LA VENDETTA DEI SOLDI

Oggi facevo un giro nel quartiere. Per me è come fare il giro del mondo. Di solito mi limito alla tratta studio-cucina. Scrivo, mangio e dormo. Quando esco è una rivoluzione. Di buono c’è che noto i cambiamenti. Oggi ho notato che abbiamo facce dell’Est. Quello di una volta, quando c’era il Muro. Che noi si andava a Sofia a fare i ricchi. Come il personaggio di Verdone che andava a Praga con le calze di seta per rimorchiare…
… Ma certe facce da poveri! Musi tirati, vestiti stretti, cappotti rivoltati, pure i cellulari sembravano dimessi. Con le suonerie che facevano degli squittii da topo mesto. Dice che chi ha ancora qualcosa in banca l’ha messo sotto al materasso. Ma l’hanno ritirato in fogli da 500. Ora pare che il nuovo governo eliminerà i grossi tagli. E questi si cagano sotto.
Un mio amico mi ha restituito un prestito di 375 euro. Ho aspettato una settimana per buona educazione e oggi mi sono presentato in banca a depositarlo. C’era una fila di dodici metri. I cassieri avevano i capelli sporchi. Le funzionarie parlavano con i clienti di carte di debito, si sentivano parole sconce come “revolving” e davano a tutti i tassi dei debiti. “Se io vado in rosso quanto pago?” Tutti parlavano di “rosso” ma era vita in bianco e nero. Neorealismo. C’era in un angolo un vecchio col cagnolino. Umberto D.
Gli americani sono certi. Il NY Times oggi dice che le banche americane sono state invitate a ritirare precipitosamente i loro impieghi in Europa. Che l’euro crolli, a Wall Street, è quasi una certezza. Ho chiesto in banca, per divertirmi. Il cassiere mi fa “Ma no, noi siamo solidi e liquidi”. Anche la cacca se per questo, ma non l’ho detto per buona creanza. Però anche Giuliano Amato, che non era un cassiere ma il presidente del consiglio, giurò in Tv a reti unificate che la lira non avrebbe svalutato. Detto, fatto. Tre giorni dopo i marchi tedeschi valevano in lire il 30 per cento di più.
Ho chiesto a uno della fila: “Ma se l’euro chiude, in banca a noi italiani che ci daranno il giorno dopo?” Banane, ha risposto.
Ma dai! Io dico che esagerano. O no?
Oggi, su “Il Fatto”, Massimo Fini che è un polemista intelligente, diceva addirittura “Aridatece il Cainano”. Il masochismo dilaga.
Pare che il governo Monti, per contrastare l’evasione, ridurrà al minimo il prelievo di contante. Oggi, se non vado errato, puoi ritirare un massimo di 2400 euro. Si dice che questo tetto scenderà fino a 500 e anche meno. Massimo Fini dice che è ingiusto, per un cittadino onesto, andare in giro con una cartuccera di carte di credito e assegni, per colpa dei corrotti e dei mafiosi. Sarà pure ingiusto, ma se serve a togliercene qualcuno dalle palle, benvenga! Lui dice che “una buona bottiglia di vino e un pacchetto di sigarette fan già 15 euro al giorno”. Io fumo di più e magari mi mangio pure due supplì in rosticceria, a parte la ciccia non vedo il dramma. Con 500 euro contanti al giorno mi compro dieci bottiglie di Pinot, due stecche di Marlboro e un camion di supplì. Il problema è un altro, sono i soldi. I soldi come valore, non come metodo di pagamento spiccio. Da quando sono nato non si parla d’altro, non ci si preoccupa ad altro, non si pensa ad altro, non si spera che avere soldi.
Neanche un bambino avrebbe fatto l’Europa Unita solo con le banche. Fu una cazzata assoluta. Bisognava prima diventare europei, sentirlo dentro come io mi sento sardo e tu napoletano. Dovevamo berci la birra con i crucchi all’Oktoberfest. Ma voi ci andreste a cena con l’austriaco che sparò a vostro nonno sul Piave? E viceversa? Se c’erano le dogane fra uno Stato e l’altro un motivo ci sarà. Questi, invece, hanno fatto l’Europa come se l’unica difficoltà fosse cambiare le lire in marchi, pesetas o fiorini. A parte i discorsi europeisti di Ciampi o di Napolitano, in questo mediocre inferno di padanie, lobby, guerre di bande e e localismi, davvero la gente si sentiva europea? Non è come firmare un assegno, sentirsi europei, è un progetto del cuore e della mente. Un salto alato. Una aspirazione.
Il risultato è questo: Germania e Francia ci dettano legge, come dopo una guerra perduta.

Insomma, sono tornato a casa gettando occhiate distratte agli alberi, alle nuvole, alle donne, al mondo. Una vocina ha detto “Te lo meriti, ve lo meritate tutti”.
Chi sei? – ho chiesto. Intorno non c’era nessuno.
“Noi” ha risposto la vocina. “La voce del vostro dio denaro”.
Mi sono guardato nelle tasche. Era un foglio da cinque euro.
Noi piangiamo. Questi ormai hanno il dono della parola.
La vendetta dei soldi.