
A novembre scorso mi ha telefonato una donna, la centunesima, e ho ceduto. La carne è debole ma il mio conto in banca di più. Risparmiare qualcosa dei 300 incredibili euro della bolletta dell’Enel è stata una tentazione più sexy dell’imperativo di rifiutare proposte dagli sconosciuti, a partire dal fatidico «Parlo con il titolare, eccetera eccetera?» a cui rispondo «No, è partito in Alaska per la caccia alle foche» oppure «È in Burundi per un corso rapido da missionario». Ma la centunesima al mese che mi chiamava da un call center sette mesi fa mi ha dischiuso i misteri della bolletta elettrica come le cosce di Sharon Stone in “Basic Instinct”. La sua prospettiva di risparmio eccitante mi ha inebriato. «Con noi, con Energit, pagherà la metà consumando il doppio!» E ho rivisto il mio giardinetto d’inverno buio e tetro, la notte, illuminato come il Teatro dell’Opera. Mai più avrei dovuto pedinare i miei figli come un piedipiatti, spegnendo abat-jour, ventilatori, scomparti frigoriferi, computer, televisori e luminarie selvagge che si lasciano accesi dietro, al trionfale passaggio di stanza in stanza, come città in fiamme. Così le ho sciorinato, alla centunesima, i miei dati anagrafici, numeri di contatore e tutti gli estremi della rapina bimestrale di cui ero vittima, come quello che, per sfuggire alle grinfie della banda del buco, si confessa con la banda della Magliana.
Due o tre giorni dopo ci ho ripensato. Non ho accettato il pacco “omaggio” con due o tre performanti lampadone gratis. Mi sono guardato bene dal firmare il contratto scritto né l’ho rimandato indietro. Così, quando la centunesima mi ha telefonato per chiedermi come mai avessi rinunciato alle lampadone risparmiose e al contratto più sexy del mondo, le ho risposto che, dopo la sua telefonata, avevo subito una metamorfosi, la mattina dopo mi ero svegliato metà uomo e metà pipistrello, non sopportavo la luce, «Non sente? Non parlo più, squittisco!» e se continuava a insistere mi sarei aggrappato ai suoi capelli con le mie zampette da topo e non me ne sarei staccato mai più. Fine della telefonata e della storia.
Se non fossimo in Italia.
Sette mesi e due “normali” bollette dell’Enel dopo, da trecento euro a botta, dalla settimana scorsa sono diventato dio sa come un cliente Energit, senza mai aver firmato nulla, però adesso pago 420 euro. Centoventi in più di prima. Per l’Enel non sono più loro cliente. Com’è possibile senza disdetta? Non si sa e non è dato saperlo. Posso far causa a questa Energit, certo, rivolgermi a un’associazione di consumatori, attaccarmi al telefono con un’altra del centoduesimo call center, ma nel frattempo, se non pago la seconda rapina, quella che ha sventato la prima con un arraffo maggiore, mi staccano la luce.
Meraviglie del mercato libero, prodigi della sana concorrenza che ci avrebbe fatto risparmiare tutti. Risultato? Questo furore sordo che ci tiene accesi, isolati nella folla, al buio, senza più fiducia in nulla, rapinati e offesi.