
Oggi devo prendere l’aereo. Poco fa, distrattamente, chiudo gli occhi arrossati dallo schermo del pc e mi ritrovo al check-in nel mezzo di un attentato. Raffiche di mitra, feriti, onde di panico della folla, Allah akbar, una bambina con la maglietta turchese insanguinata mi corre incontro con le braccia al cielo, il tempo di afferrarla e metterci in salvo mentre alle spalle rintuonano le cinture esplosive dei terroristi. La scena è vivida e reale, la colonna sonora in presa diretta, i volti di attentatori e vittime così a fuoco che potrei farne l’identikit. Se non era vero, era la sequenza di un film di Oliver Stone: World Trade Center a Fiumicino. Pura immaginazione o preveggenza? Fantasia o sesto senso? Abuso di telegiornali e di superalcolici o telefonatina di Dio?
Sarà capitato anche a te. Che fai? Parti lo stesso o ti chiudi in casa? Io preferisco correre il rischio attentati che quello di perdere la libertà. Metti che (non sia mai) dovesse succedere per davvero e poi scoprissi al telegiornale che la bambina dalla maglietta turchese non si è salvata perché non ero lì? A che serve salvarci il corpo se per ogni attentato, ogni guerra, ogni vittima, una parte della tua anima muore? Non è retorica, non ho fatto il boy scout e sono un grande egoista. Ma, come te, sono anche un piccolo azionista dell’anima del mondo. Fallita quella sai che ci sbatte delle banche italiane?
Abbiamo la diretta Facebook, è vero, ma con la mente siamo all’asilo e viviamo nella preistoria del cuore. È come se il corpo fosse un grattacielo senza ascensore, sopravviviamo nei piani bassi senza salire quasi mai fino all’ultimo: la fronte, la nostra magnifica terrazza sull’infinito. È da lassù che poco fa ho visto il thriller dell’aeroporto, solo perché sono dipendente come tutti da una programmazione scadente e sanguinaria. Per fare un film universale ci vogliono concentrazione, volontà, purezza, e poi corri sempre il rischio di cadere. Ma la vita dalla terrazza del corpo è meravigliosa. Un giorno si scoprirà il tesoro che c’è nella fronte di ciascuno e che il cervello ha il potere di collegarsi in trasmissione con le terrazze degli altri grattacieli umani. Basta chiudere gli occhi per partecipare a una diretta del cuore. Meglio della finale dei campionati europei con l’Italia in campo, se Zaza e gli altri non avessero sbagliato il calcio di rigore.
* Non bisognerebbe mai dare per scontato un tramonto.
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