
Il male è sporco, il bene è puro. Ce l’hanno spiegato da bambini. Ma le cose forse non stanno così. Chi si ritiene più puro degli altri può uccidere prima ancora dei cattivi nati, come questa faccia d’angelo che ha sterminato in una notte 50 ragazzi gay. La purezza che non perdona è più pericolosa del male. È una purezza senza scampo. I mafiosi, a volte, si pentono. Gli angeli della morte mai. Piuttosto si uccidono al termine dell’opera nera, convinti di essersi guadagnati la luce del paradiso. Diffida di chi non ha mai sbagliato, di chi non sa ridere di se stesso, di chi si giudica innocente, di chi non si assume la sua parte di responsabilità nel male della storia, ma sa solo gridare è colpa loro. Diffida di chi si crede dio, di chi giudica e condanna a suo nome gli infedeli. E di tutti quelli che si ritengono superiori per il colore della pelle, per sesso, per ceto, per religione, per denaro o per appartenenza politica. Fidati solo di chi sbaglia, di chi perdona, di chi si mette in dubbio, di chi ammette – soprattutto se non è vero – è stata anche colpa mia. Fidati di chi, avendo attraversato il male, sa come tenerlo a bada e, pur non essendo puro, sceglie il bene. Perché il male si lava in se stessi, non col sangue degli altri.