PICCOLE VIE CRUCIS DI TUTTI I GIORNI

Il fisco è come i funghi, se il terreno è buono gli accertamenti spuntano uno dopo l’altro. “Buono”, per l’Agenzia delle Entrate, è il contribuente che paga, mica l’evasore disonesto, no, il fisco predilige quelli onesti. Visto che già mi pagano perché non torturarli? Giorni fa mi ha trasmesso per posta l’ennesima scarica elettrica. Nel 2015 non avrei versato la Tari (tassa sulla spazza) al Comune di Roma. E perché mai avrei dovuto farlo? Ero residente in Umbria dal 2012. Ma la Raggi mi chiede 4500 euro e io entro in ansia. Il mio commercialista mi tranquillizza: vai al Comune, chiedi lo storico anagrafico delle tue residenze, me lo porti e gli dimostriamo che la Tari la pagavi a Terni perché non eri più residente a Roma dal 2011. Vado al Comune del paesello dove risiedo attualmente, mezz’ora prima dell’apertura, per sbrigarmi prima. Ma sono il diciassettesimo della fila. Già il numero, 17, dovrebbe mettermi in guardia. Infatti non ho con me la marca da bollo da 16 euro. Neanche il tabaccaio ce l’ha. Salgo in macchina e vado a comprarla al paese vicino. Ricomincio la fila. Finalmente il mio turno. Ma la funzionaria mi avverte che lo “storico” può rilasciarmelo solo per il paesello attuale, quindi dal 2016 a oggi. Sull’attestato, però, c’è scritto che nel 2016 sono “immigrato” da Terni. Quindi non ero a Roma! No, non basta. Lei, signore, deve andare in Umbria e farsi rilasciare l’anagrafico storico anche da loro. Mi permetto di rilevare che l’Italia è pazza. Con la tecnologia di oggi si dovrebbe fare tutto da casa al Pc. La funzionaria, piccata, mi risponde che viviamo in un paese bellissimo. Mi piacerebbe, forse, essere residente in America dove gli evasori fiscali li sbattono in galera? L’Italia è elastica, dice, noi chiudiamo un occhio. E gli onesti pagano il doppio, le rispondo: viva l’America! Me ne vado col mio certificato che non serve a un ciufolo. Parto per l’Umbria. Pago benzina, autostrada, tempo. E un’altra marca da bollo da 16 euro. Ora so quello che già sapevo ma posso sbatterlo in faccia a tutti gli esattori della Terra. Dal 2012 al 2016 ero residente in Umbria. Oggi partirò per Roma. Devo portare la documentazione al commercialista che la girerà al fisco pasticcione, ma che tartassa i suoi clienti migliori. La sfangherò? Speriamo, con questi non si sa mai. Ma se si sono sbagliati loro perché dobbiamo pagare noi? Voglio un fisco moderno che rimborsi il danno, anche quello, psicologico, di aver terrorizzato un contribuente cercando di scucirgli, come uno scippatore da strada, 4500 euro. Storielline di modesta perversione fiscale come questa inquinano le esistenze di migliaia di italiani. È lo Stato che ti complica la vita. La disaffezione alla politica passa anche da qui. Per sconfiggerla, lo Stato deve semplificarci il modo di contribuire alle sue spese, strade, ospedali, servizi, evitando di esasperare i contribuenti, costringendoli a tortuose via Crucis medievali, piccoli ma dolenti supplizi per pagare delle tasse, oltretutto, non dovute.

 

(Foto di Sarolta Ban)