Credo che nessuno di noi nasca per caso, ma che un fascio di atomi stellari, irradiati dalla nostra volontà di vita, abbia scoccato una freccia, una stella cometa piccola piccola come un’indicazione stradale, ma che ha colto precisamente il bersaglio prescelto: siamo qui, ora, perché qui e ora avevamo voluto, allora, manifestarci. Lo sentivamo. Era la nostra occasione. Volevamo che la nostra freccia-cometa centrasse quel corpicino in procinto di nascere, fra miliardi, e ne incendiasse, con la nostra anima, il cuore.
Qual era lo scopo di quest’ultima missione? Perché sei qui?
Chiederselo incessantemente, invece di vagare per il pianeta con la faccia di scimmie in gita a New York, dovrebbe essere il nostro principale dovere e piacere. Che ce l’eravamo dimenticati nell’atto di nascere è ovvio: la vita è un film della durata media di un’ottantina d’anni, con un’alternanza di scene di tutti i generi: avventurose, epiche, drammatiche, comiche, sentimentali e fantasy. Chi mai resterebbe chiuso nel cinema Terra per tutta la sua vita se già conoscesse la trama e il finale? Se ne tornerebbe di corsa, sbadigliando, fra le stelle.
Ma quella domanda, l’unica che conti, è ineludibile (fra il primo e il secondo tempo, soprattutto fra il secondo e il terzo): «Perché sono qui? Rivela te stesso e lo scopo della tua missione. Rivela, rivela, rivela…». Questa la chiamo realtà. La vita è pura immaginazione. Perché sono qui? Tutto il resto è cinema, per tutti i gusti e tutte le età.
Il finale non può essere la morte, scontata, prevedibilissima, mentre la vita quasi mai lo è, per nessuno. Quale grande regista si rincitrullirebbe al punto da far morire, dopo aver offerto un così immenso spettacolo, tutti i suoi personaggi? Si tratta di un nuovo inizio, un rito che si succede in tutti i tempi, semplice ma inevitabile. Nel preciso momento in cui il film “finisce”, il nostro io stellare scocca una freccia, più levigata della precedente e più precisa. Colpisce il futuro più adatto, il corpicino che ci occorre, il luogo per sperimentare le nuove esperienze che dobbiamo farci. Motore! Partito! Ciak! Azione! Rinati.
In realtà non si tratta di un unico film, la vita, ma di una serie televisiva stellare della quale siamo registi e protagonisti sulla Terra, per molte e molte stagioni.
«Perché sei qui, ora? Rivela, rivela, rivela…»
Quando rispondiamo perfettamente alla domanda, l’arco e la freccia si dissolvono, come lo schermo. E il bambino eterno è felice. Si cambia! L’universo superiore abbonda di cinema e di spettacoli molto più sfavillanti della Terra.
Buon eterno divertimento, ragazzi!