e il professor Guglielmo Fransoni, oggi agli arresti domiciliari, uno dei baroni universitari accusati di corruzione per aver pilotato le abilitazioni dei docenti. E mi viene da imprecare al cielo dalla rabbia e dallo strazio per quest’Italia mafiosa ormai anche nel cuore della gente (vessati e vessatori) e in cui le giovani eccellenze del pensiero sono costrette a prostrarsi ai capi bastone, ma a quelli perbene, ai “corleonesi” che sul biglietto da visita, invece di Don, hanno scritto solo On., o Prof., o Cav.
Ve le trascrivo, così come le riporta “Il Fatto”, stamattina:
«Devo dirti una cosa», premette il professor Fransoni. «Da che mondo è mondo si chiama per ringraziare, perché tu hai superato l’esame grazie all’appoggio».
Susanna, la ricercatrice che lo ha chiamato per avvisarlo che l’università di Macerata le ha richiesto alcuni documenti, fa il suo primo baciamano (in 5 minuti e 35 secondi di telefonata si prostrerà chiedendo 13 volte scusa e implorando per 4 volte perdono). Persino chi sgarra nella mafia s’inginocchia al Padrino dicendo tre o quattro “Vossia scusasse” di meno.
«Scusami, scusami tanto!»
«Non hai chiam…non ho sentito la parola grazie e non ti scuso, invece!»
LEI Scusami, scusami!
LUI Si chiama per ringraziare.
LEI Scusami, scusami tanto!
LUI E non ti scuso! Si fa così.
LEI Perdonami, perdonami. Io ti…sono molto contenta e ti ringrazio.
LUI Eh vabbe’, ti rendi conto che è tardiva la cosa. Tu chiami perché hai bisogno di un ulteriore aiuto, è tardiva! Vuoi il supporto, tu hai bisogno del nostro supporto per tutto.
LEI Ma io ho sempre bisogno.
LUI E allora cerca di meritartelo per la miseria!
LEI Perdonami, scusami.
LUI Ok, ci siamo capiti. Adesso non voglio più spendere parole su questo.
LEI Perdonami, Guglielmo, io non…
LUI Sei grande, ma quanti anni hai, quindici?
LEI Scusami tanto era solo la…
LUI Non ci sono giustificazioni! Sono chiaro?
LEI Scusami tanto, scusami, non era mia intenzione…
LUI Non è tua intenzione, hai fatto! Che ragionamento è? Stai parlando a vanvera, Susanna!
LEI Ti posso solo chiedere scusa…ti posso solo chiedere scusa e ti posso dire che io sono estremamente grata a te e a tutti gli altri. Mi dispiace solo di non averlo comunicato subito prima…di dare qualunque altra informazione. Ti chiedo scusa.
Allora, sazio di tante suppliche, tronfio di se stesso, ebbro del proprio potere, il maschio Alfa della nostra mafia da tutti i giorni, concede: «Mandami questi documenti, li esaminerò con attenzione».
Lei china per la tredicesima volta il capo: «Va bene, grazie, e scusami ancora».
In Italia dobbiamo ricominciare da zero, dalla prima infanzia. Prima di fargli dire “Mamma” e “Papà”, ai nostri bambini dobbiamo insegnargli una parola sola: “dignità”. E a tutti i capi mafia che infestano la vita pubblica -bambini- non si fa il baciamano, ma il vuoto intorno.