Sbadigli e rabbia
L’informazione soporifera del Tg1 è ormai un esempio mondiale di giornalismo servile. Dispiace dirlo (nella redazione del telegiornale del servizio pubblico non mancano i professionisti di valore) ma gli storici del futuro, analizzando uno dei periodi più grevi, mediocri e letargici d’Italia, non potranno limitarsi ad attribuire colpe e responsabilità alla degenerazione della classe politica, ma dovranno equamente distribuirle anche fra chi, invece d’incalzarla nel nome dei cittadini e per la ricerca rigorosa della verità, si era, al contrario, genuflesso al potere politico, rendendosi complice di un duplice e grave danno: permettere alle frange più oscure, infette, corrotte e marce delle istituzioni di spadroneggiare indisturbate; mantenere l’opinione pubblica più indifesa, quella che s’informa esclusivamente attraverso il principale telegiornale pagato da quegli stessi cittadini, in una sorta di coma vegetale, di letargia, di apatia informativa e d’ignoranza grassa, sempre più simile a quella dei bollettini dei regimi, dal cubano al cinese.
Il più strategico telegiornale del servizio pubblico italiano, per acquiescenza dei giornalisti e soprattutto dei loro direttori, vicedirettori, caporedattori e caposervizio, è un esempio di vizio nazionale eletto a sistema: il “Partito della Bistecca” e quello del “Non disturbate il Manovratore”, hanno conquistato, nel TG 1, le menti migliori della mia generazione.
Dalla grammatica verbale del Tg 1 è, per esempio, clamorosamente sparito il punto di domanda. L’interrogativo si è estinto. Il principe della punteggiatura giornalistica, il nobile e ardito “?”, è desaparecido dai servizi politici del Tg 1. Come tragico compenso, l’enfatico esclamativo è in grande spolvero per quanto riguarda la cronaca nera, i reati attribuiti ai clandestini, i disastri ambientali e le grandi cazzate del nostro tempo. Ieri sera, lo stentoreo Attilio Romita, insaccato in una di quelle giacche blu che piacciono a Berlusconi perché sembrano scolpite nel marmo, ha alzato di tre decibel il suo mormorio sommesso, per annunciare: «E ora scopriamo chi è la modella più pagata al mondo!» con la bocca ad “O” da carpa stupefatta e una mezza dozzina di “!!!” e “!!!” equamente distribuiti fra le due pupille. L’edizione delle 20, che si era aperta con i ventimila sventurati operai della Fiat di Pomigliano si chiudeva con il culo miliardario di una velina da circo bagonghi. Ciascuno ne tragga l’insegnamento che ritiene. Personalmente trovo questo giornalismo stomachevole, e che “la gente lo chiede” è una scusa che gronda sangue. In ciascuno di noi c’è sia il mostro che la vittima. Se il Tg 1 ci mostrasse uno stupro in diretta, una parte di noi chiuderebbe gli occhi, l’altra -si presume più piccola- sgranerebbe il nostro fetente occhio mostruoso per guardare la scena. Quest’è l’uomo, e lo si sa. Il delitto di certo giornalismo come di certi reality è fingere di ignorarlo, titillando il peggio di noi stessi, la brutalità di cui siamo capaci, speculandoci sopra. Non è democrazia ma cinismo. Da una parte si suona il requiem alle domande politiche, dall’altra la grancassa alla brutalità, alla violenza, alla volgarità. Il Tg 1 finisce così per fare politica con la cronaca. Perché una violenza narrata con enfasi parla alla pancia del Paese e induce inconsciamente noi tutti a pretendere interventi autoritari, a sognare l’Uomo Forte, le ronde civiche, la mano militare.
Nessuno pretende dal TG 1 un giornalismo alla Marco Travaglio. Ma è mai possibile che i cronisti politici non abbiano memoria storica? Che non chiedano conto ai nostri governanti di certe dichiarazioni smentite un’ora dopo? Che si limitino a porgere un microfono come una valletta di Mike Bongiorno? Possibile che non abbiano un moto d’orgoglio, che non rischino una lavata di capo, che non ribattano mai alle sciocchezze e alle omissioni di un politico, che si limitino a fare i passacarte? Ma non tornano a casa dai figli? Non si rendono conto dell’esempio letale che stanno offrendo alle nuove generazioni?
Tengono famiglia. Cantano “Che colpa abbiamo noi?” Insomma, si sono “sistemati”.
Marco Frittella è docente di giornalismo politico all’Università di Roma. Ogni sera, cantilenando come un anglosassone in gita costretto a parlare in italiano, ci indottrina, con annoiata supponenza, su quanto è accaduto nei palazzi romani. Dicono sia un prodiano, o lo sia stato, mentre Attilio Romita l’imbustato, il salamino di marmo, dicono sia berlusconiano, come il Mimun che ce lo lanciò come un gatto morto sul palcoscenico di casa nostra, al TG 2, tanti anni fa. Questi due trasversali colleghi, contro i quali non nutro alcuna antipatia personale, non mi sembrano giornalisti. Per dirla tutta, se uno scandalo come il “Watergate” (che come ricorderete fu il fiore all’occhiello di due giornalisti della Washington Post, Carl Bernstein e Bob Woodward, e costò la Casa Bianca al presidente Nixon) dicevo, se il “Watergate” fosse accaduto oggi, in Italia, e proprio sotto gli occhi di Frittella e Romita, il Tg 1 ce l’avrebbe raccontato?
