CHI NON VOTA, ACCONSENTE

Giorni fa ho scritto che è quasi impossibile votare. In ogni “quasi” c’è un mondo. Ma il mondo non ha quasi più sfumature e alcuni miei amici virtuali mi hanno sgridato: mio nonno è morto perché tu potessi votare! Mi è dispiaciuto per i nonni (non tutti, solo quei pochi che si sono ribellati al nazifascismo: ci tengo alle sfumature) e per l’equivoco. Perché voterò, ovviamente, lo farò con i miei due giovani figli, quindi doppiamente con gioia, è un rito a cui non rinuncerei per tutto l’oro del mondo. Anche se, ripeto, è diventato quasi impossibile. Soprattutto in queste elezioni, dovendoci districare in una foresta di iene. Anzi, se ho un sogno è che domenica, a sorpresa, si presentino alle urne i milioni d’italiani che non votano. E i “Sor Tentenna”, come si chiamano a Roma gli indecisi. E ho anche un incubo, che vincano le iene. Sono quelle che stanno manipolando gli elettori sprovveduti pur di arraffare voti, con la menzogna, con le guittate da campagna pubblicitaria (dov’è finita la politica “nobile”?), contando su un rimbecillimento generale in atto. Il guaio, infatti, è che il problema dell’Italia non sono i politici, sono gli italiani. Il popolo. Siamo noi il problema, elettori sempre più ignoranti e meno saggi, che non sappiamo condurre un ragionamento semplice, leggere un testo che superi le cinque righe, ci dimentichiamo perfino della nipote di Mubarak, delle condanne per mafia del puzzone supremo, o (faccio per dire a proposito di puzze) di quando Salvini diceva che i terroni puzzano. Se oggi dei terroni lo votano profumatamente, con chi ce la prendiamo se non con il nostro stesso essere grulli? Quanto coraggio, quanta autoironia, quanta coscienza, anche spirituale, e quanta umiltà ci vorrebbe (e leggere, conoscere, informarsi, saper ascoltare) per poter finalmente raddrizzare la schiena, invece d’incazzarsi a salve illudendosi, colpevolmente, di essere più onesti o più furbi di tutti. Ma il dolore di milioni di poveri per questa lunga crisi, le nostre intelligenze offese da promesse bacate, tutti i miliardi rubati dai corrotti, che altro ci vuole per assumersi le proprie responsabilità di questo scempio, (si fa prima noi, perché i politici non se le assumeranno mai) smetterla di dare la colpa agli altri, farsi pulizia dentro, rimboccarsi le maniche e costruire il futuro?

Votiamo. Perché chi non vota, acconsente.

Un commento su “CHI NON VOTA, ACCONSENTE”

  1. Per completare, bisognerebbe integrare la lista delle iene con chi, ormai da anni, cammina a braccetto con il puzzone, o con i suo alfieri, che si chiamino Alfano o Verdini, e fa malaffari con le mafie, le banche e con la corruzione in esattamente lo stesso modo.

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