28/04/2007

Roma
NOSTRA REDAZIONE
Diavolo...


B.d.V.

Diavolo di un Funari. Piomba, da oggi e per cinque sabati di seguito, sulla prima serata di Raiuno, con "Apocalypse show", un varietà, un "one man show" prodotto da Bibi Ballandi, scritto, tra gli altri, da Diego Cugia, e interpretato dal teletribuno. Sermoni e improvvisazioni alla "Quinto potere" sono dietro l'angolo, quando di mezzo ci sta Funari, un giovanotto di settantacinque anni che parla in romanesco, dice pane al pane, fa nomi e cognomi. Uno che ha avuto il coraggio di dire a Bettino Craxi, allora "Re d'Italia", che era un ladrone e che afferma, di Silvio Berlusconi, che è l'unico, grande imprenditore italiano. Più politicamente scorretto di così si muore.

Poco, pochissimo trapela dello spettacolo che - come spiega Cugia, autore del cuore di Funari - vuole raccontare, con garbo, allegria e un pizzico di sana violenza, «l'apocalisse interiore» delle nostre anime, la siccità della nostra Terra e del nostro spirito. Accanto a Funari, Esther Ortega, che duettò con Gianni Morandi in un'altra produzione Ballandi e il comico Fabio De Luigi, che Cugia immagina tra cinque anni al posto di Funari.

Diavolo di un Funari. Ieri, il povero De Luigi non esisteva proprio. Tutto Funari. «Parlare di ritorno è sbagliato, perché io non torno mai. Io vado sempre e questa volta, dopo 11 anni di assenza, vado su Raiuno». A vincere - ne è convinto - la sfida ideata con Cugia, cioè quella di rinnovare il sabato sera, di svecchiarlo, di renderlo vivo, moderno, «addosso alla notizia». Sarà anche per questo che lo studio, realizzato in fretta e furia a Cinecittà, pare il set di "Tempi moderni" di Charlie Chaplin, con ingranaggi dorati che girano, girano. Sullo sfondo, un enorme orologio a numeri romani: tic-toc-tac, batte il tempo che resta per la fine del mondo. Spiega Cugia, l'unico che riesca a tener testa a Funari: «Il programma sarà un pugno nello stomaco. Non un pugno necessariamente aggressivo, ma inteso anche in termini di poesia, di tenerezza e di riflessione sul momento che stiamo attraversando». E per raccontare, con brio e forza, la fine del mondo ci voleva il mattatore per eccellenza, «leggendario», lo chiama Cugia. Insomma il Funari fumante in tutti i sensi.

Cugia e Funari non ci sarebbero senza Fabrizio Del Noce, direttore di Raiuno, che racconta così la sua filosofia per l'ammiraglia di Viale Mazzini: «Bisogna rivoluzionare i meccanismi passati, senza rinnegarli. Il futuro è alimentare il passato con idee nuove».

Tra le idee nuove, naturalmente, i monologhi di Funari. Oggi si parla di siccità e c'è poco da scherzare. «Se la voce mi si strozza in gola per l'emozione, non mi sfottete», dichiara lo showman. Già perché, come spiega Cugia, la parola «emozione» è la parola chiave della trasmissione e il verbo d'ordine è «osare». Del Noce non trema. Anzi, vorrebbe continuare con gli spettacoli di quelli che considera i grandi mattatori del nostro tempo: Benigni, Fiorello, Funari appunto. E gli ospiti? A domanda, il presentatore risponde così: «Stiamo provando ad avere il Papa e Gorbaciov». Oggi, ci saranno Irene Grandi, Lucio Dalla e la star internazionale del twist Chubby Checker. E forse, chissà, anche Francesco Cossiga. Ma con l'ex picconatore del Quirinale non si può mai sapere.

Il Gazzettino 28 aprile