DI PADRE IN FIGLIO ROMA NON SI LEGA

Immensa Roma, San Giovanni vestita di gioia, la capitale che canta Bella Ciao, l’Inno di Mameli e si tramanda da una generazione all’altra i begli articoli fondanti la nostra Costituzione. Roma che scandisce ora e sempre Resistenza, un branco di Sardine strette schiacciate l’una all’altra, Roma partigiana, antifascista, antirazzista, piena di giovani di tutte le età che invocano una nuova politica alta, non quella rasoterra che ci sorbettiamo via tweet. Non più piazzisti di voti, ma richiesta di statisti che si decidano a lavorare davvero, con i valori di sempre oggi buttati in cantina, a Montecitorio come a Bruxelles, per un’Italia libera, multietnica, multiculturale. Roma città aperta all’ambiente, ai giovani, al futuro. In questo oceano di gente ho cantato con uno dei miei figli (l’altro è un pesciolino rosso resistente di Milano) la canzone dei partigiani, e dietro le nostre palpebre c’erano i nostri padri e nonni, e i loro padri morti per l’Italia. Non è retorica è amore per la tua famiglia e per il tuo Paese. E non c’è nulla di più bello, per me come per tanti altri stasera, che avere a fianco i figli, emozionati ma severi, indisponibili a diventare futuri schiavi di una politica di bassa lega.

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