Venerdì 9 Maggio
Un mese dopo, precisamente la sera del 18 Agosto 2007, a Bruges, la cittadina belga intersecata da fiabeschi canali solcati da mille barchette di turisti ridenti, il signor Arthur Piccard, illustratore di fumetti, che stava cucinando tre aragoste tunisine per una cena con gli amici programmata da tempo, assistette a una sorta di rifiuto della propria pentola nel bollire i crostacei. Detta pentola, infatti, sollevatasi dal fornello e libratasi in aria per quindici secondi con una sorta di “atteggiamento buffonesco, ancheggiando come una soubrette” (cito testualmente dal verbale firmato dal Piccard alla Gendarmerie di Bruges) liberò le tre aragoste sul mattonato della cucina, e dopo aver diligentemente svuotato nel tinello l’acqua ancora bollente rimasta, si ripose da sola nella credenza, ancora sgocciolante, ma immota. Il Piccard fu controdenunciato dai gendarmi che ritennero la sua deposizione un’ “offesa all’autorità” e lo indagarono per “intralcio di pubblico servizio”.
Nel frattempo a Ulundi, che in lingua zulù vuol dire “il luogo elevato”, la cittadina rasa al suolo nel 1879 ai tempi della guerra Anglo-Zulù, e oggi parte della provincia sudafricana di KwaZulu-Natal, il signor Dingo Ushumba, noto allevatore di Lion Dog, il cane Rhodesiano, mentre stava apprestandosi a versare in dieci ciotole la razione quotidiana di croccantini di pollo da un sacco di “Royal Canin”, le vide rovesciarsi una dopo l’altra e da sinistra a destra, in inequivocabile segno di rifiuto. L’attimo dopo, il sacco gli sfuggì dalle sue stesse mani, zigzagando rasoterra raggiunse i dieci Lion Dog all’interno della rete di recinzione, che sorvolò con un salto, e si offrì direttamente in pasto ai cani, che vi affogarono dentro i loro musi, cibandosi a volontà e oltre misura.
Ma la circostanza che più allarmò le autorità internazionali, e sarà oggetto di una sezione riservata e segreta del prossimo G8, si è verificata solo pochi giorni fa, il 2 di Maggio, a Washington (DC) all’interno della Library of Congress, che con i suoi 28 milioni di libri è, di fatto, la biblioteca nazionale degli Stati Uniti. Verso le 19, in prossimità quindi dell’orario di chiusura, l’archivista James M. Adams, ventottenne, avendo rinvenuto fuori posto la “Introduzione alla guerra civile” di Dos Passos, ricollocava manualmente il libro nel proprio scaffale. Ma esso si rifiutava, autocollocandosi arbitrariamente accanto a “Symbols of class status” del sociologo Erving Goffman, che a propria volta, quasi non gradisse la vicinanza col tomo di Dos Passos, schizzava fuori dallo scaffale, e dopo aver compiuto un paio di giri sotto lo sguardo sbigottito di decine di visitatori, infilava una finestra aperta della Libreria del Congresso, aprendosi e chiudendosi come ali di gabbiano in fuga. L’archivista James Adams, dapprima l’inseguiva a piedi, poi inforcata la propria Harley-Davidson modello “Fat Boy”, parcheggiata nei pressi, riusciva a non perdere di vista il testo volante di sociologia, nonostante la propria motocicletta gettata all’inseguimento provocasse non pochi incidenti nel centro di Washington, fino a vederlo atterrare al National Air and Space Museum. Il libro sulle origini degli status symbols, dopo aver cercato rifugio in varie sale, si depositava infine nella carlinga del Flyer 1, il primo aeroplano costruito dai Fratelli Wright, esposto in detto museo, rimanendo da quel momento inerte. Tanto che l’archivista lo recuperava e la sera stessa lo riponeva nella sua collocazione originaria, in uno scaffale di sociologia della Biblioteca di Washington, dal quale, fino a questo momento, il testo di Goffman non si è più mosso.
