UN SILENZIO MOLTO FRAGOROSO

Con oscena baldanza un esercito di brutti ceffi si candida alle elezioni. Anime di seconda e di terza mano ingannano i loro elettori e pare che nessuna si salvi. Il disgusto che ci assale è assoluto, non è più tempo né d’indignazione né di speranza. L’unica novità invisibile, l’unica notizia, è che una marea di italiani stanno zitti. Tacciono, e si sente. È un silenzio molto fragoroso. Parlo di quelli che neanche più protestano perché dovrebbero metter mano alla mitragliatrice, ed essendo persone pacifiste e per bene hanno invece messo il silenziatore e riposto in un luogo sicuro non solo le armi, soprattutto le parole. Troppo abusate da questa gente che non sta zitta mai. Lo spettacolo politico non merita parole, infatti, non merita commenti, o sentimenti o emozioni. Non merita attenzione. La vita vera non passa più da qui.
Siamo davvero in tanti a non riconoscerci in nulla. Resistiamo oltre lo sconforto, oltre la rabbia, stiamo altrove. Stranieri in patria. Votare ci è diventato quasi impossibile e Dio sa quanto vorremmo votare. Ma non c’è uno che non sia un Narciso, non un politico capace di pensare per decenni invece che per quarti d’ora. Mi piace immaginare (perché è una bella mattinata di sole) che da questo silenzio collettivo, da questa marea di donne e di uomini che hanno dentro di sé un Paese che non ha nulla a che fare con tutto questo inganno, si scateni una forza tranquilla che dimostri (ciascuno con il proprio esempio) che la Storia è andata avanti comunque, non fuori, no, non fra questi farabutti, ma dentro ciascuno di noi. Che bello sarebbe potersi guardare negli occhi, un domani.