
Sono stato tre giorni in Puglia con due grandi valigie di cartone di mio nonno piene zeppe di copie del mio libro comprato in America su Amazon. Ho attraversato il Salento da commesso viaggiatore di anime. Sono stato accolto come un figlio e dopo quattro incontri con i lettori a Parabita, Leverano, Campi Salentina e Nardò sono tornato a Roma con due grandi valigie vuote, ma piene di luce. Ho scoperto il segreto del sole nel Salento, svegliandomi all’alba.
Alle cinque del mattino ogni cosa era già illuminata come in Africa a mezzogiorno. Possibile?
Sono uscito stralunato dal mio Bed and breakfast.
Ho camminato in un campo dove gli ulivi mi guardavano come bambini appena svegliati. C’era il sole, ma la luce era doppia, non veniva soltanto dal cielo ma anche dal basso, come se camminassi su un oceano smeraldino illuminato dagli abissi.
C’era qualcosa che luccicava fra una zolla e l’altra, un disco d’oro, e ho frugato nell’erba.
La mia mano stava per prendere fuoco e un raggio di sole mi ha quasi accecato.
Sottoterra, nel Salento, vive un sole segreto. Sorge dalle radici della terra e combacia, all’alba e al tramonto, con il sole di sopra. La luce si schiaccia fra i due soli, come un panino imbottito di raggi, e si espande all’infinito finché ogni più piccolo spazio, ogni donna, ogni uomo, è interiormente illuminato. Il sole del Salento è orizzontale. Non solo come nel resto del mondo, ma in coppia. Non è verticistico, tirannico, ma è un sole duplice e fraterno.
Il Salento è la terra dei due soli.
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