Radio negata a Jack Folla, l'uomo di Alcatraz
Da l'Unità (Alberto Gedda)
"Fra un mese compio 50 anni e da un anno non riesco a fare il mio lavoro, che è l'autore di programmi radiofonici e televisivi: mi viene il dubbio di essere invecchiato, di essere diventato un deficiente. Poi però guardo la televisione, ascolto la radio, e mi rendo conto che forse non è così, che io resto fuori perchè non sono gradito":
Diego Cugia commenta amaro il silenzio al quale è costretto dal maggio dello scorso anno dopo la chiusura di Jack Folla, appuntamento quotidiano di RadioDueRai divenuto un vero e proprio cult. Ieri le agenzie di stampa hanno diffuso la notizia che Cugia, visti sbarrati i programmi, è tornato con una campagna pubblicitaria per un'automobile di lusso.
"Non è assolutamente vero spiega lo scrittore, autore, giornalista . Gli spot sono interpretati da Roberto Pedicini che, in quanto attore, ha tutti i diritti di fare il suo lavoro come meglio crede. Che poi Pedicini sia stato la voce di Jack Folla è un altro discorso: Roberto ha anche doppiato Bruce Willis e cartoni animati, sono percorsi diversi che non devono essere confusi".
Insomma, JackDiego non è impegnato negli spot.
"Per nulla. Anche se dopo un anno senza lavoro ci si potrebbe fare un pensierino... In questi mesi ho presentato progetti e idee per programmi che sono stati regolarmente respinti, tutti".
Ad esempio?
"Il programma Telefonata al Cairo che prevedeva gli interventi di Gabriele Romagnoli, giornalista di Repubblica. Sarebbe dovuto andare in onda dal 12 febbraio, poi però a Natale mi ha telefonato il direttore di Radio Due e RadioTre, Sergio Valzania, e mi ha detto che non c'erano i soldi".
Un problema di budget?
"Chissà. Io detesto l'idea del perseguitato, però mi sembra che i fatti dimostrino che ci sono delle persone urticanti, che non rappresentano casi eclatanti di censura come per Biagi e Santoro ma che, ugualmente, sono tagliate fuori. Personaggi di "seconda fila" come me, scomodi e quindi tagliati fuori".
Scomodi a chi?
"Forse ci sono dirigenti più realisti del re che, a scanso di problemi, preferiscono tagliare alla radice ogni possibile dissidio. E così io rimango a casa".
Ma non a fare la calza…
"No. A giorni esce il mio nuovo libro, che segue Jack l'Uomo della Folla, e che si intitola L'incosciente, edito da Mondadori Omnibus. Per Natale ho in programma Lettere dal silenzio: sorta di diario dal mio vuoto siderale". Intanto, nella grande rete continua a pulsare la voce di Cugia Folla attraverso il visitatissimo sito (www. diegocugia.com) e il forum. "È curioso che l'autore di programmi che hanno avuto un grande successo (dal Mercante di Fiori a Domino, Alcatraz…) debba restarsene fuori della porta, però mi sembra inevitabile in una radio pubblica che ha abdicato al suo ruolo per inseguire le emittenti commerciali in una scopiazzatura della radio di flusso fatta male e senza anima. Dov'è la fiction, le idee, le voci, i suoni che hanno fatto grande la Rai? Oggi tutto è play list. Amen".
Sulla questione è intervenuta anche l'associazione Articolo 21: "Ci auguriamo che il Cda Rai voglia prendere in seria considerazione la paradossale situazione di Diego Cugia, che continua a vedersi respinti i suoi progetti". |