Su questi e molteplici altri eventi similari, di cui tralascio il resoconto per motivi di brevità, le migliori menti della Nasa e soprattutto il dipartimento di Biologia Molecolare dell’Università Cornell di New York (anche gli oggetti possiedono un DNA?) stanno indagando senza concedersi un momento di riposo. È infatti evidente che fin quando oggetti di prima utilità, quali una tazzina da caffè o un portasapone in plastica, si limitassero a brevi evoluzioni, diciamo a “sussulti di vita”, per poi ripiegare nel loro consueto e anonimo stato inerte, si tratterebbe solo di circoscrivere le conseguenze di smarrimento e ingiustificato panico nelle persone direttamente coinvolte nei fatti. Ma se la “cosa” dovesse assumere più vaste proporzioni? Chi ci assicura che, dal primo aereo tip-tap di una tazzina in rivolta, il fenomeno non possa propagarsi su vasta scala e a oggetti di ben più possenti dimensioni? Se il grattacielo Pirelli o il Matitone di Genova, per esempio, decidessero di punto in bianco di capovolgersi? E se la Tour Eiffel si andasse a piantare nel bel mezzo dell’Oceano Indiano? E se quest’ultimo, soprattutto, decidesse di traslocare sulle Alpi?
L’altro ieri pomeriggio, per esempio, a Montecitorio, lo scopetto di un wc si è sostituito a un cucchiaino da caffè con cui l’onorevole Altiero Betulli, della coalizione governativa, stava girando lo zucchero nella tazza del suo cappuccino. Oltre l’insolenza, si cominciano a ravvisare, forse, i primi sintomi di una possibile aggressività che gli oggetti avrebbero trattenuto sin dai loro esordi (mi riferisco agli utensili in pietra scheggiata degli ominidi, risalenti a due milioni di anni fa) fino a trovare nella tazzina da caffè di San Giorgio a Cremano il loro primo Masaniello. E poi: perché proprio in Italia? Non ci sarà un motivo se gli oggetti hanno deciso di ribellarsi cominciando proprio da un Paese ormai ritenuto, a torto o a ragione, ai margini del mondo? Che cosa c’è di insopportabile che noi esseri umani, noi italiani in particolare, non abbiamo capito e una qualunque tazzina da caffè sì?
27 Risposte to “Venerdì 9 Maggio”
By Zee on mag 9, 2008
Eppure la spiegazione è semplice. Con tutta questa immigrazione cinese vuoi che non stiano facendo le prove tecniche di trasmissione del loro nuovo network? Appunto la “TeleCinesi”? ^_^
(Non oso esprimere altre ipotesi che sarebbero molto meno divertenti)
Grazie Diego, per questa fragorosa risata mattutina.
By appanicatamente on mag 9, 2008
non saprei, ci devo riflettere;o)….mi viene in mente un monologo di Gaber dove erano gli elettrodomestici a ribellarsi agli “umani”:o)
Bella l’idea dello scopettino da cesso, e spero sia stato solo il 1° a sostituirsi al cucchiaino da caffè, non l’unico;o)
Chissà……..forZZZe c’è speranza che oggi, nell’anniversario della TERRIBILE uccisione di Peppino Impastato (il 30° mi pare), l’esplosivo si faccia girare le …micce ed ESPLODA tra le mani di coloro che trent’anni fa fecero saltare in aria il CORAGGIOSO Peppino rendendolo IMPASTATO di nome e di fatto.
By Riccardo Brero on mag 9, 2008
Mara Carfagna ministro più bello del mondo.
Mara carfagna ministro?
Spero di riuscire a prendere il caffè dopo……….
Ciao Diego
By Luchello on mag 9, 2008
Da piccolo sognavo di tornare a casa e trovare i miei giochi’’spostati”, ovvero che in mia assenza girassero per casa e interagissero tra di loro.Spesso penso che un oggetto abbia un’anima, e che se lo tratto male esso si dispiaccia, quindi uso tutto con cura.Anche tra i cd cerco di usare un sistema affinchè non si prendano a male; per esempio non posso metter vicini i miei Led Zeppelin a Neffa, cd di proprietà della mia fidanzata…Altrimenti immagino Robert Plant che esce e mi legna.
