17/04/2004

Il "No" di Diego Cugia
Il libro critica sulle contraddizioni dell'Italia attuale
Maria Russo V C

Un'invettiva contro la corruzione politica italiana, il bigottismo della borghesia medio alta, la curiosità latente verso la vita altrui che ci spinge a spiare dal buco della serratura attraverso la televisione. Un'Italia di "picchiatori fascisti diventati senatori, comunisti diventati cattolici, corruttori diventati moralizzatori, imprenditori diventati demiurghi, italiani diventati xenofobi". Tutto questo è raccontato nel libro "NO" di Diego Cugia il giornalista, autore e regista meglio noto per aver dato voce a Jack Folla, un fantomatico dj chiuso nel braccio della morte ad Alcatraz. Il 17 dicembre del 2017 una troupe televisiva sbarca su un isola della Grecia per dare inizio ad una delle famose puntate del programma Cookies. Il Principe, satanico presentatore dello show, irrompe nella casa del faro e ne avvelena l'unica abitante Speranza Adamoli con dei biscotti allucinogeni. Il pubblico, dopo aver assistito alle visioni della vittima riguardanti il suo passato, avrà il pesante onere di decidere se la donna deve vivere (salvandola quindi con l'antidoto del potente veleno) o morire. Tutto questo in 90 minuti. Ma di quale colpa si sarà mai macchiata Speranza per doversi sottoporre al giudizio di milioni di persone? Il crimine che gli viene imputato è la latitanza, l'essere fuggita dal suo paese per rifugiarsi in un posto sperduto della terra. La fuga, dovuta in verità alla perdita del suo compagno Paolo, un freelance morto in un agguato, era stata la causa determinante che aveva portato la Grande Rete ad interessarsi alla storia di un'anonima professoressa delle medie. Una fuga apparentemente senza alcuna motivazione e che senza dubbio andava al di là della perdita dell'uomo amato. Una sorta di protesta contro il sistema, lo stesso da cui voleva mettere in guardia i suoi alunni tra cui il suo preferito Sheik, un bambino bengalese. Lo faceva in modo garbato ma sistematico ogni volta che ne avvertiva il bisogno. Talvolta mettendoli in guardia dai soprusi delle multinazionali, altre volte programmando delle vere e proprie manifestazioni contro la costruzione selvaggia di antenne elettromagnetiche causa di tumori. Sarà proprio Sheik che, memore dei suoi insegnamenti, cercherà di salvarla in una corsa contro il tempo che si rivelerà vana. Una protesta decisa che sarà tale fino all'ultimo, nei confronti di una televisione che si arroga il diritto di giudice e che ha sconfinato il suo ruolo fino ad invadere la libertà individuale. Un libro che con un linguaggio crudo ci proietta in quello che potrebbe essere il nostro futuro presagito dall'interesse sempre maggiore che riscuotono programmi come il Grande Fratello di cui la Grande Rete nel romanzo è la nipote immaginaria. E se oggi spiare i comportamenti di persone chiuse in una casa è diventato un fenomeno di costume forse non è fantascienza immaginare il futuro apocalittico descritto da Diego Cugia.