La messa nera

“Nel 1775 il nostro esercito ha presidiato l’aria, ha speronato i bastioni, ha preso il controllo degli aeroporti” ha detto trionfale Donald Trump nel suo discorso per la festa dell’Indipendenza americana. Ma nel 1775, l’anno in cui in Europa fu inventato il tram, gli aerei non esistevano, tantomeno gli aeroporti. Non è per fare le pulci al potere che lo dico. Ma è che il potere, in questo secolo, se lo sono prese le pulci. Gigantesche, col ciuffo, ma sempre pulci. Niente a che vedere con i grandi demoni del Novecento: gli Stalin, gli Hitler e il nostro più modesto Mussolini che, tuttavia, si mangerebbe le mezze tacche politiche di oggi come bruscolini, e doverlo ammettere non attenua l’ansia ma l’aumenta. Stiamo vivendo un letargo fatale. Ma non è votando personaggi da operetta che ridurremo il male a un circo. Il male ci incanta proprio cambiando i suoi leader, anche i più improbabili,  non lo spettacolo finale. Possiamo votare tutti gli ignoranti che vogliamo, i corrotti, i mediocri, le mezze calze (così ci sentiamo come in vestaglia e ciabatte, a casa) ma la tempesta si alzerà lo stesso, più devastante di quelle del Novecento. Voi vi fareste operare al cuore da un tranviere con l’hobby del bisturi? E come mai allora non vi meravigliate se gli americani affidano la valigetta nucleare a uno come Trump, che crede che all’epoca di Voltaire gli aerei sfrecciassero sulle parrucche? Non c’è bisogno di essere visionari o apocalittici. Anche un bambino si accorge che siamo nel pieno di una messa nera. Aprite gli occhi, armatevi d’amore, non abboccate, non gettatevi nell’abisso. Il male è come il mare. Non sta mai fermo ma non cambia mai.

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