PALAZZO CHIGI DI CARTA

Quest’estate la crisi politica è stata appassionante come Homeland o La casa di carta. La Missione Impossibile del nuovo governo sarà di riportare il Paese dalla fiction alla realtà. Il risveglio (legge di bilancio), inevitabilmente durissimo a causa del nostro debito pubblico,  dovrà essere costellato da provvedimenti che aiutino la gente a barcamenarsi in questa tempesta quotidiana della nostra vita e ci lasci intravedere una concreta speranza per il futuro. Altrimenti  gli  “addormentatori di massa” vinceranno gioco, partita, incontro. Quando le menti e le coscienze sono tenute in letargo e manipolate, c’è poco da scherzare. La “Bestia” digitale impera ancora sull’inconscio del Paese.

Tra i personaggi che mi sono più piaciuti di Palazzo Chigi di Carta c’è Grillo. Il suo invito a essere euforici per l’occasione storica che si era presentata, invece di mostrare musi lunghi e sciorinare 10 o 20 punti come fossero “quelli della Standa”, mi ha ricordato il discorso di Steve Jobs ai ragazzi della Stanford University: «Siate affamati. Siate folli». Ho ritrovato il grande Grillo di una volta (quello, per intenderci, precedente al primo vaffanculo di massa) e ho imparato che un comico può, a un certo punto, dimostrarsi uomo di Stato. E ho molto apprezzato il passo indietro di Andrea Orlando che ha rinunciato a un prestigioso incarico di governo. Mi ha fatto morire dal ridere la mano di Conte sulla spalla di Salvini (quasi a tenerlo fermo) mentre lo redarguiva al Senato con parole sferzanti come scappellotti. Sembrava un professore resuscitato dal primo Novecento da una pagina di “Cuore”. Per la precisione, le faccine dello scolaro seduto scomposto al banco mi hanno ricordato quelle di Franti nel libro di De Amicis: “Il Direttore guardò fisso Franti, in mezzo al silenzio della classe, e gli disse con accento da far tremare: – Franti, tu uccidi tua madre! – Tutti si voltarono a guardar Franti. E quell’infame sorrise”.

Il lieto fine è stato da Promessi Sposi: Renzi e Lucia.

Lucia, per me, è Paola Taverna. La Lucia a 5 stelle vicepresidente del Senato. Credo detesti Renzi, affettuosamente ricambiata. Ma il punto è proprio questo: imparare ad amare e rispettare i nostri contrari. Fare un passo indietro come Orlando e tanti altri, in nome dell’interesse collettivo. Questa è la marcia in più del Cuore che può sconfiggere la Bestia. Altrimenti una saracinesca calerà sulle nostre fronti sempre più basse. E buonanotte.

 

 

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