04/12/2001
Jack Folla, quel rompiscatole
Diego Cugia parla del suo personaggio che trascina sempre gli ascolti di Radiodue «È un servizio pubblico che stimola il dibattito»
Da La Nuova Sardegna

ROMA. Non fa polemiche di bottega Diego Cugia, papà di Jack Folla e uomo di mondo che per esperienza sa che «se vogliono farti sapere che devi mettere giudizio ci sono infiniti modi per dirtelo». Trova infelice la fascia oraria in cui RadioRai Due manda in onda il suo «Jack Folla c'è» perché ha un pubblico prevalentemente di giovanissimi che a quell'ora, in grande maggioranza, sono a scuola. Ma è soddisfatto di aver tirato su gli ascolti di un buon quarto.
Non sta a ricamarci su più di tanto, comunque; trova esagerato dire che la Rai vuole mettere il bavaglio al dee jay scampato alla camera della morte di Alcatraz. Però rivendica il fatto che la sua trasmissione dia fastidio «perché c'è un'omologazione del pensiero, anche nella stampa: leggo tanti giornali e mi pare che facciano un po' tutti gli stessi titoli. Capitava anche prima ma mi pare che la situazione stia precipitando».
Jack Folla ha messo in piazza il conflitto di interessi di Castelli sul carcere di Massa Marittima, si ricorderà del ministro Lunardi che oggi, insieme a Berlusconi, inaugiurerà la galleria progettata dalla sua azienda? «Jack Folla - spiega Cugia, paziente - non personalizza quasi mai: se si imbatte in un nome ci pensa dieci volte prima di dirlo, e se poi, come in questo caso, è necessario, ovviamente lo dice».
Jack Folla con un'etichetta di anarchico che almeno, continua Cugia, «ci preserva dall'accusa di bacchettare solo da una parte, anche tenuto conto del fatto che il ruolo del bacchettatore mi disgusta: Jack Folla non è un moralista, un predicatore. È semplicemente un servizio pubblico alternativo a quello di informazione, giornali e via dicendo, che mi sembra si stia un po' ingrigendo. Che stimola il dibattito, come alcune puntate fa quando ha fatto un lunghissimo intervento, caduto nel silenzio più totale, su almeno una scorta da ripristinare, quella al giudice Ilda Bocassini, chiamando il presidente del consiglio in causa come responsabile qualora al giudice Bocassini dovesse accadere qualcosa come donna e magistrato che si è battuta coraggiosamente contro la mafia. Quella del governo è una posizione poco giudiziosa, poco lungimirante, che personalizza cose che non dovrebbero mai essere personalizzate. La scorta a quel magistrato va mantenuta, e Jack Folla lo dice. La stessa richiesta io l'avevo proposta a diversi giornali, di sinistra e non, e nessuno ne ha parlato».
Jack Folla anarchico? Si direbbe piuttosto un liberale vecchio stampo, molto liberale: «Con una matrice un po' di sinistra, se vogliamo restare in queste etichette un po' insopportabili - precisa Cugia - Certo non uno autoritario, di destra, anche se non sono poche le persone di destra che lo apprezzano per il suo individualismo di eroe solitario. Le sue battaglie dovrebbero essere quelle di un governo liberale, ma è questa la situazione in cui siamo precipitati».