01/04/2004

Guccini? Al rogo, come i colonnelli greci proibirono i Beatles, urla Jack Folla. Perchè, dice, la sua ormai è una civiltà estinta. Avete presente gli aztechi?
di Diego Cugia

Francesco Guccini, no, toglietemelo dalle orecchie, con quella sua erre di burro così perfidamente simile alla mia, Guccini è tabù, cartellino rosso, fuori, fuori, pollice verso, in soffitta, lo amo tanto da detestarlo, se l'incontro lo sbudello con la mia leppa da sardo, questo emiliano rovente come le vacanze da ventenni, questo totem di una generazione che ha tradito, questo compagno di strade in salita, con la sua voce zampognara, il suo maledettissimo Che Guevara, la loro feroce tenerezza, il faccione d'amarcord, e la chitarrina che viene giù facile come il sangiovese e certi manganelli per le strade di Genova. No, Guccini no, a morte, a morte. Se ne vada sul fiume con tutto quello che ho amato, con i libri di Pessoa e le tigri di Borges, i cent'anni di solitutdine e i corpi di donna di Neruda, con lo stare insieme di un tempo, quelle notti in piazza che ogni stronzata eravamo certi che i nostri nipoti l'avrebbero studiata a memoria sui libri di scuola. No, non voglio sentirlo, non voglio vederlo, e se il suo Ritratti è finito in classifica, al rogo, al rogo, come i colennelli greci proibirono i Beatles e gli scrittori russi. No, il suo album sarà così intenso e così dolce che mi rifiuto drasticamente di soggiacere ai suoi perfidi influssi, cazzo vuoi da me Guccini, vade retro, vade retro, se a me in radio non fanno dire una parola e a te ti mandano in onda all'alba c'è qualcosa di marcio in entrambi, viva Schifani, d'ora in poi ascolto solo cantautori che inneggiano ai riporti, sì in ogni faticoso capello di un riporto di Schifani, c'è più luce che nel Paradiso di Dante. Che cosa? Hai scritto pure una canzone su Cristoforo Colombo? Fanculo, Francesco, perché non sei compatibile con L'isola dei famosi, con il nuovo esotismo puzzone, e mi ricordi Siddharta, Kerouac e tutte le nostre menate, pellegrinaggi in Oriente con morte per overdose compresa nel prezzo, statti zitto fratello fottuto, sciò, sciò, al macero come i Doors e i Genesis, i fiori del male e quelle ragazze del Settanta che adesso saranno tutte madri di elettori di Forza Italia o direttamente di microprocessori Pentium. Non ascolterò mai più una tua canzone, devi morire come canta la curva Nord, voglio vedermi in santa pace l'elezione di miss Padania al Tg1, Clemente Mimun mi fa slo stesso effetto dei Nomadi quando cantavano Dio è morto, una vibrazione moderna e irripetibile, io mi sto riciclando nel futuro, se incontro Maroni gli lecco le orecchie, tu sei "out" come il fenmminismo e la Panda, ma chi ti conosce Guccini, al bando, al bando, come il mio passato, la mia memoria, i miei valori, e tutto quello in cui avevamo creduto. Che qualcuno mi smagnetizzi il suo cd! Sono tre giorni che nella mia autovettura non si sente altro! Metti che sulla bretella di Terracina c'è Giovanardi che fa l'autostop, io come la metto? Zittitelo e che si fotta, Guccini della malora, se me ne ascolto un'altra rischio di conveincermi di essere vivo, è terribile, mio cugino c'è passato, e la sera non riusciva più a vedere il Costanzo Show. No, no, Guccini è una civiltà estinta, come gli etruschi e gli aztechi, di più, non è mai esistito come Atlantide e chi racconta di aver ascoltato Ritratti è una specie di ufologo, e sta peggio di me, che non ho visto la madonna, ma ho il cd di Guccini che mi sta sanguinando nelle mani.