Credo che ogni oggetto debba esser trattato con cura, e non abbandonato a se stesso; un libro poi è carico di DNA, dell’autore e dei personaggi racchiusi….ma sto divagando, sarà la fame o non so.Comunque ora esco, e come ieri vi ho raccontato, vado in PIazza Mercanti qui a Milano ad ascoltare una buona mezz’ora di Jazz….sperando che le trombe non comincino a menare.
By Beppone on mag 9, 2008
E’ uno dei piu’ bei racconti che leggo da mesi a questa parte… ahahahah
Certo che l’immagine del libro volante e’ stupenda.
Grazie Diego
By Amelie on mag 9, 2008
Si,Mara Carfagna ministro
B…….. Presidente del Consiglio
Diabolik presidende degli stati Uniti,
In Russia adesso hanno anche un delfino,
era di Putin,insomma.
Calderoli non lo vuole nessuno.
ma è diventato un mondo pazzo,non mi stupirei della rivolta degli oggetti,se i pesci si mettessero a camminare in Clark,
e le mucche a nuotare,negli abissi.
I libri a volare
le parole a camminare
il caffè a diventare orzata,
magari invece di sederci a tavola a mangiare,
ci potremmo mettere sul lampadario in poltrona,
la tv la userei per tostare il pane,ma credo che uscirebbe schifoso,anche da li.
Xhe bel guazzabuglio,dell’anno 3000.:-)
Ps)Diego,ma la conosci bene Genova?
il Matitone l’edificio delle tasse!!!:-(
quando passi fammi un fischio che ci prendiamo un caffè,le tazze le porto io,
sono quelle con la faccia di Minnie:-)
KIss———————————
By Rulando on mag 9, 2008
A proposito di ministri…
La maledizione di Mastelkamen
Se in Libia sono molto preoccupati per il ritomo al governo di Calderoli, in Italia va tutto bene. Digerita tra le ovazioni l’ascesa alla seconda carica dello Stato di Renato Schifani, reduce da un’allegra vacanza con Totò Cuffaro a Capri, ci si prepara serenamente alla lista dei ministri del Berlusconi III.
Per un pelo, non s’è fatto in tempo a nominare il prof. Marcelletti ministro della Salute: l’hanno arrestato prima. Era andata meglio al prof. Sirchia, prima ministro, poi condannato. La categoria indagati sarà comunque degnamente rappresentata. A parte il premier, imputato in 4 processi, ci sarà Raffaele Fitto: la Procura di Bari ha chiesto il suo rinvio a giudizio per corruzione, una stecca di 500 mila euro targata Angelucci. Dunque ieri, ricevendo una scolaresca e mettendola in guardia dai pericoli del comunismo, il Cainano ha comunicato ai pargoli che l’imputato Fitto sarà ministro degli Affari regionali: infatti i pm lo accusano proprio di affari regionali (quelli nelle cliniche convenzionate dalla Puglia). Un messaggio educativo.
Maroni, condannato per aver picchiato alcuni poliziotti, azzannando il polpaccio a uno di essi, sarà ministro dell’Interno. E Matteoli, rinviato a giudizio per favoreggiamento, avrà le Infrastrutture: infatti gl’indagati che avrebbe favoreggiato erano molto attivi negli abusi edilizi all’Elba. Per la stessa logica meritocratica, Stefania Craxi sarà sottosegretario agli Esteri al posto del fratello Bobo: entrambi esperti di esteri, Hammamet e dintorni. Resta vacante la Giustizia. Si era parlato di Pera, poi frettolosamente rimesso in naftalina; di Giulia Bongiorno, che ha preferito dedicarsi al delitto di Perugia, meno compromettente del governo Berlusconi; e di Claudio Scajola, avvantaggiato dall’aver trascorso, negli anni 80, ben tre mesi in galera (poi fu assolto). In fatto di edilizia carceraria avrebbe garantito una competenza superiore a quella del grossista di pesce nominato consulente da Castelli. Non se n’è fatto nulla.
