27/04/2007

Da sabato 28 aprile 'Apocalypse Show', il nuovo varietà di RaiUno
Al timone il conduttore, dopo 11 anni di assenza dalla tv che conta
Funari mattatore debutta su RaiUno
'Io non torno mai: vado, sempre'

Diego Cugia: 'Parleremo dei disastri climatici e di quelli interiori di ciascuno di noi e dei fenomeni, come il delitto di Cogne, che nessuno ha mai portato in uno show'
Alessandra Vitali

ROMA - Gianfranco Funari sembra uno di quei gorilla che vedi nei documentari, con la voce fuori campo che ti spiega che quando incontrano l'uomo si battono il petto, mostrano i denti, urlano come dannati ma è tutta manfrina, spaventano per difendersi. Funari, per farlo arrabbiare, basta un niente. Una domanda che prende per storto, una parola che non gli va bene, tipo dire che il suo, in tv, è un ritorno: "Io non ritorno mai, io vado, sempre". Comunque la si metta, da sabato 28 aprile torna, dopo 11 anni, e debutta, perché il programma, Apocalypse Show, è su RaiUno dove, pur essendo "un vecchio battone che ha passeggiato su tutti i marciapiedi dello spettacolo", non era mai stato.

Cinque puntate da mattatore, da un'idea di Diego Cugia (quello, per dirla banalmente, che voleva far diventare cattivo Gianni Morandi e che inventò quel che è lento e quel che è rock per Celentano), regia di Cesare Gigli con Diego Parassole e Antonio Rezza, in scena anche Fabio De Luigi ("il mio compito è di ricordare al pubblico che stiamo facendo un varietà") e la spagnola Esther Ortega (già vista con Gianni Morandi in Non facciamoci prendere dal panico). Fil rouge: i disastri, climatici soprattutto, ma anche "quelli interiori di ciascuno di noi - spiega Cugia - i tanti fenomeni negativi, come il delitto di Cogne, che nessuno ha mai portato in uno show del sabato sera".

Funari, proprio come un gorilla dei monti Virunga, tiene fede al personaggio, hai visto mai che, in questi anni, qualcuno si fosse scordato il tipino. L'unica cosa che non fa è dire parolacce. Gliel'ha chiesto il direttore di RaiUno, Fabrizio Del Noce. Proprio come Kurtz/Brando nell'Apocalypse Now che ispira il titolo del programma, quando dice "addestriamo i ragazzi a sganciare napalm sulla gente, ma i loro comandanti non vogliono che scrivano caz... sui loro aerei perché è una parola oscena". Oltre alla t-shirt nera come quella che ha Brando nel film, le analogie si fermano qui.

"Ricomincio a 75 anni, sono un esempio per i giovani, non dovete mollare mai" tuona Funari nell'affollata conferenza stampa nel Teatro 15 di Cinecittà, da dove il programma va in onda con una scenografia dominata da giganteschi ingranaggi e un orologio, per indicare - informano gli autori - il tempo che scorre verso la fine del mondo. Va a ruota libera, quasi mai dà una risposta attinente alle domande dei cronisti, ripercorre la sua odissea, "fra Rai e Mediaset so' stato cacciato quattro volte", "sono un censurato doc, sia da destra che da sinistra mi hanno dato bei calcioni, nessuno mi ha aiutato e so che se perderò, nessuno mi difenderà, ma è difficile che io perda", "in tv c'è gente che non si capisce che ci sta a fare".

Ricorda ciò che gli procurò i guai del passato, "ho dato del ladro a Craxi ma ero in buona fede", "in famiglia siamo stati sempre socialisti e siamo rimasti delusi", poi Craxi lo mandò a chiamare, lui volò ad Hammamet e "siamo stati insieme sei giorni". Berlusconi, invece, "può aver sbagliato ma è un grande imprenditore, mai visto nessuno lavorare così, se fossi stato in lui, mi sarei dichiarato colpevole di tutti i reati, sarei andato in galera ma quando uscivo facevo il re d'Italia".
Sulle puntate, poco o niente, qualche polemica sulla presenza di Francesco Cossiga, annunciata poi smentita poi data per possibile, "con lui siamo talmente amici - dice Funari - che siamo depositari di un segreto di politica estera che non rivelerò neanche in punto di morte", e se insisti per farti anticipare qualche altro ospite ti risponde, seccato, "Gorbaciov e il Papa", che se il secondo è improbabile, il primo andò a Sanremo con Fabio Fazio quindi la boutade regge poco.

Cugia prova a rimettere ordine, "vogliamo portare in studio i periodi emozionanti della nostra vita, come può essere il twist, e ci sarà Chubby Cheker". Annuncia: "La vera sorpresa è che Gianfranco non è solo un conduttore, è anche un interprete, e canterà". Quell'altro mette in guardia, fra una sigaretta e un colpo di tosse: "Quando leggerò le cose scritte da Cugia mi si spezzerà la voce, mi commuovo, piango". Bella coppia, davvero. Ha ragione Del Noce: "E' uno spettacolo diverso, innovativo. Il risultato è imprevedibile".