06/12/2001
"E' come ascoltare le favole la magia è tutta nella voce."
Diego Cugia, autore del programma cult Alcatraz e padre del personaggio Jack Folla
Da La Repubblica

BOLOGNA - Dai tempi di Alto gradimento un programma radiofonico non
esplodeva a scuola all'ora di ricreazione. La saga di Jack Folla, dee-jay
evaso dal braccio della morte; cosi inesistente da ricevere migliaia di
lettere, ha un padre: Diego Cugia, 48 anni, giornalista e scrittore, che
crede nella radio a colori. I colori della fantasia.

Lei ama molto la radio?
"Da 22 anni. Come si ama una moglie".
A cui lei è stato infedele
"La tivù? Una scappatella perdonata. Altri hanno divorziato: mentre io
restavo in radio, tanti colleghi "andavano avanti", cioè alla tivù. Ne ho
sofferto, ma ora vedo che loro fanno gli scalettati, mentre io, a forza di
scrivere centinaia di copioni, sono un autore".
Anche Jack Folla, a un certo punto, è "andato avanti", è passato in tivù.
Ha fatto bene o male?

"Il pubblico si è spaccato a metà: chi ha adorato anche la versione tivù,
chi è rimasto fedele alla radio".

Nel suo cuore, a chi dà ragione?
"La radio è il primo amore. Non la lascerò mai".
Cos'ha di speciale?
"Si ascolta con la pancia. Pesca direttamente nel fiume dell'inconscio
collettivo".
Un medium caldo, diceva McLuhan, perchè richiede l'intervento
dell'ascoltatore.
Bisogna correggere McLuhan: esiste anche la radio fredda. Il decennio delle radio libere è stato devastante, e aveva per scopo spalancare la porta alla radio e alla tivù commerciale. Si può fare anche cattiva radio, eccome, ed è quella che fa più danni, perchè i radio-ascoltatori sono gente più sensibile".

Il segreto per scaldare la radio?
"La comunicazione emozionante. In radio io posso prendere una notizia già passata al tigì, farla leggere a Jack Folla con un certo tono, e diventa
un'emozione che entra direttamente sottopelle, senza retorica, senza
presunzione".
Jack Folla non è uno sceneggiato, non è un giornale radio, non è un
talk-show.
Pensa di aver inventato un nuovo genere?
"è una contro-fiction-informazione. Ma l'hanno già inventata i cantastorie
provenzali nel medioevo"