Poteva andar bene Elio Vito, per via del cugino Alfredo, pregiudicato per corruzione. Niente, andrà ai Rapporti col Parlamento. Resta Angiolino Alfano, che ha il merito di arrivare dalla Sicilia. Sottosegretario alla Giustizia dovrebbe essere l’avv. Giuseppe Consolo, An, condannato in primo grado e poi assolto per aver copiato monografie altrui. A proposito di via Arenula, circola una leggenda: quella secondo cui i ministri della Giustizia sarebbero perseguitati dai giudici. Parola di Mastella, il quale, uscito dal Parlamento, dispensa pareri da vecchia gloria, come Bergomi e Altafini. «I miei guai – giura – sono iniziati dal giorno in cui ho giurato». In realtà, quel giorno, iniziarono i guai del governo Prodi e degl’italiani perbene.
Mastella lamenta che alcuni pm indagassero su di lui senza dirgli niente («può essere mai che un ministro non sappia nulla di quel che sta per capitare a lui e alla sua famiglia?»: ecco, dovevano avvertirlo in anticipo dei futuri arresti, magari per aiutare gl’indagati a inquinare le prove). A suo dire, «il ministero della Giustizia è una maledizione», come dimostrerebbero i guai capitati «ai miei predecessori, da Martelli a Castelli», perché «i magistrati hanno il desiderio di tenerti sotto controllo, insomma di condizionarti».
In realtà i guai di Martelli non dipesero dal fatto che fosse Guardasigilli, ma dal fatto che prendesse le tangenti dalla Ferruzzi (Enimont), da Gelli e da Calvi (Conto Protezione). I guai di Castelli, dalle consulenze regalate ai grossisti di pesce. I guai di Mastella, dai suoi rapporti con faccendieri alla Saladino e Bisignani e dai clientelismi in Ceppalonia. Nel frattempo furono ministri della Giustizia Flick, Fassino e Diliberto, senza alcun guaio: non violavano la legge. Ebbero guai, ma non con la giustizia, Conso, Biondi e Mancuso. Il primo perché firmò il decreto sulla depenalizzazione del finanziamento illecito dei partiti e Scalfaro lo boccò perché incostituzionale. Il secondo perché abolì le manette per i ladri di Stato e i suoi alleati Bossi e Fini lo scaricarono. Il terzo perché perseguitava il pool di Milano e la sua maggioranza (centrosinistra più Lega) lo cacciò.
Nella Prima Repubblica furono Guardasigilli personaggi come Vassalli e Martinazzoli: mai avuto guai. Forse perché non commettevano reati. Una razza fortunatamente estinta.
http://www.canisciolti.info/articoli_dettaglio.php?id=13836
By anna2930 on mag 9, 2008
splendido racconto, ha il respiro epico e beffardo del mio adorato cortazar.
lo scopetto nel cappuccino! vendetta ineffabile
grande diego
By roxana on mag 10, 2008
c’e’ un’antica fiaba africana sugli oggetti animati
notte kiss
By Riccardo Brero on mag 10, 2008
Ciao Diego
E’ inutile che anch’io ti dica che il racconto è molto bello.
A proposito di cose che non vanno e nessuno dice niente sapete qualcosa del progetto H.A.A.R.P,e delle scie chimiche(chemstrail)?
Non riesco a capire se può essere vero o è solo fantapolitica.
Comunque esistono società(vedi weather modification.inc.) che offrono i loro servizi anche in rete dove si parla di modificazione del clima di nubi di semina e di gestione delle acque.
qualcuno mi aiuti a capire(ho il sospetto che Rulando ne sappia qualcosa!)
Ciao Spero che si animi qualcosa che faccia togliere quel sorriso dalla faccia di Berlusconi è insopportabile!
Ciao Hermanos
By Rulando on mag 10, 2008
Riccardo sulle scie chimiche mi sono documentato e posso dirti che trattasi senza dubbio di balla colossale, come dimostrato nei link che riporto di seguito:
http://attivissimo.blogspot.com/2007/02/scie-chimiche.html
http://attivissimo.blogspot.com/2007/11/scie-chimiche-in-tv.html
http://giornidiordinariafollia.blogspot.com/2007/12/le-balle-d-o-comandante-la-definizione.html
P.S.
