29/04/2007

Invettive, canzonette e varietà così Funari torna telepredicatore.
Tre monologhi ma poche sorprese per l’atteso Apocalypse show, che celebra il rientro in tv dopo 11 anni.
Antonio Dipollina

MILANO - Tornare in tv e giocare alla fine del mondo, con tanto di conto alla rovescia. Secondo Gianfranco Funari mancano 27 giorni all’Apocalisse: in realtà, e in teoria, quella sarà solo la fine delle cinque puntate di “Apocalypse Show”, ovvero il ritorno del conduttore nella tv di rango, passando dalla porta principale del sabato sera di Raiuno. Partenza ieri sera, con tutti i crismi: la megastruttura della produzione Ballandi, l’autore alter-ego Diego Cugia, con l’ansia -moderata- di dire cose definitive sui tempi e sul mondo. Ma anche con il direttore di Raiuno a ufficializzare in platea quella che in teoria doveva essere la tv ribaltata rispetto a quella corrente, ma con par condicio che tiene lontani i discorsi sulla politica, cancellati del tutto. Quindi giocano tutti alla fine del mondo, ma in fondo è un varietà del sabato sera di Raiuno e questo fa premio su tutto, c’è lo stile di questi spettacoli col marchio Ballandi e questo fa doppio premio su tutto, c’è questo e c’è quello, un’attesa francamente spropositato visto che poi Funari decide che gli piace giocare a fare pezzi di varietà in proprio, cantando pure, ricordando pezzi di vita sua, facendo la faccia feroce ma, come dire, con l’aria di non voler far saltare alcunché e di non mettere nei guai nessuno. A coadiuvarlo, la spagnola Esther Ortega ( già vista con Moranti) e Fabio De Luigi che rilancia la sua irresistibile imitazione del giallista Lucarelli.
Il vecchio predicatore tiene la scena, parecchio depotenziato ma con l’aria di divertirsi (“Il divertimento ma ci vuole anche la riflessione” lancia), un po’ travolto dai meccanismi dello show: tutto convive a fatica. Funari ha tre monologhi scritti , si toglie sassi dalle scarpe e li scaglia (“quello che rimpiango davvero è di essere nato nello stesso secolo di Maurizio Costanzo”), inveisce contro l’Italia, un “paese di mediocri,che sa solo invidiare o contestare le idee, i mediocri hanno invaso tutti i posti chiave”. Ma la corsa è presentare in tempo utile tutti i numeri del varietà, con ballerine e grandi pupe svedesi, cantanti col nuovo disco etc. è frenetica in una scommessa ad altissimo rischio:”Apocalypse Show” è una miscela di programmi diversi che potrebbero vivere ognuno di vita propria ma fonderli nella speranza che venga fuori un solido varietà – frankenstein del sabato sera, è un grande azzardo.