Sarebbe meraviglioso istituire una Giornata italiana del Silenzio. Che risparmio di sciocchezze e di cattiverie inutili! Una volta a settimana resteremmo zitti nelle case e negli uffici (esclusi gli ospedali e le emergenze), silenzio in famiglia, con gli amici, qui su Facebook, al bar ordineremmo un caffè o una pasta con un cenno del mento, zitti per 24 ore, solo sguardi e pensieri. (Per i mugolii le autorità chiuderebbero un occhio). Che divertente sarebbe e quale rigenerante ossigeno per il cuore e per l’anima! Guarderemmo gli inevitabili trasgressori con tenerezza (buffi e patetici sopravvissuti di civiltà gridazzare come la nostra), finché, non potendo aizzare polemiche con chi tace, tacerebbero anch’essi. Ci sarebbero un’esplosione d’idee nuove, di crescite interiori, di capolavori. Scopriremmo che tacere è una grande virtù. E chissà, guardando il cielo, percepiremmo le segrete conversazioni di quelle comari pettegole che sono le stelle. Sarebbe un giorno perfetto.
Sono fiducioso che fra un secolo o dieci sarà istituita la Giornata Mondiale del Silenzio e che l’umanità ne trarrà un profondo giovamento spirituale. I pionieri di questa nuova era saranno stati anche i volontari che hanno prestato soccorso ad Amatrice e alle altre zone colpite. Agli scandali ci pensa la magistratura, è giusto denunciarli, ma insistere solo sulla corruzione e i pubblici misfatti (degli altri), crea un vortice del male che invece di debellarlo, lo perpetua. Chi sta sempre relegato al buio, poi chiude gli occhi anche davanti a un raggio di sole. Le migliaia di volontari e di benefattori silenziosi, invece, hanno illuminato a giorno queste nostre buie giornate. Sono esempi di quell’Italia che non solo resiste, come cantava De Gregori, ma che insiste e non si arrende. È l’amore che opera nel silenzio. Sono i nostri giusti.
Imitiamoli e parteggiamo per loro.