Il blog di Paolo Attivissimo (giornalista informatico e cacciatore di bufale) mi è stato utile più di una volta per sbugiardare chi ha messo in rete le più svariate e ridicole panzane…
Ciao!
By Rulando on mag 11, 2008
Ormai è chiaro. Non essendoci più Biagi, il nuovo obbiettivo da colpire è Marco Travaglio…
Ed il “bello” è che stavolta è stato attaccato da tutti con l’eccezione di Antonio Di Pietro che invece gli ha espresso solidarietà:
Oggi Marco Travaglio ha ricevuto delle durissime critiche, sia dalla maggioranza che da quella che dovrebbe essere l’opposizione, per aver citato dei fatti su Renato Schifani, presidente del Senato.
Esprimo solidarietà a Marco Travaglio perché ha fatto semplicemente il suo dovere raccontando quel che sono i fatti.
Episodi che non possono essere cambiati o taciuti solo perché, da un giorno all’altro, una persona diventa presidente del Senato oppure, e solo per questo, cancellare con un colpo di spugna la sua storia ed il suo passato.
Un giornalista che racconta, citando episodi specifici, non ha bisogno di alcun contraddittorio. Questo, semmai, deve essere fatto dai politici quando si confrontano tra di loro.
Il cronista racconta come sono andati i fatti e paradossalmente vorrebbe dire che ogni qualvolta egli scrive o riporta la cronaca di una rapina, si dovrebbe ascoltare anche la versione del rapinatore.
http://www.antoniodipietro.it/
P.S.
Fazio non l’ho mai potuto digerire, ma ieri ha veramente toccato il fondo…
By Rulando on mag 11, 2008
Grande replica di Travaglio a Ruffini !
“Ruffini si dissocia? La considero una medaglia”.
Risponde così ad Agr il giornalista Marco Travaglio, dopo le polemiche politiche sollevate dalla sua partecipazione ieri sera al programma di RaiTre “Che tempo che fa”. “Ho riportato – aggiunge – cose assolutamente documentate, scritte nel mio libro, in quelli di Peter Gomez e Lirio Abbate ma di cui non ha parlato nessun telegiornale. Infatti nessuno finora le ha smentite”. “Se alla mia denuncia si fosse associato un signore che è abituato a censurare la gente e chiudere programmi come Raiot mi sarei preoccupato” conclude Travaglio riferendosi al direttore di Raitre.
http://www.instablog.org/ultime/20486.html
Aggiungo anche un’altra voce fuori dal coro inquisitorio nei confronti di Marco…
Giulietti, Nessuna voce contro elogio Mangano o fucili padani
ROMA – Giuseppe Giulietti, parlamentare dell’Idv e portavoce dell’associazione Articolo21, interviene sulle polemiche seguite alle dichiarazioni del giornalista Marco Travaglio sul presidente del Senato Renato Schifani. “A me fa piacere che il neo capogruppo di Forza Italia Cicchitto invochi una clima di pace e serenità anche nel settore dell’informazione – ha detto Giulietti -. Non avevo colto questa sua vocazione perchè non avevo mai sentito la sua voce nè quella di alcuni dirigenti Rai (e non tutti di destra) all’epoca dell’editto bulgaro e neppure alcune settimane fa quando a reti semiunificate è stato consentito l’elogio di Mangano, senza contraddittorio alcuno o quando vi è stata un’esaltazione dei fucili padani, subito derubricata a goliardata da compiacenti reggimicrofono. In quel caso ci fu un signorile silenzio tombale”. (Agr)
http://www.instablog.org/ultime/20496.html
By Diego on mag 11, 2008
