DIARIO DI UNA FOLLE DOMENICA DI PRIMAVERA

È l’alba e sfoglio Repubblica con mezza mente ancora nei sogni e l’altra mezza affacciata sulla veranda della realtà. Leggo il titolo “La fuga del bandito senza pietà/Fermatelo, può fare altri morti!” Penso che ci si riferisca a Donald Trump. Ma la metà di me con la tazzina in mano davanti alla primavera mi avverte che no, stanno parlando di “Igor il Russo”, il killer di Budrio, e non di Donald l’Americano, il gendarme del mondo. Così, di questa domenica all’alba, la prima cosa con cui s’impasta la mente nel rosa nebbioso è la rabbia per il consenso senza dignità dei leader dei paesi europei, compreso Gentiloni nostro (così tanto gentilone con Trump che mi viene da gridare). È orribile questa gentilezza con la vendetta armata del Kim Jong-un di Washington, del coreano-americano con l’anima da hamburger. Perché bisogna avere il  ketchup spalmato sui neuroni cerebrali e la senape sul cuore per non capire quale razza di odio viscerale e di guai collaterali innesca un intervento armato unilaterale USA su uno stato sovrano come la Siria. Non a caso il dittatore coreano (talmente speculare a Trump da sembrare il suo gemello con gli occhi a mandorla) ha dichiarato ieri che “L’attacco Usa giustifica l’atomica”. L’umanità, certo, non può tollerare chi stermina bambini con i gas. Ma neanche lo sterminio degli innocenti quando sono gli Usa e i suoi alleati a sganciare bombe sulle aree più povere e culturalmente emarginate del pianeta. Offrire gentilissimo, incondizionato consenso ai capricci armati del Kim Jong-un della Casa Bianca vuol dire che l’Onu è impotente e l’arte della politica è morta come quei bambini asfissiati da Assad, dai ribelli, o da chiunque sia stato. Che bisognasse averne contezza “prima” d’intervenire dovrebbe essere superfluo ribadirlo. Non sono simpatizzante dell’Isis né, se fossi arabo, sognerei mai di aderire a quelle sanguinarie follie, ma se malauguratamente fossi nato da quelle parti oggi avrei un motivo in più per scaraventarmi con un camion sulla folla, in Europa, e pareggiare un’altra volta i conti. Se si ha avuto la fortuna di nascere in America o nelle nostre ben nutrite città, non bisogna mai abbandonare la ragione per la risposta armata, mai.  A perseguire l’occhio per occhio si diventa ciechi. Non c’è bisogno di un genio per capirlo. Ma Donald non lo sa. E a Merkel, Gentiloni & Co., che invece lo sanno benissimo, non conviene saperlo. Che vergogna, che pena quest’Europa.

Nel frattempo mi sono completamente svegliato e il mattino è di una bellezza oscena, in confronto a queste macabre notizie. Su Repubblica non c’è scritto il titolo più importante “Che fortuna essere vivi in questo fantastico universo”. Non bisogna lasciare la nostra mente indietro, ai leader di un pensiero morto. L’Anima Mundi sta andando avanti, e noi non possiamo permetterci di perdere il nostro appuntamento con l’infinito. Guardiamoci in tasca, invece, perché ci sono nascoste le chiavi del paradiso. (La religione non c’entra). E tutti noi che ancora possiamo, facciamoci un sorriso. Buona domenica!

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