SULLA MIA TESTA, ORA.

tumblr_mlx2wcblns1qiopmuo1_500C’era un clochard a Roma seduto giorno e notte alla galleria Colonna (oggi Alberto Sordi). Ero un praticante giornalista e quando scendevo al bar per un caffè, dopo aver scritto il mio articolo in redazione, lo vedevo che scriveva e scriveva a sua volta pacchi di lettere. Si appoggiava col gomito a quella montagna di carte. Una volta mi avvicinai, gli allungai qualche soldo, mi accucciai (era seduto in terra con la schiena appoggiata a una colonna) e gli chiesi «A chi scrivi?». Lui mi mostrò i fogli e le buste, in silenzio. Sembravano papiri. Annunciavano guerre e calamità naturali, o future battaglie di angeli e demoni. Una parlava del ritorno di Gesù che nessuno avrebbe riconosciuto in quella Roma lì. Non chiedevano mai nulla per sé. Quell’uomo offriva il suo apocalittico servizio ai grandi della terra. Le buste, regolarmente francobollate e pronte per la spedizione, erano indirizzate al Papa, al presidente Usa, ai re di Spagna e d’Inghilterra, al presidente della Repubblica italiana e a tutto il governo dell’epoca. Non so come avesse ottenuto nomi e recapiti, ma (tranne una lettera AL COMANDANTE IN CAPO DEI DISCHI VOLANTI) quelli erano gli indirizzi giusti. Probabilmente era paranoico, ma ho un vago ricordo di una moglie realmente perduta e dei figli che non lo volevano perché se ne vergognavano, però non si lamentava, ripeto, né con la pioggia né con l’afa d’agosto. Era sempre lì e la tenacia, la perseveranza e l’inesauribile creatività di quel clochard, mi meravigliano ancora. Amo e rispetto questi uomini con le menti folli e bruciate come lucciole. Anzi, fra tutti li sento i più fratelli. Alla galleria Colonna facevano avanti e indietro ministri e deputati, alti prelati e ambasciatori (Montecitorio è a due passi) molti dei destinatari dei suoi scritti e mai uno, mai uno solo cazzo, che gli abbia dato retta neanche per misericordia, o portato una piccola busta di risposta, con un soldo o un fiore. Il corpo rattrappito del mio clochard, oggi, è cibo per vermi, ma lo è anche quello di molti dei suoi destinatari. Con una sostanziale differenza. Mentre scrivo il mio ricordo in questa stanza di periferia, il vento muove i miei capelli e un brivido vertiginoso mi corre per la schiena. La sua anima gentile ora è passata di qui e vola leggera sopra e attraverso di me come la prosa di Calvino o un canto di Borges, mentre una specie di Apocalisse è davvero in corso nel mondo (aveva ragione lui, bisognava interpretare i suoi geroglifici), gli angeli combattono ancora ma sono in seria difficoltà e di tutti i suoi re, ambasciatori e deputati, non uno, non uno dico, valeva il prezzo di uno dei suoi costosissimi francobolli comprati con le elemosina, al posto di un cappuccino e una brioche.