Sinceramente mi sfugge il nesso fra la Rivolta di una Tazzina da Caffé e la rivolta a Schifani di Travaglio, infatti non c’è; tuttavia la libertà (e questo blog è libero) non ha bisogno di nessi. L’argomento è assai delicato e dire che Fazio o chi per lui non lo si è mai digerito, è uno sfogo personale, e questo non lo condivido, perché non ha importanza. Fazio è un professionista e non credo che questa sera sia stato raggiante nel dover leggere il comunicato del suo “editore”, la Rai. Ma non poteva comportarsi altrimenti. I riferimenti al presidente del Senato erano obiettivamente offensivi (Se da De Gasperi siamo arrivati a Schifani “dopo chi verrà? Il lombrico? La muffa?” è quasi satira, ma in quel contesto giornalistico è sicuramente un’offesa). Il punto, però, è un altro. E’ giusto che i programmi si sostituiscano ai tribunali e i giornalisti ai PM? Perché anche “Striscia” anche “Le Iene” e tanti altri sembrano, a volte, tribunali, e senza avvocati difensori, per chi finisce sotto accusa. Ma lì si tratta spesso di poveracci, delinquentoni ordinari per cui nessuno muove un dito. Così come nessuno lo muove se a dire che “Mangano è un eroe” lo fa il vincente dei vincenti di quest’epoca e di questo Paese. (Ma se Fazio o, chessò, un’impazzita Bianca Berlinguer, dicessero che Provenzano è un eroe, agli stessi microfoni pubblici, che cosa gli farebbero?)
Le accuse al presidente del senato di aver avuto amicizie mafiose, in particolare l’accusa di aver avuto una società con alcuni personaggi poi rivelatisi collusi con la mafia (fatti risalenti a una trentina d’anni fa, se non erro) andrebbero rivolte, in una sede giornalistica forse più opportuna, e sotto forma di semplice domanda, a Schifani stesso. Questo avverrebbe in un paese sinceramente democratico. E Schifani, sono certo, chiarirebbe. Sono certo, perché non ho una vocazione giustizialista. Ma c’è un ma più lungo di Viale Mazzini. Se i giornalisti del servizio pubblico facessero ancora domande. Se la Rai e il potere politico che la controlla le permettessero. Se davvero il diritto ai cittadini di essere informati fosse tutelato. Con questa trave nell’occhio del potere, è chiaro che le scuse a Schifani, suonano corrette forse, ma assai untuose. Oltretutto il contraddittorio l’ha avuto subito, stasera il presidente del Senato ha praticamente aperto il TG1, si è detto più o meno disgustato, ma nella sostanza non è neppure entrato, siamo mica in America, oltretutto nessuno ha avuto il coraggio di chiedergli: ma lei questa società ce l’aveva o no? E se sì, lei ignorava che gli altri soci fossero mafiosi, giusto? Niente. Silenzio tombale. Il reato è solo quello di Travaglio e del suo “complice” Fazio che peraltro si era affrettato a prendere le distanze. Insomma, sbagli da tutte le parti, titoloni, terrore che “il clima costruttivo” fra governo e opposizione possa essere minato. Io dico solo che la verità non dovrebbe far paura mai a nessuno, tantomeno la menzogna, perché se un fatto non è vero, è sufficiente smentirlo, e passa la paura. Così rimane. Anzi, peggiora. In tutti i sensi.
By Albe on mag 12, 2008
Anche nella piccola Porto San Giorgio ,Diego , un elettrodomestico ha dimostrato di avere un’anima e ha reso al suo proprietario un gesto di umanità. Ha deciso di regalarmi uno schermo nero e tanto silenzio…ha deciso di essere pietosa e risparmiarmi Carfagne , Grandi Fratelli , minacce e proteste (faccio una vociona pomposa!)per “usi privatistici del servizio pubblico”, Sgarbate , Vespate e quella solita, giornaliera, disinformazione su fatti insignificanti delle Vallette che dichiarano questo,fanno quello , vedono gente bla bla bla… Che gesto di vitale umanità questa piccola televisione..far scendere il silenzio sulla normalità che ogni giorno ci tocca scontare.
Non pensavo fosse possibile ricevere tanto da un freddo e non animato oggetto.
