OPINIONI DI UN CANE A FERRAGOSTO IN ATTESA DELL’AUTOBUS PER IL MARE

Sarolta Ban 2Poco fa, andando al mare, ho intravisto questo cane al capolinea. Si era tolto il collare e messo un fiocco azzurro. Ha finto di non vedermi e non mi ha chiesto l’autostop. Ho abbassato il finestrino. «Da quando in qua i cani si fanno la valigia?». Mi ha risposto: «Quelli che, facendo una cosa giusta o commettendo un errore, ci provano, sono sempre migliori di quelli che, qualunque cosa facciano gli altri, rosicano». Effettivamente stavo rosicando, ho sempre sognato un cane così, però mi scocciava far la figura da imbecille e ho replicato: «Ma se la sai lunga come la tua coda, ti sei dimenticato che oggi è ferragosto e l’autobus non passerà mai?».
Ho letto un’improvvisa disperazione nel suo sguardo e mi sono sentito stupido e cattivo. Lui si è stretto al collo la sua bandana azzurra: «E voi allora? Perché andate ancora in automobile? Se vi abbracciaste con la stessa frequenza e intensità con cui gli uccelli muovono le ali, anche voi sareste capaci di volare!».
«Vabbè, vado al mare, tante care cose». Mentre chiudevo il finestrino e ingranavo la marcia lui ha girato il muso dalla parte opposta, verso l’autobus che non sarebbe arrivato mai e ha sussurrato: «Non esistono abissi senza fine tranne che nel cuore di certi uomini».
Era troppo. Gli ho spalancato lo sportello, ha afferrato la valigetta con i denti ed è saltato su. Si è accucciato sul sedile. Adesso siamo al mare. Lui scava buche nella sabbia, io scrivo. Abbaia per farmi vedere la sua buca, ma io mi guardo bene dal fargli leggere quel che ho scritto. Niente da fare. Mi ha appena strappato il foglio di mano. Col muso l’ha spianato sulla sabbia. Lo ha letto, poi mi ha guardato e ha detto: «Ma lo sai che scrivi proprio come un cane?».