La parola più usata in queste ore in Occidente è barbaro. Eugenio Scalfari, oggi su Repubblica, parla di “guerra contro i barbari” e il Corriere della sera, citando il presidente francese Hollande, titola a nove colonne “Barbari, reagiremo”. Per la verità, Hollande aveva detto reagiremo “senza pietà”.
Mi sono chiesto se omettere quel “senza pietà” fosse dovuto ai caratteri cubitali scelti dall’impaginatore del Corriere o se “senza pietà” fosse stata bianchettato in modo intenzionale. Perché l’eccidio di Parigi è stato senza pietà. “Non è umano” ha detto Papa Francesco. Ma se la reazione è ugualmente “senza pietà”, in che si distinguerebbe la civiltà dalla barbarie? Con chi stiamo, noi “civili”, con chi pratica l’occhio per occhio, o con chi è senza peccato scagli la prima pietra?
La pietà (dal latino pietas) è il sentimento che induce l’uomo ad amare e rispettare il prossimo. È un pilastro della civiltà occidentale. Per lo jihadismo (i terroristi islamici, detti “barbari”) noi (gli infedeli) non siamo meritevoli di pietà. Essendo noi i loro barbari, essi possono sgozzarci a piacimento, non solo senza senso di colpa, ma addirittura con la benedizione di Allah.
Avere il “passi” di Dio è il massimo per un assassino nato. Ancora meglio che per i nazisti, i quali gasavano gli ebrei in nome di un dio minore: la supremazia della razza.
Le parole sono importanti, soprattutto in ore così buie per l’umanità. Sono sacre. Invece la “comunicazione”, questa ingannevole divinità dell’Occidente, gioca con le parole come i bambini delle zone di guerra con i pappagalli verdi. Le parole queste bombe travestite da giocattoli. E noi, come se non bastasse la minaccia dell’Isis, siamo circondati da politici travestiti da bambini col rasoio in mano. Salvini e la Meloni fanno dichiarazioni di guerra all’Islam come se, invece di persone, fossero degli stati sovrani. Si chiama onnipotenza infantile. A differenza della masturbazione causa cecità in chi la pratica e in chi la subisce.
L’Occidente deve reagire, è ovvio. Francamente trovo nauseante e incivile che gli accordi fra i governi occidentali contro il terrorismo islamico si trovino “magicamente” solo ed esclusivamente quando centinaia d’innocenti sono stati trucidati. Come alle Twin Towers, come al Bataclan. La “rabbia e l’orgoglio” sono passioni da servire fredde, prima e non “dopo”. Quando anche a un presidente, sotto ai lumi di Parigi, scappa detto un buio “senza pietà”.
Ma non chiamate barbari gli jihadisti. Barbaro era, per la civiltà greca, chi non parlava la loro lingua. Lo straniero. Barbaro era chi balbettava in greco: “bar-bar”. Le parole sono tutto, non giocateci. Sono pappagalli verdi. Se barbari sono gli jihadisti, allora lo sono tutti gli stranieri e la comunicazione “infedele” che passa è: attenzione, i barbari (gli stranieri) vi sgozzano. Salvini è contento, ma l’umanità sprofonda. E con lei quel po’ di civiltà, di ragione e di “pietas” che ci rimane per non diventare stranieri a noi stessi: barbari dentro.