Piccoli e grandi stronzi

Chissà se in Italia nascono ancora bambini che sognano di diventare pompieri, astronauti o scopritori di tesori? Temo che, dagli e dagli, sia avvenuta una mutazione nel nostro Dna e che in molti vengano al mondo già con il loro bel progettino di diventare stronzi.
Che il sindaco 5 stelle di Quarto debba dimettersi per essere stato eletto, anche involontariamente, con i voti della mafia, è ovvio e non c’è bisogno del ditone di Saviano a ricordarcelo. Ma è comunque meno mostruoso del rinfaccio infantile a chi fa più schifo tra il Movimento e il Pd. Mafioserie da cortile, beccate fra gallinacci. Mentre il Grande Paziente sta agonizzando (perché in Italia si muore di fame come nella seconda guerra mondiale), questi chirurghi maldestri della politica schiamazzano sotto agli occhi del moribondo come fratellini maleducati: Mamma, è stato lui, è colpa sua! -No, sua!-. Quando ogni secondo andrebbe speso e vissuto per il bene comune. Un concetto, per un italiano, più lontano della Luna.
Perché il basso è come l’alto. Cosa sognavano di diventare da grandi quei dipendenti del museo romano beccati a timbrare il cartellino per poi andarsi a narcotizzare, con i soldi nostri, in una sala Bingo? Scommetto che ciascuno di loro avrà una giustificazione e un’accusa. Si sentirà offeso e truffato dallo Stato, che gli dà a malapena da vivere e lo induce a giocare alle slot per rivalersi dei torti subiti. Anche loro hanno perfettamente realizzato il loro piccolo sogno infantile di diventare dei grandi stronzi.
Pago le contravvenzioni, non ho amici negli uffici importanti e mi sarebbe penoso partecipare a un concorso. Non so cantare e non mi piace sentir cantar gli altri se non a teatro. Non scrivo versi. Sono italiano? Se lo chiedeva già Ennio Flaiano più di mezzo secolo fa.

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