UN’ INCREDIBILE BOTTA DI FORTUNA

Hanno incendiato la libreria “La Pecora Elettrica” il giorno prima della riapertura. Che fortuna! Avevano già dato i libri alle fiamme il 25 aprile, anniversario della Liberazione. Miracolosa coincidenza! I proprietari non staranno nella pelle dalla gioia: non una ma ben due volte sono stati beneficati dalla sorte. C’è chi dice che il colpo gobbo sia dovuto ai giardinetti accanto in cui si spaccia droga, e una Pecora Elettrica accesa la notte oscurerebbe quegli ombrosi traffici. C’è chi invece sostiene che a incenerire la Pecora, perché brucava un po’ troppo a sinistra, siano stati i nazistelli di quartiere (che è Centocelle, ma ne basterebbe una sola di cella, grande, a chiuderli dentro tutti). C’è chi dice un po’ e un po’. Comunque sia, hanno ottenuto l’esatto contrario. Per accaparrarsi un bestseller bruciato c’è una fila che parte da San Pietro, un milione di persone da tutta Italia, l’unico paragone che mi viene in mente è l’alluvione di Firenze. Ieri, -per dire la solidarietà-, una copia di “Se questo è un uomo” quasi carbonizzata, è stata aggiudicata per 14.500 euro a un architetto di Bergamo. I carabinieri saranno nei secoli fedeli alla Pecora Elettrica con ben due volanti di guardia tutta la notte. L’Enel ha fatto costruire gratis un traliccio fiorito, irto di luci e riflettori come sul set di un film, e ora i giardini dello spaccio sono illuminati come Manhattan. La Sony ha offerto nuove telecamere a raggi infrarossi, infrangibili. Che gioia anche per la pizzeria attigua, data alle fiamme tempo fa. Lì ci hanno messo addirittura due carabinieri a cavallo che fanno pure pubblicità. Carabinieri a cavallo-sandwich con due poster, uno davanti per la libreria e uno dietro per la pizzeria. Tutti leggono Calvino e la Ferrante mangiandosi pizza a quattro palmenti. Ma la cosa più nobile l’ha decisa il governo a tarda notte. La Pecora Elettrica non dovrà più pagare le tasse da qui all’eternità. I lavori di ristrutturazione saranno sovvenzionati dallo Stato. E il negoziante accanto ha donato una delle sue tre vetrine alla Pecora. Si riaprirà fra meno di un mese, alla grande. Fioccano le prenotazioni anche dall’estero, sarà un evento. “Ce ne fossero di attentati così” ha dichiarato uno dei proprietari. “La gente ha finalmente capito che una Pecora Elettrica accesa contro la barbarie è una piccola statua della libertà eretta sul fiume Tevere invece che sull’Hudson”. Il venditore di fiaccole della libertà tricolori intermittenti, all’angolo, ha gli occhi che ridono: tutti ne vogliono una. Questo pezzetto periferico e  buio d’Europa è diventato un giardino sfavillante, un avamposto del Rinascimento italiano. Gli spacciatori hanno dovuto levare le tende, bestemmiando. I nazistelli sbaraccano, rischiano di essere riportati all’asilo per le orecchie.

Non ho dato neanche un’occhiata ai giornali stamattina. Sono italiano e il mio è un grande paese democratico. Impossibile che le cose non siano andate così.

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