Ve la immaginate una kamikaze coi baffi travestita da suora fra migliaia di suore tutte uguali a spasso per San Pietro durante il giubileo? E chi si azzarda a sollevarle la tonaca per vedere che cosa c’è sotto? Alfano? Con quella faccia? “Aiuto, polizia, c’è un arabo che mi vuole violentare!” Fossi un carabiniere salverei la suora e porterei in commissariato Al-Fan.
Come potevo immaginare che quella sotto la tonaca nascondeva una cintura esplosiva, e che quello era un vero ministro dell’Interno? Che lei non era una monaca ma Salah? Non Salah il calciatore della Roma a passeggio sui tacchi travestito da suora (che a beccarlo basterebbe Dagospia), ma Salah lo sterminatore d’innocenti di Parigi, uno così “intelligence” da dimostrare quanto siano “deficience” tutti i servizi segreti d’Occidente sguinzagliati sulle sue tracce da dieci giorni! Con tutti i loro satelliti, i loro infiltrati, i loro grandi orecchi supertecnologici tesi a spiare le nostre supercazzole su Facebook, non sono riusciti a beccare lo James Bond del Califfato. Salah, questo 007 dei barboni, così poco sofisticato e malridotto al punto da lasciare le sue bombe in un cassonetto della spazzatura!
“Fidatevi” ci rassicura Alfano “per il Giubileo l’Italia è preparata. Adesso basta creare panico! Io mando i miei figli in gita”… Non so perché, a me crea più panico chi fomenta la calma. Quando i miei figli erano ragazzini e mi rassicuravano: “Papà, fidati”, era il segnale che stavano per fare una grandissima cazzata. Chi è genitore lo sa. Voglio dire che non mi fido di politici e di governi che si comportano da tredicenni. Loro hanno diritto ad avere poca memoria, noi no. Noi abbiamo avuto le torri gemelle, milioni di bombe in risposta e adesso il Bataclan. Siamo europei, siamo vecchi, siamo stanchi, ma a differenza dei bambini non impariamo più niente. Siamo ottusi. Ci stanno venendo le facce a uovo come quella di Hollande. Cercate il pelo in quell’uovo: è il cervello di Bush.
Se fossi il califfo Al Baghdadi mi fregherei le mani. È lui il nuovo Walt Disney, il genio di “Fantasia” a rovescio, l’inventore dei cartoni animati del terrore. Noi siamo i suoi pupazzetti di carne e sangue. Non tutti, qualcuno, ammazzato a casaccio, senza un perché. Come la morte quando arriva.
Per cui se Al Salah travestito da suora a San Pietro lo beccano, state certi che un panciuto cardinale imbottito d’esplosivo le guardie svizzere lo lasceranno passare. Non sto facendo umorismo macabro, è l’Isis che ha sterminato la redazione di Charlie Hebdo, ed è proprio nell’immaginario che ci hanno colpito. Perché era la nostra pungente fantasia quella che gli faceva più male, non le bombe. Loro alle nostre bombe ci sono abituati.
Adesso speriamo, -senza fidarci di nessuno-, che in un anno di Giubileo non accada nulla di grave al Vaticano, a Roma, ai turisti, ai pellegrini e ai romani. Speriamo che l’intelligence di Angelino sia più intelligente di quelle bombe che invece dei terroristi fanno saltare per aria gli ospedali. Speriamo. Ma se per terribile ipotesi la cupola di San Pietro dovesse esplodere, la risposta dell’Occidente dalle facce d’uovo quale sarebbe, quella di far esplodere tutte le moschee del mondo? Non c’è fine. O sì, è questa.
Eppure da Michelangelo a Stanley Kubrick, dal Rinascimento a Hollywood, disponiamo di un arsenale immaginario assai più potente dei kamikaze del califfato e dei loro registi dilettanti, ma non lo usiamo mai o non lo sappiamo più usare. In gergo televisivo si chiama “controprogrammare”. Che significa? Rovesciare il loro immaginario, controprogrammare quella perversa emozione dei loro film con gli omoni in nero e le vittime arancioni, i film coi bambini che sparano. Fa più male delle bombe, noi ne sappiamo qualcosa, vero? Ma i nostri politici-bambini non sono Charlie. Salvini non fa ridere, Le Pen non fa ridere, e la guerra non fa certo paura al Califfo, anzi, è proprio ciò che vuole.
Se il denaro è la nostra sola radice “culturale” rimasta, quella che ci tiene in vita, allora che ci sgozzi un fanatico dell’Isis o che ci venga un’emorragia interna, be’, a parte il lato granguignolesco, non mi sembra che faccia questa grande differenza. Se invece nel nostro dna c’è ancora una scintilla del Rinascimento, nei nostri occhi la visionarietà dei grandi maestri del cinema, e nei nostri cuori la pietà (arma invincibile che il califfato non possiede) allora la differenza c’è, ed è enorme. In tal caso, così come siamo stati tanto bravi e furbi ad armare i fanatici, così abbiamo i mezzi e le conoscenze necessarie per disarmarli, evitando di crearne di nuovi e peggio ancora, di “martiri”.
Una volta era Osama Bin Laden, adesso Al Baghdadi, domani sarà un altro. Così come Boris Karloff nei panni della “Mummia” o di “Frankenstein”.
Ma la “mostruosa creatura” l’abbiamo inventata noi. L’ha ammesso l’ex premier inglese, l’ha ammesso la futura – forse – presidentessa degli Stati Uniti. Siamo noi a esserci sfuggiti di mano. Come bombe al vento.
