COME SPOSTARE LEGHISTI COL PENSIERO

Stanotte ho sognato di dormire. Nel letto socchiudevo gli occhi. Mi risvegliavo. C’era un antico orologio da muro nella mia stanza. Con la forza della concentrazione mentale ho cominciato a muovere le grosse lancette nere sempre più veloci, lanciandole in un folle girotondo. Ruotavano impazzite, ha ha ha, fantastico, giravano in un tempo assente e presente nello stesso istante, il tempo immortale. Lo sapevo che ci sarei riuscito, un bel giorno, anzi una bella notte,  a far correre le ore come centometristi alle Olimpiadi! Presa fiducia nelle mie facoltà, dopo mi son divertito a spostare per la stanza quella specie di stele egizia di legno che le conteneva, la pendola con la testa di orologio. Non essendo fatta per camminare, la pendola ha barcollato come un leghista ubriaco a Pontida, ha inciampato su una mattonella, e mi è caduta addosso. Ma l’ho evitata, ed eccomi qua a raccontarla. Voi direte vabbe’, era un sogno. Perché ci hai scomodato? Non lo sai, coglionazzo, che non c’è niente di più palloso del sogno di un altro? Vero! Così com’è vero, però, che stanotte ho fatto girare le lancette come criceti sulla ruota e ho fatto passeggiare una pendola di due metri nella mia cameretta come se avesse le scarpe. Semplicemente credo (e un giorno la scienza lo dimostrerà) che l’energia mentale, alimentata dalla coscienza, è il carburante che accende e spegne le stelle, e che il coglionazzo che vi scrive (e tutti voi che lo state leggendo in questo eterno istante) è addormentato adesso -non stanotte- ora! Stanotte era un dio, un dio da tutti i giorni, come voi, che giocava con le sue divine qualità perché non riusciva a prender sonno, così come di qua, contando le pecore, cerchiamo di sfuggire all’incubo di vivere in quest’Italia che non ha più un cuore.

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