BECCO DA SCHIAFFI

Adoro quest’uccellino incantato dal mistero, che osa. Osa entrare in un nido da giganti dove tutto può schiacciarlo, ma lui ha un gran becco da culo, fischia e se ne infischia (di paura ne ha tanta, spasmodica, non credete, ma è più forte il suo spirito d’avventura). Dovremmo avere tutti questa magica incoscienza, anche con facce da schiaffi, bussando o senza bussare, attraversando stati mentali a volo libero, perché solo volando senza rete puoi trasformare spazi di angoscia in estasi di gioia. Quest’uccellino è un mago, cinguetta e osa, ci può essere un assassino nascosto nel garage, un bambino con la fionda, un gatto; chissenefotte, vero uccellino? Entriamo. Per una carezza o un po’ di miglio si fa questo e altro: una rivoluzione. Bisogna fare irruzione in altri mondi, sfidarli con quel beccuccio da impunito, rischiando una fucilata o una porta in faccia. Puoi restarci secco -ovvio- e ti ritrovi ombra. Un po’ triste, ne convengo, ma anche le ombre volano, soltanto quelle, però, che hanno saputo fiduciose osare. Poi viene primavera e riprendono corpo e piumaggio, ritornano come falchi o aquile reali, o bambini ribelli, o forme di pensiero, libertà, rivolte, amori, o come semplice goccia splendente nell’oceano. Grande uccellino col tuo becco da schiaffi, ti guarderei per ore e ore. In questa mattinata di sole e d’ombra ti devo la vita.

2 thoughts on “BECCO DA SCHIAFFI”

  1. Condivido quasi tutto quello che dici, ogni volta è su ogni argomento. Vorrei invitarti, proprio per questo, a dire la tua su come è stata ricordata la festa della liberazione di ieri. Purtroppo non c’erano tutti con l’associazione partigiani, grazie.

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