UNA DONNA, LA MIA PATRIA

Una donna innamorata del suo uomo. Glielo ammazzano per strada, senza motivo. La loro ragazzina non avrà più un padre. La vita diventa nera di dolore.
Ma un giorno a questa donna sola l’amore serve una carta vincente, un nuovo marito che si offre di fare da padre alla bambina, diventata ormai una piccola donna.
I due si amano, l’antico dolore resta (ma fa un passo indietro) e una nuova vita fa un passo avanti: nasce un bambino.
Poi, qualche giorno fa, un italiano uscito di casa per suicidarsi, e che non c’entra niente con loro, ha un ripensamento.
No -si ravvede-, togliersi la vita dev’essere orribile. Vero? Menomale! Però, visto che ha già una Beretta in mano, e l’angoscia dentro e la rabbia addosso, si sfoga.
Fra i passanti, tutti bianchi, ne individua uno che stona, un nero. L’uomo che vende gli ombrelli. Si chiama Idy, è una macchia di colore su ponte Vespucci, a Firenze.
Sì, è proprio lui, il compagno di quella donna, già vedova una volta, il padre di quel bambino, e padre ormai anche della piccola donna, già orfana una volta. E lo ammazza. A freddo.
Forse l’assassino aveva nelle orecchie il requiem ripetuto all’infinito da certi politici alla tv per raccattare qualche voto (neanche pochi, viste le elezioni): «Tornatevene a casa vostra!» E così l’ha rimpatriato nell’al di là per le vie più brevi.
La vedova due volte, di due morti ammazzati, si chiama Kene, è senegalese. Sul Corriere della sera, stamattina, si rivolge «con rispetto e stima» a noi italiani. «Non siamo qui per delinquere» dice «per far del male a qualcuno. Siamo brava gente che lavora per mandare avanti la famiglia».
Due assassini italiani hanno ucciso due padri di famiglia, il suo primo e il suo ultimo amore, fomentati da politici farabutti e dall’odio razziale. Ma Kene, sopraffatta dal dolore e dall’ingiustizia, ci dà con rispetto e stima una lezione di civiltà: «Liberatevi dai demoni del razzismo», sussurra.
Lei è più italiana di molti italiani che conosco. Perché è come l’Italia gentile che amavamo.
Per questo, oggi, Kene è la mia patria.

2 commenti su “UNA DONNA, LA MIA PATRIA”

  1. “L’Italia gentile che amavamo”, bellissima tenera frase.
    Ma dove è sparita l’Italia gentile che amavamo?
    Si, sparita, perché sparita è la gentilezza non certo formale che ogni individuo ha dentro fin dalla nascita: ormai non viene più compresa né tanto meno coltivata e siamo arrivati ad essere ciò che siamo, non persone, e questo non solo in Italia.
    Voglio mantenere la speranza di un ‘inversione di rotta,
    grazie Diego

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