Tic, tic, tic
Ho visto Annozero. In studio Tremonti e Bersani. Fuori, centinaia di disoccupati manifestavano davanti al palazzo del governo. Tremonti ha ripetuto come un disco rotto che l’Italia se la sta cavando meglio di altri paesi. Bersani ha ripetuto come un disco rotto che i provvedimenti anticrisi di Tremonti gli sembrano i carri armati di Mussolini. Una donna con bambino a carico ha pianto perché senza stipendio non può pagare il mutuo. Un’altra ha dichiarato di considerarsi fortunata perché le erano rimasti 100 euro in banca, mentre la maggioranza dei colleghi erano già pieni di debiti.
In compenso fallivano le banche del Dubai. Magari esiste un Annozero arabo con uno sciopero degli sceicchi sullo sfondo. Ormai può accadere di tutto, senza bisogno di sorbettarsi “2012” al cine.
Ieri sera Tremonti e Bersani hanno scherzato un po’ e si sono azzuffati un altro po’. In gergo teatrale, hanno gigioneggiato. Più che dei personaggi, i politici d’oggi sono delle maschere. La politica è diventata una commedia, un’operetta. Berlinguer o Moro non ridevano mai. Erano sobri. Oggi la tragedia si è trasformata in farsa. Tranne per i disoccupati, sullo sfondo. Le loro lacrime cristallizzate nel tempo.
Anche il conduttore di Annozero, di tanto in tanto, rideva. Felice di uno spettacolo ben riuscito, e il pubblico applaudiva. Tremonti arrotava la “erre” piazzando una salace battuta. Poi, l’atteso colpo di scena, programmato. Travaglio elenca i corpi di reato. Ormai sembra un esecutore testamentario che snocciola l’inventario dei valori di un paese morto: una specie di lugubre asta dei crimini.
Dalla piazza il giornalista in collegamento gridava come un sindacalista. Sembrava che la manifestazione l’avesse indetta lui. Un filmato mostrava come una grande azienda può finire in un sottoscala di Londra, dove per poche sterline, un’impresa con migliaia di lavoratori si trasforma in una scatola vuota, senza più niente dentro. Come i nostri cervelli, dopo due ore fritte. Scatole vuote italiane, altro che cinesi. Di cinese è rimasta la tortura. Una lacrima, sempre quella, caduta dal soffitto, tutta la notte: tic, tic, tic.
Ma perché a parlare di chi non ha i soldi per arrivare alla fine del mese c’è chi ha i soldi per arrivare alla fine del secolo?
Tic, tic, tic…
6 Risposte to “Tic, tic, tic”
By Amelie on nov 27, 2009
Non voglio perdere neanche un secondo per commentare Santoro e company,che mi sembrano la setta delle beghine,compreso il Travaglio quotidiano,martellante,non poteva fare il magistrato?invece mi sembra sconcia la nuova proposta dei Ramarri verdi,ora ci vieteranno di fumare ,nella nostra macchina di proprietà,dentro ,la nostra macchina,ma siamo sicuri che non lo bevano il PO?
sai è tossico
e non solo sorge da un monte malato
ormai,pure da un paese ombra,
non capisco questo popolo si può dire no?
si bevono tutto,ma come si fa a dire che gli incidenti avvengono per i fumatori?
che si distraggono perche fumano,vabbè che la notizia era di canale 5
quindi mi astengo commenti
ma darci da bere ,tutto tutto,compreso il latte di gallina no dai..è troppo.
ma dite il:VERO….ogni tanto.
il tic tic è l’olorogio che si è fermato
o la penna che picchia sul tavolo?
io penso e spero che gli italiani si sveglino
dal letargo ,
sarà dura
infatti, sono soporiferi a vedersi
come mai la gente è sparita dai talk talk?
politici?la gente comune intendo.
FATECI PARLARE A NOI….
questo è un mistero
clik …clok clak
arf.. arf arf
scusate
stò scappando dall’Italia
in ciabatte..
