BUON NATALE DA JACK FOLLA A TUTTE LE BAMBINE E I BAMBINI CATTIVI

Oggi festeggiamo una nascita ma è bene capire di che stiamo parlando, fratelli. Poco o nulla sappiamo sull’infanzia di Gesù. I vangeli non ne fanno cenno. Grave errore degli evangelisti aver insabbiato la verità. Perché Gesù era un bambino cattivo, molto cattivo. Pestifero. Una maledizione. Tutte le famiglie perbene gli giravano alla larga e ammonivano i loro figli: «Non t’azzardare a fare come Gesù o vedi!». Il figlio del falegname faceva a gara coi ragazzacci di Nazareth a chi sputava più lontano sui piedi dei passanti; sparava con una cerbottana freccette di legno acuminate nei sederoni delle lavandaie; con una fionda crocefiggeva i passeri in cielo.
Giuseppe e Maria non ne potevano più delle lamentele dei vicini: «Il vostro Gesuaccio ne ha combinata un’altra delle sue! Mi ha bruciato il carretto!». E spillavano soldi ai genitori per non denunciarlo ai romani.
Quando il sonno rendeva inoffensivo il piccolo despota, i due non facevano che lamentarsi l’uno con l’altra. «Ma da chi ha ripreso? In famiglia mia non s’è mai vista una teppaglia simile!» diceva la Madonna.
«Certo da me non ha ripreso!» rispondeva il povero vecchio falegname, seccato.
Finché una notte in cui Gesù aveva rubato un agnello e poi se l’era pure perso ai dadi, una voce che non ammetteva repliche risuonò nella stanza illuminata dalla luna: «Ha ripreso da Me! E basta».
«Sissignore».
Il giorno dopo, per sfuggire alle guardie che cercavano il teppista di casa in casa, il ladro dell’agnello, Giuseppe e Maria lo portarono a Gerusalemme. Era Pasqua, la città brulicava di turisti e di mercanti. Gesù, incazzato nero perché i genitori si erano rifiutati di comprargli una trombetta e i biscotti alle mandorle a una bancarella, gliela fece pagare cara. Scomparve per tre giorni. Aveva 12 anni ed era tutto suo Padre. Infatti ecco che Gesù ricompare di colpo nel vangelo di Luca: “Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai dottori, mentre li ascoltava e li interrogava. E tutti quelli che l’udivano erano pieni di stupore per la sua intelligenza e le sue risposte. Al vederlo restarono stupiti e sua madre gli disse: «Figlio, perché ci hai fatto questo? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo». Ed egli rispose: «Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?». Ma essi non compresero le sue parole”.
Invece le compresero benissimo. Erano dure e senza scampo come tutte le parole vere. Toglievano loro ogni consolazione. In tre giorni l’ex bambino cattivo si era fatto uomo. Si era scoperto da solo, sotto le stelle fredde. Orfano infinito. Se fosse rimasto il bimbo edulcorato che la Chiesa ci vuol lasciare intendere, in 2016 anni ce lo saremmo già bello che dimenticato. Perché il bene ipocrita che ci augureremo stasera, tra un pacco e uno spumante, è sterile, solo dal male può nascere il bene più puro. Gesù era stato un Pinocchio, non conosceva la colpa per sentito dire, altrimenti sulla croce non avrebbe potuto pronunciare parole così belle ai suoi carnefici: «Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno». Solo chi è stato un bambino cattivo può amare il suo prossimo in modo divino.
Per questo auguro buon natale a tutte le bambine e i bambini cattivi di ogni età. Quelli che, come tutti gli anni, stasera avranno voglia di gettare dalla finestra le statuine del presepio e tutto l’albero di Natale appresso. Non preoccupatevi, siete voi nel giusto. Anche Gesù rovesciò le bancarelle al tempio. Viva i bambini cattivi, il 24 è la nostra notte!
Il difficile incomincia domani. Diventare donne e uomini di buona volontà. Volontà, fatevi questo grande dono.
È il mio augurio più sincero: che la vostra ferocia diventi amore.
Jack Folla

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