Ogni secondo che passa qualche famiglia italiana sparisce nell’indifferenza. Tutto è fatto a misura dei benestanti perché oggi ogni cosa è in vendita, il materialismo ha invaso tutte le arterie della vita, è il vero colesterolo delle persone. Ma ogni secondo che passa, dieci, cento, mille italiani spariscono nell’indifferenza. Occuparsi di loro? Per le regole del materialismo è tempo perso. Non portano voti, non fanno audience, non possono più consumare. E poi la povertà è come la morte del vicino di casa. Il giorno dopo non lo vediamo più alla riunione di condominio, finito. Ma non è così facile, credetemi. Perché quei dieci, cento, mille che non possono più pagare l’affitto, o la luce, o le medicine, sopravvivono ancora, sapete? Sono gettati per le strade, in qualche ricovero, i più fortunati nello scantinato di un amico, invisibili per la vergogna di non avere più soldi in circolo nelle arterie, quindi di non servire più a niente, neanche ai figli. Perché in Italia, oggi, ci si tramanda solo il denaro.Tutta la nostra classe dirigente è composta da materialisti. Basta accendere la tv per averne conferma. Siamo sotto il bombardamento delle nuove povertà di questa terza guerra mondiale scatenata dai soldi, e loro sono indenni, tutti. Perché tutti, indistintamente tutti quelli che vedete sullo schermo sono protetti come in un bunker. Quando parlano di povertà è come se provassero a parlare in sanscrito. Ma così non se n’esce, così perderemo la guerra e tanta brava gente. L’unico statista italiano è un papa argentino. Francesco, che giorni fa ha detto una frase immensa che in pochi hanno colto: per combattere la fame c’è bisogno di sognatori.
Va bene parlare delle buche di Roma o dello stadio, della riforma costituzionale e della metro, dei giochini incalliti di D’Alema per far fuori Renzi votando la Raggi, (come conferma Repubblica stamane), tutto è lecito, anche quando fa schifo, ma la priorità è tutt’altra: l’ingiustizia sociale. Nessun altro obiettivo è lecito se prima non ci si occupa tutti di questo grande illecito.
È da delinquenti (o da materialisti puri) acconsentire che i nuovi poveri spariscano nell’indifferenza sociale assoluta. Le religioni non m’interessano ma la spiritualità sì, molto. Non siamo ciò che possediamo, siamo l’anima che doniamo. I veri politici devono donarsi. I veri politici sono dei missionari laici. L’Italia, per salvarsi, ha bisogno di una classe dirigente meno materialista e più spirituale. È questa la forza alla quale hanno sempre attinto i grandi statisti nei momenti più bui della Storia. Gli americani, dopo averci bombardato e distrutto per liberarci dal nazifascismo, ci hanno aiutati a risorgere. È il momento che gli italiani, se non vorranno essere ritenuti complici di questa crisi che miete migliaia di vittime invisibili, entrino in rivolta e caccino il nazifascismo del cuore, per liberare se stessi e i loro fratelli in difficoltà. È questa l’unica vera ripresa per la quale vale la pena di combattere, a rischio di perdere la poltrona. Ogni politico, con uno straccio di spiritualità, non può fingere più di non saperlo.