By Rulando on mag 12, 2008
Lo ammetto Diego, i post sugli attacchi a Travaglio non c’entrano un fico secco col tuo racconto e chiedo venia per essere andato decisamente fuori tema, ma ho voluto comunque trattare l’argomento sul tuo blog per sapere cosa ne pensano i frequentatori abituali di questo spazio e per avere uno scambio di opinioni con loro (e con te, visto che mi hai risposto direttamente).
Secondo me Fazio non si è sforzato più di tanto; basta andarsi a rivedere la puntata di ieri (a quella mi riferivo quando dicevo che ha toccato il fondo) per rendersene conto.
Sempre secondo me Travaglio non si sostituisce affatto ai PM, ma informa semplicemente dei fatti (non sforna opinioni) come qualsiasi giornalista che voglia definirsi tale dovrebbe fare. Non capisco perchè non si possa parlare in qualunque sede ci si trovi di fatti realmente accaduti e ,sottolineo, ampiamente documentati, senza avere la pretesa che ci sia sempre e comunque il contradditorio. Sulla mancanza dello stesso nella trasmissione di Fazio, mi limito a citare, condividendolo in pieno, il pensiero di Antonio Di Pietro quando afferma: “Un giornalista che racconta, citando episodi specifici, non ha bisogno di alcun contraddittorio. Questo, semmai, deve essere fatto dai politici quando si confrontano tra di loro.”
E’ gravissimo che nessuno si sia scandalizzato sulle affermazioni riguardanti Mangano o su quelle sui “fucili padani” (derubricate a semplici “goliardate”), ma cosa c’è di grave nelle affermazioni di Travaglio? E’ una colpa informare i cittadini di fatti altrimenti taciuti dalla quasi totalità dell’informazione pubblica e dei restanti media italiani?
Proprio perchè i giornalisti che fanno domande sono una razza in via d’estinzione mi schiero apertamente dalla parte di Travaglio e di tutti quei giornalisti che ancora esercitano il loro mestiere rifiutando di farsi imbavagliare o manovrare dalla politica e dai poteri forti…
Ciao
By Riccardo Brero on mag 12, 2008
Ciao Diego
però lo potevano dare un ministero a Fabrizio Corona!Che ne so alla cultura e spettacolo…..o agli stupefacenti!
Riguardo alla polemica sui giornalisti io penso che se non si scrivono falsità fino a prova contraria non si devono attaccare.
Se quello che dice Travaglio è vero che cosa protestano?Se non è vero che lo denuncino!
La libertà di stampa c’è….. per ora.
Ciao hermanos vi saluto tutti vado in vacanza due settimane
a presto ….vi porterò con me
By roxana on mag 12, 2008
non posso che concordare con Diego, sul fatto che con la tazzina di caffe’ Travaglio non c’azzecca, per dirla alla guisa di De Pietro.
Encomiabile Marco con le sue inchieste, ma vorrei ricordare che non e’ reporter di guerra, ne’ freelance in regimi dittatoriali, anche se la lotta con la muffa cartacea dei tribunali e’ dura e procura allergia.
Pure se Internet aiuta a fare ricerca tra una birra una cicca e un tramezzino.
Non riesco e non posso vedere Marco come un eroe del giornalismo, in fondo e’ una presenza assidua delle cosiddette trasmissioni d’opinione, riceve un lauto compenso per questo, non lo assimilo ai lavoratori precari o a rischio mortale di incidente sul lavoro.
Cio’ che voglio dire e’ attenzione a non mitizzare, a non creare feticci, a non pensare che l’antagonismo siano le voci urlate gridate, quasi sguaiate e pacchiane.
C’e’ un sottosuolo di giornalisti e portatori sani di cronaca invisibili, che non raggiungono le audience dei grandi mass media, che operano a livello locale, con stipendi che non sono certo quelli della Rai.
E ci sono uomini, testimoni del tempo, che sia con governi di destra che di sinistra, di largo consenso o d’opposizione, lavorano poco o nulla, non perche’ non sanno lavorare o non sanno comunicare, ma perche’ non fanno comodo a nessuno, non servono a nessuno.
