17/07/2003

Governo degli artisti: nuova era al via, litigando
Siae, una «torta» da 484 milioni di euro per autori di musica, cinema, teatro e tv
Mario Luzzato Fegiz

ROMA - La Siae, Società italiana autori ed editori, incaricata per legge di raccogliere e distribuire i proventi delle opere dell' ingegno - dalla musica ai libri, dal cinema al teatro - è al centro di roventi polemiche proprio fra i suoi associati. Il Corriere della Sera ha ospitato nelle scorse settimane una serie di interventi, da quello di Celentano a quello del neopresidente eletto Franco Migliacci, nei quali veniva affrontato il problema della nuova dirigenza dell' ente, che nel 2002 ha raccolto e distribuito diritti per 484 milioni di euro. IL DEFICIT - L' ente era stato commissariato nel ' 99 dal l' allora presidente del Consiglio D' Alema, di fronte all' azzeramento delle riserve patrimoniali e a un deficit reale di oltre 70 miliardi di vecchie lire. A reggerne le sorti era stato chiamato il professor Mauro Masi che, a giorni, passerà le consegne al nuovo presidente Franco Migliacci. Tutto regolare? Apparentemente sì. Gli iscritti hanno votato a fine giugno per nominare l' assemblea dei Soci (i grandi elettori) ed è stato bandito il voto per corrispondenza. All' assemblea dei soci però è accaduto che una nuova alleanza di autori ed editori ha battuto il vecchio gruppo dirigente. I perdenti, che non avevano partecipato all' ultima votazione, hanno contestato la validità delle elezioni e la legittimità del nuovo consiglio (presidenza compresa). Ma il risultato non è stato invalidato. L' ALLEANZA - «La Siae - spiega Andrea Purgatori della sezione Cinema - è stata una sorta di "mandarinato" dove alcuni soggetti, in prevalenza editori con scarsissimi fatturati, hanno trasformato l' ente in una fontana a cui attingere, arrivando perfino a fare mercato dei posti di lavoro della sede di viale della Letteratura. Si è creata così una convergenza di autori, editori, musicisti e scrittori che volevano cambiare le cose. E hanno vinto. Insomma un' alleanza fra le vittime delle precedenti gestioni: basti pensare che la Siae tedesca riconosce agli editori tedeschi una cifra mille volte superiore a quella italiana per le musiche utilizzate dai cellulari, di cui il nostro Paese è fra i più ricchi. Altro esempio di mala gestione: nonostante le grandi somme incassate a titolo di percentuale, non è mai stata capace di creare una previdenza per gli autori. Così uno come Umberto Bindi fu costretto a chiedere l' assegno di Stato». «Ho accettato di far parte del consiglio di amministrazione - spiega Diego Cugia, l' autore di Jack Folla - perché voglio una Siae che sia davvero dalla parte degli autori, anche di quelli giovani e sconosciuti. Spesso mi sono trovato in conflitto con la Rai sulla remunerazione delle mie opere della sezione Dor (Drammatica, Operette e Riviste, ma anche radio e tv), ma non ho trovato nella Siae un alleato, bensì un "complice" della Rai. Si doveva cambiare». Di avviso opposto Enrico Vaime, che fa parte del gruppo dei perdenti: «Noi contestiamo la legittimità delle elezioni. Detto questo, troviamo assurdo che la maggioranza abbia occupato tutti i posti nel consiglio di amministrazione. Il fair play dovrebbe suggerire ai vincitori di coinvolgere anche le minoranze». La sezione più ricca della Siae, in cui le cifre in gioco sono altissime e scatenano polemiche e appetiti, è quella della musica leggera che nel 1999, anno del commissariamento, incassava 367 (su 444 totali) milioni di euro all' anno e nell' ultimo anno della gestione commissariale ne ha incassati 401 (su 484). Una parte di questi proventi vengono divisi in maniera discrezionale decisa anno per anno dal consiglio di amministrazione su proposta della commissione musica. Alcuni esempi: certi anni vengono moltiplicate per quattro le somme spettanti ai successi degli anni ' 60, altre volte le opere prime di musica classica contemporanea, a volte perfino le rielaborazioni di successi da discoteca. I criteri non sempre sono stati trasparenti. PROMOZIONE - «E' stato scelto un presidente che è nel ramo, che è operativo, nel senso che fa davvero l' autore - spiega Lucio Dalla -. Io credo che la tutela degli autori e della musica italiana non passi solo attraverso la riscossione, ma anche attraverso la promozione globale del repertorio italiano, comprese le invenzioni di disco dance che esportiamo in tutto il mondo. D' accordo, non è Puccini, però merita tutela. Ora che si riscopre tanta musica etnica, anche italiana, è importante non solo fare riunioni e pubblicare volumi patinati di bilanci, ma rappresentare con energia all' estero il nostro patrimonio culturale». «Una delle prime cose da fare - aggiunge Purgatori - è perfezionare gli accordi con le Siae europee dove sono fermi miliardi e miliardi di diritti relativi ai nostri film». STRADA IN SALITA - Ma la strada della normalizzazione della Siae, alla vigilia dell' insediamento di Franco Migliacci (l' autore di «Volare» è un simbolo della nostra musica leggera la cui elezione è stata ratificata ieri senza voti contrari dalla commissione Cultura della Camera, dopo il sì unanime al Senato della scorsa settimana) sembra tutta in salita. Se, da una parte, i conti di gestione sono tornati in attivo per sette milioni di euro e le entrate dei diritti sono aumentate, il clima fra gli artisti contrapposti resta teso. Alle elezioni si sono presentate 62 liste. E nemmeno la gestione spartana del commissario Masi è esente da critiche. «La Siae è rimasta antiquata - sostiene Enrico Vaime -. I risultati sono solo dei maquillage contabili e non è con qualche consulenza esterna in più che si risolvono i problemi». Se la battaglia legale fra i soci della Siae dovesse continuare e alcuni illeciti gestionali di funzionari e dirigenti del passato approdare nelle aule giudiziarie, il rischio di un nuovo commissariamento sarebbe alto. Ma per Diego Cugia non andrà così: «L' impegno del nuovo Consiglio sarà quello ringiovanire la Siae e sottrarla a ogni mandarinato». Mario Luzzatto Fegiz L' ENTE le nomine ENTE PUBBLICO Il presidente La Siae è un ente pubblico che tutela anche interessi privati. E' sottoposta all' autorità della presidenza del Consiglio. Il nuovo presidente è Franco Migliacci (nella foto) CINQUE CONSIGLIERI Il Cda Il nuovo consiglio di amministrazione: Ivan Cecchini, direttore dell' Aie (editori); l' autore radiotelevisivo Diego Cugia; Antonio Marrapodi, presidente della Fem (editori musicali); il musicista Franco Micalizzi; Giovanni Natale presidente dell' Anem (editori musicali) I TEMI Le sezioni Cinque le sezioni in cui si divide la Siae: musica, cinema, lirica, la sezione Dor (Drammatica, Operette e Riviste) che comprende il teatro, ma anche la tv e la sezione Olaf (opere letterarie ed arti figurative)