Scatenare tempeste in un bicchier d’acqua è la diavoleria per rimanere al potere senza alzare un dito. Come i narcisisti usano il vittimismo per reclamare l’attenzione su di sé, così la politica s’inventa una polemica al giorno per occupare il centro della scena e non sporcarsi con i bisogni reali della gente. Tutto il sistema della comunicazione è oliato per ruotare intorno a quest’unico ingranaggio: scatenare tempeste in un bicchier d’acqua. Un popolo con i capelli dritti avrà sempre la schiena curva. Non perché non ha i mezzi per non arrivare alla fine del mese ma perché viene tenuto in vita in una bolla di panico artificiale. Scatenare tempeste in un bicchier d’acqua è l’elisir di lunga vita di una classe politica alla periferia del mondo. L’antidoto alla rivolta escogitato dai nipoti di campagna del principe di Machiavelli. Basterebbe rialzare la testa per rendersi conto delle potenzialità straordinarie del nostro paese e che ci stiamo perdendo in un bicchier d’acqua.