LE BRACCIA DEI GRANDI AMANTI

Spalancare le braccia è il gesto più alato. Ci si apre così all’apparizione di un amante perduto, di un amico ritrovato, di un padre o una madre. Ma spalancare le braccia da soli, come Icaro o un falco, con tutto l’amore del mondo, incrollabili, senza il conforto dell’altro che sta correndoci incontro per stringerci a sé, è un atto divino, il preludio di un angelo. Non conosco gesto altrettanto duro, tenero e rivoluzionario. Una donna o un uomo che spalanchino le braccia all’invisibile, all’amante che tutti gli altri contiene, il luminoso e l’oscuro, al termine di mille battaglie perdute, sono creature speciali. Come un bambino si lancia ingenuo a braccia aperte sul papà o la sua mamma, così un adulto ferito ma mai vinto, esperto eppure candido, che spalanchi le ali senza certezza alcuna di atterrare in un porto, aperto all’amore come un aquilone senza filo al vento, è l’esempio più alto di un uomo o una donna. Cadere è indifferente. Che fisicamente l’amore lo si trovi o no, pure. L’importante è saper spalancare le braccia. L’importante è saper volare soli, sempre, ostinatamente e controvento, verso l’amore.1618533_10205962891930996_2802551163820689849_n