19/05/2002
Jack Folla, la notte dei diecimila
Da tutt'Italia nell'ex Mattatoio di Testaccio per lo spettacolo di addio del "predicatore" di RadioDue. "Faremo un partito"
Da La Repubblica

L'ultima notte live di Jack Folla, festa di Alcatraz al Mattatoio. Una nottata per diecimila a Testaccio concentrati ad ascoltare il predicatore Diego Cugia nelle sembianze di Jack Folla, l'ex detenuto 3957 protagonista della trasmissione culto in onda, ormai da tre anni, su Radiodue alle 13.40, che chiude alla fine di maggio. Lui l'amatissimo Jack, l'aveva promesso poco più di un mese fa, quando, al raduno di fronte al pub Margot - era il 6 aprile - in tantissimi sono rimasti fuori lungo il viale regina Margherita bloccando anche il tram e allora, in una coda notturna che portò centinaia di adepti fino dentro Villa Borghese, arrivò l'impegno solenne: tornerò per tutti voi. Poi, in poco più di un mese, il tam tam radiofonico e gli appuntamenti via internet hanno messo insieme questa gigantesca comunità di gente di ogni specie, arrivata da ogni parte d'Italia, zaino in spalla, col biglietto del treno in tasca, gente di vent'anni e mamme con bambini al seguito, cinquantenni col completo di velluto e ragazzini del liceo con la kefiah al collo. Per celebrare il secondo e probabilmente ultimo solenne rituale dei "follanti", con Francesca Neri special guest, come nell'edizione tv.
Quattro i maxischermi allestiti nel quadro postindustriale e magico dell'ex Mattatoio, per rimandare le immagini e ripetere, come una nenia avvolgente, la voce dell'evaso. Un popolo di seguaci, delusi, arrabbiati di ogni età. Sistemati a terra in religioso silenzio, come se ascoltassero una liturgia, come se seguissero le parole scolpite nella pietra di un poeta sofferente. E qualcuno alla fine sale sul palco e annuncia: "Nascerà il partito di Jack". Dentro il Mattatoio Cugia ha salutato i suoi , pronti in ascolto dalle nove di sera, per una kermesse che è andata avanti fino alle due del mattino con gli schermi che rimandavano le immagini dei grandi video di Alcatraz: "Abbiamo cercato il caldo all'inferno. Jack, quello che dice sempre di no, Jack quello che tu "finirai male figlio mio", quello che è l'ultimo della classe, quello che è un gioco a perdere Jack la luna nera però capace di sognare di essere un albatros. Solo chi è stato profondamente al buio può immaginare una notte bianca come questa". E a queste parole i brividi della gente diventano quasi elettricità nell'aria.
Ancora, dalla voce recitante di Roberto Pedicini, e con i testi di Cugia e Purgatori, nel vecchio Mattatoio risuonano le parole da applauso: "Jack è un italiano non etichettabile e quindi capace di tenerezza politica. Uno che, in un'Italia fatta di punti esclamativi detti da una sola persona preferisce i punti interrogativi di molti". Predicatore, politico, lascia le scene con un pieno di folla degno del nome che porta, in una notte che i suoi molti estimatori non dimenticheranno presto.