19/04/2002
Cugia: "Il 29 maggio Jack Folla tacerÓ per sempre"
Radio, stop al programma-cult
Da Il Tempo (Marida Caterini)

"Jack Folla c'Ŕ" su Raidue. Ogni giorno, alle 13.40. Per tutti coloro che odiano l'omologazione. Per chi si ribella al conformismo di una societÓ che appiattisce i valori e confina i sogni negli scaffali di un supermercato, tra sottilette e deodoranti. "Jack Folla c'Ŕ" fino al prossimo 29 maggio. Poi scomparirÓ per sempre.
Lo anticipa il suo creatore, Diego Cugia, che, grazie alla trasmissione omonima, sulle frequenze di Radiodue, lo ha fatto conoscere ed amare incondizionatamente dal suo pubblico dedicandogli anche due libri. L'ultimo dal titolo "Jack l'uomo della Folla", Ŕ attualmente in edicola.

Possibile che l'ex detenuto numero 3957, evaso dal carcere di massima sicurezza di Alcatraz nel cui pensiero si riconoscono migliaia di radioascoltatori, abbandoni i suoi "fratellini"?

"Jack Folla potrebbe continuare eternamente. Il suo pubblico Ŕ in continua crescita, giorno dopo giorno. Commercialmente, farlo tacere ora sarebbe una follia. Proprio per questo ho deciso che il 29 maggio farÓ la sua ultima puntata. Non si pu˛ scrivere "Jack" pensando all'audience oppure ai diritti d'autore. In tale ottica ho rifiutato che Jack diventasse protagonista di un film per il grande schermo. Certo, sar˛ soddisfatto di un'elevata vendita dei miei libri. Ma sono assolutamente convinto che Jack si Ŕ espresso su tutto quello che mi ero prefisso dovesse comunicare. Una parola ancora sarebbe un tradimento".

Eppure la presentazione a Roma del suo libro, trasformatasi in un vero happening con cinquemila persone giunte da tutt'Italia, evidenzia che Jack Ŕ divenuto simbolo di una nuova filosofia di vita. Cosa farÓ, in futuro, Diego Cugia?

"In quella magica notte romana erano in cinquemila a villa Borghese a pendere dalle labbra di Jack, nonostante la sua febbre a quaranta. Tutti "fratellini" accomunati dall'utopia di infrangere barriere ed ostacoli. Una folla che, nell'impossibilitÓ di essere accolta nel piccolo locale dove era stabilito l'appuntamento, Ŕ stata spostata a villa Borghese. Il progetto a cui adesso tengo di pi¨ Ŕ vivere per un po'. Ho scritto troppo. Solo quest'anno le parole di Jack corrispondono a venti romanzi. Sar˛ un po' spietato con me stesso, ma io salverei al massimo cento, duecento righe. Bisogna vivere, altrimenti si raccontano balle. Le parole sono esseri viventi, diceva Victor Hugo. E' dalle esperienze fatte in prima persona che nasce lo spunto per comunicare".

La maggioranza del suo pubblico radiofonico ha un'etÓ compresa tra i sedici ed i quarant'anni. Come spiega la loro fedeltÓ per Jack?

"Mi considerano un "fratellino" che gli fa da sparring-partner. e mi inviano migliaia di lettere. Un ragazzo, tempo fa, mi ha scritto: "Siamo figli delle tue parole". Una responsabilitÓ terribile, che mi ha reso, per˛, felice. Sanno che sono sincero fino a farmi male, fino a passare per imbecille. Questa trasparenza assoluta (e senza protezioni politiche) nella comunicazione filtrata di oggi, pu˛ apparire un suicidio professionale. Ma per i giovani Ŕ una garanzia. Io per˛ sono solo un uomo della folla, non un maestro, tanto meno un leader".

PerchŔ ha sentito l'esigenza di inventare un personaggio di fantasia come Jack Folla per comunicare su problematiche di estrema serietÓ?

"Folla simboleggia un mio stato di profondo disagio, condiviso dai tanti "fratellini" sparsi in tutt'Italia, che non pensano omologato. Lui Ŕ costretto a dire sempre la veritÓ perchŔ non ha nulla da perdere. Spesso tale sensazione Ŕ condivisa anche da uomini soli. Questo Dj italiano condannato a morte in America, si Ŕ manifestato, in Radio, con una voce che gli contava i giorni sulla sua testa da tagliare. Sembra assurdo ricorrere ad una fiction per essere presi sul serio. Ma lo "scherzo" mediatico Ŕ riuscito. In realtÓ c'era poco da scherzare. La biografia di Jack Ŕ in parte anche la mia. L'ho sviscerata tutta, compresi gli episodi pi¨ imbarazzanti".

Che tipo di telespettatore Ŕ Diego Cugia?

"Seguo Blob, Le iene, Il fatto di Enzo Biagi, i Tg, (tutti), e qualche film a notte fonda".