La solidarietà dell’odio

16 luglio – Ho scritto sul diario che la solidarietà dell’odio è molto più intensa di quella dell’amore. Ma oggi mi sento come quella poesia di Paul Éluard: “Tutta la pena del mondo, ed il mio amore addosso, come una bestia nuda”. Così mi siedo su una seggiola nella mia stanza. Non conosco nessuno nel raggio di cento chilometri da qui. Ripeto sottovoce: amore, amore, amore. Cento volte. Mi viene da piangere e bestemmiare all’ombra del male, delle stragi, della paura e della crisi economica che ci costringono a casa come in gabbia. Sollevo gli angoli della bocca con due dita, sorrido a forza, perché la felicità è un dovere, soprattutto per chi la vita l’ha perduta. Poi mi basta pensare a quelli di voimagg che diranno: «Ma questo è proprio un cretino colossale!» e mi viene un sorriso spontaneo, vero. Amore, amore, amore; cinquecento volte. Lo dico a te, lo dico a me, lo dico all’universo. Sono riconoscente anche all’odio che mi ha costretto su questa sedia a dire mille volte amore. Non solo a chi mi piace, soprattutto a chi non mi piace. Mi basta che uno solo di voi faccia lo stesso. (Avere ragione da soli è come avere torto). Mi basta che lei o lui si sieda a schiena dritta, nella sua stanza, occhi rivolti al cielo. E respiri amore, sorridendo di gusto a chi ci dà dello scimunito o del folle, credendo in questa potente parola ogni volta che la sussurra, un po’ di più. Così tu e io avremo illuminato l’ombra, in modo molto circoscritto, certo, ma la nostra invisibile solidarietà, a centinaia di chilometri l’uno dall’altro, sarà stata comunque più intensa di quella dell’odio. In ogni caso, nella peggiore delle ipotesi, ti sentirai molto meglio di prima e uscirai di casa con un sorriso nuovo.

(La foto è di Silvia D’Anna/il diario: “Un’anima a 7 euro e 99” lo trovi solo su www.amazon.it)