By Alkmenes on nov 29, 2009
Solite scene; viste, riviste, imparate a memoria.
“Cambiano i calci, ma i culi so’ sempre quelli!”, diceva un mio prof. delle medie, noi ridevamo, ma ci stava insegnando a vivere, o a sopravvivere.
Tutto normale, quindi?
NO!
No… per nulla… ma noi non siamo e non saremo mai un popolo da rivoluzione, ci accontentiamo di poco, soprattutto se possiamo essere ragionevolmente sicuri che sia NOSTRO.
Divago un attimo, ma lo faccio per rendere piu’ chiaro il mio punto di vista.
Tra poco, con l’avvento del Natale, ci saranno tante buone azioni da compiere, con donazioni e collette varie.
Ci sentiremo piu’ “buoni” e forse ci laveremo la coscienza, con pochi spiccioli, ma poi? Torneremo a litigare per il classico tozzo di pane.
Coscienziosamente guidati da chi governa e da chi si oppone.
E’ proprio vero che ogni popolo ha il governo (e/o il parlamento) che si merita.
By numb on nov 29, 2009
Non ho potuto fare a meno di non notare una curiosa coincidenza. Negli ultimissimi giorni sono stati pubblicati i disperati sms spediti l’11 settembre 2001 dalle persone intrappolate nelle Twin Towers. La cosa curiosa è che questa cosa avviene proprio in coincidenza con il momento in cui il Premio Nobel per la Pace più scandaloso della storia si appresta a stanziare migliaia di altri soldati per la guerra ai talebani. E oltre a stanziarne lui chiede anche al nostro Nanetto del Consiglio di fare altrettanto. Sembra quasi che si sia voluto rinnovare la commozione e l’indignazione seguiti all’attacco alle torri per legittimare una scelta, quella di Obama, che va in direzione opposta alle promesse che avevano permesso l’elezione del primo presidente nero della storia. Non si trattasse di Obama, si potrebbe quasi dire che si è fatto del POPULISMO, del SENSAZIONALISMO.
Come quando i tg della nostra italietta si riempiono di notizie di stupri compiuti da immigrati proprio in concomitanza della presentazione del decreto sicurezza.
Si potrebbe quasi dire che tutto il mondo è paese.
Ma ovviamente sono io che sbaglio. In America sono seri, e Obama non si permetterebbe mai simili berlusconate
By Francesco on nov 30, 2009
Il tempo è poco.
Quello che resta.
Specie negli ultimi giorni, sempre più corti.
E nel poco tempo che resta, un poco ho visto ed un poco ho guardato.
E nel poco tempo che resta un poco ho sentito ed un poco ho ascoltato.
Ho visto, guardato, sentito ed ascoltato televisioni “diverse”, pubbliche e private.
“Diverse” per darci un servizio migliore, si dice.
”Diverse”, pubbliche e private, per farsi concorrenza, si dice.
Pubbliche e private, commerciali e non per informarci meglio, per divertirci, meglio, per intrattenerci meglio, si dice.
“Diverse” per lobotomizzarci meglio: uguali! Non si dice!
Infatti gli ospiti delle une erano i conduttori delle altre e i conduttori delle altre erano gli ospiti delle une.
E anche quelle che sembravano diverse davvero, quelle che senza commenti, quelle che ci pensi tu a pensare, quelle che mostrano i fatti e basta, magari mescolati, a pezzetti, in disordine, pescando un po’ qua ed un po’ là dagli archivi delle televisioni “diverse” mi sono parse uguali in questo poco tempo che mi resta e mi basta per darmi il piacere di leggerti, Diego.
Anno zero? Blob?
Ferocità!
By Umbro on dic 1, 2009
A me già pareva strano che al signor Obama avessero dato un Nobel per la Pace sulle intenzioni(che è come premiare il miglior vino a settembre, prima di raccogliere l’uva, solo perchè si ha il vigneto più bello da vedere), adesso lo capisco ancora meno.
E intanto Emergency costruisce ospedali e Gino Strada cura i feriti……..