Il tango fece il suo dovere.
Lui avanzò di un passo, lei gli voltò la schiena.
«Vuoi dirmi come ti chiami?»
«Meglio di no.»
«Posso toccarti?»
«Devi.» Alzò il braccio a collo di cigno.
Lui le sfiorò la punta delle dita. Lei roteò su una frase di bandoneón.
Si fronteggiarono in un duello di sguardi.
Il corpo di Michele la rifiutò, quello di lei lo attrasse, intrecciarono le dita e arretrarono di un passo.
Disegnarono con i piedi la complessa geometria di un amore.
TANGO ALLA FINE DEL MONDO
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