Ma servono alla gente comune, perche’ vivono e sentono come la gente comune, sono al servizio della gente comune.
Con lo stile unico e proprio dei signori.
Uno di questi e’ Claudio Fracassi, l’ex direttore di Paese Sera e di Avvenimenti, un altro e’ colui che vi sta ospitando nel suo blog, siatene fieri e degni, affezionati.
By Amelie on mag 12, 2008
Roxi ha ragione
abbiamo un posto libero
Diego lo ringrazierò per sempre,per tutti gli anni che mi ha riempito.Però credo che la critica debba essere costruttiva,e non distruttiva.Infondo almeno parlo per (me),e mi piacerebbe come io faccio spesso sentire un pò di sentimento,nelle cose che leggo,per i giornali ci sono i giornali,mi sembra che siamo in un momento,dove si debba,ogni tanto anche chi scrive ricordare Jack,se gli si è voluto bene,e quindi,ricalcare un pò il suo modo di essere libero,e non schierato ,e con questo non far passare dei guai a Diego.Mi sembra elementare.
poi io sono proprio
l’ultima della classe
da sempre.
dai ricominciamo-
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By rom on mag 13, 2008
mi viene in mente un’altra tazzina: una tazzina in cinemascope vista troppi anni fa in un Amato cinemaccio a Campo de’ fiori, il Farnese…e l’unico brandello di film (di Robert Altman mi pare, e forse il titolo era “2 o 3 cose che so di lei”) che mi ricordo è proprio la scena della tazzina (d’altra parte avevo solo 13 anni): la macchina da presa fa un primo, primissimo piano su una fumante tazzina di caffè mentre la “crema” di caffè ancora gira da sola e lo zucchero in quella danza a spirale finisce di sciogliersi.
lo spettatore si tuffa nel caffè….e proprio nelle e dalle spirali di quella “crema” in movimento si schiude un nuovo mondo, si apre il sipario da una nuova prospettiva, ma non ricordo più quel che apparve sullo schermo tra fumo e mormorii, mi resta la voglia nata quel pomeriggio d’inverno, quell’istante: che prendesse forma e vita il mondo che SOGNO.
ps
tu ti ricordi se il film è “2 o 3 cose che so di lei” e se è di Altman? hai pur sempre 9 anni più di me;o)
By sofya on mag 13, 2008
null’altro che vita.
By roxana on mag 13, 2008
ora vo io fuori tema, ovvero come si dice in gergo internettiano ot
ma lo sapete che il 24 maggio la Roma si gioca lo scudetto, e se non erro e’ il compleanno di Diego e pure quello della mia mamma dal cielo, mi spiace solo che non si potra’ tifare a Catania, ma so anche che il cuore dei romani e non solo e’ grande, e bastera’ a vincere ogni avversita’.
E daje regalace un sogno
- Il Piave mormorava calmo e placido al passaggio dei primi fanti il ventiquattro maggio -
By Rulando on mag 13, 2008
Roxana, Travaglio è solo un validissimo esempio di giornalista vero e come lui per fortuna ce ne sono molti altri (Abbate, Capacchione, Ranucci, Gabanelli, tanto per citarne qualcuno). Certo, come dici tu la maggior parte di loro rimane nell’ombra, lontano dai riflettori mediatici, proprio perchè non essendo inclini a compromessi non fanno comodo a nessuno…
In conclusione io direi che chiunque faccia questo mestiere con passione, per amore della verità e senza doppi fini andrebbe “mitizzato”, o meglio premiato, al posto di chi si svende al miglior offerente come avviene oggi.
By roxana on mag 14, 2008
caro rulando,
concordo sull’essere stimato ed apprezzato, ma mai sul ‘mitizzato’; mitizzare fa male a chi lo fa perche’ lo rende debole dipendente da un feticcio ma soprattutto fa male a chi diventa mito perche’ rischia un’overdose di onnipotenza, perdendo qualita’ umane e obiettive.
By Rulando on mag 15, 2008
In effetti Roxana, se rileggi il mio intervento c’è scritto: [...]“mitizzato”, o meglio premiato,[...]
Ciao