Temo di no. L’avrebbe forse fatto, con terrorizzata cautela, soltanto nel caso in cui la stampa nazionale, la magistratura, e la maggioranza del Parlamento, non l’avessero già conclamato. Se quel che credo è vero, Frittella e Romita, mi perdonino, non sono giornalisti, ma politici, o meglio, fiancheggiatori dei politici. In una parola, essi si rivolgono a loro, non a noi. Parlano con e per loro, non in nome dell’opinione pubblica. Questo è mortificante per il nostro Paese. E prima o poi qualcuno, quanto meno la Storia, dovrà chiedere conto al giornalismo televisivo pubblico di quest’immenso peccato d’omissione. Si tratta di tradimento giornalistico, un mestiere che è una missione pubblica.
Quand’ero un ragazzo, sulla fine degli Anni Sessanta inizio Settanta (lo scandalo Watergate è del 1972-1974) troppo piccolo per fare o criticare il Sessantotto, ma sufficientemente grande per leggere e imparare dai giornali quel che stava accadendo ai giovani del mio tempo (in particolare dagli articoli corsari di Pier Paolo Pasolini sul Corriere della Sera) il TG 1, ricordo, già mi dava l’orticaria. In preda ad “astratti furori” seguivo ogni sera l’uomo col papillon. Si chiamava Vittorio Orefice, era il Frittella di allora, e il termine “Velina” lo dobbiamo a lui. Passeggiando nel Traslatlantico amava ripetere che era “un pezzo di questo Palazzo”, dichiarando implicitamente la parentela stretta fra giornalismo parlamentare e potere politico. Era l’inizio di un lungo cancro italiano le cui metastasi, trent’anni dopo, hanno portato il giornalismo politico televisivo a questa fase terminale. Un sedici, diciassettenne come me, non poteva che detestare Mister Papillon. Vi riscontrava quell’untuosità, quell’inchino, quella catechistica riverenza al potere democristiano, che ai giovani di allora provocarono un marasma di rabbia. Tale era l’immobilismo di quei tempi che la reazione che ne conseguì fu sin troppo esasperata e produsse alcuni rivoli di violente sciocchezze.
Ebbene, ieri sera, al cospetto del TG 1, ho avuto nostalgia di Vittorio Orefice, un uomo che sulle montagne di Norcia aveva combattuto contro i nazisti, ma che non essendo comunista, aveva sempre dichiarato, come propria stella polare, il verbo dei partiti di Governo, e ne aveva sciorinato, con intelligenza e qualche arguzia, mai servile però, le loro “veline”. Continuo a pensarla come quand’ero ragazzo, intendiamoci, l’antica orticaria non mi è mai passata, ci si nasce. Ma trent’anni dopo ho finito per rimpiangere quegli adolescenziali pruriti contestatari. L’informazione paludata del Tg 1 dei primi anni Settanta era meno tossica di questa. Ci lasciava almeno un margine alla speranza, una voglia di cambiare il mondo, un anelito a un’informazione un poco più combattiva e trasparente. La faccia di Attilio Romita, non me ne voglia, assomiglia sempre di più a una gomma, ne ha la stessa rigida pastosità, e la finalità assorbente e cancellante. E il cantilenare sussiegoso di Frittella, non ha più nulla del giornalismo politico, neanche di quello moderato del Signor Farfalla, non scalfisce, non morde, non fa assolutamente nulla. Assolve alla mera funzione delle didascalie negli intervalli della Rai di una volta, fra un programma e l’altro. Si vedevano delle pecore su un altipiano e la didascalia spiegava: “Altipiani di Arcinazzo: pecore al pascolo.”
Il centrosinistra non ha fatto nulla per liberalizzare il Tg1. Lo squallore trasversale della classe politica italiana si evidenzia anche da questo mero e mesto esercizio del potere. Si pensa esclusivamente a cambiare la casacchina di questo o quel direttore, con atti nepotistici di mediocre cabottaggio, si nominano i famigli quando non gli sgherri, si gestisce l’oggi mai il futuro, la parola “nomine” li esalta come giuggioloni al poker alla vista di una coppia vestita, mentre si dovrebbe ripensare l’intera cultura dell’informazione. La politica deve smarcarsi dal giornalismo così come i giornalisti devono smarcarsi dal potere. Non credo, comunque, che si potrà cadere più in basso di così.
Noi abbiamo il dovere della speranza, e dobbiamo batterci per un’informazione autentica e un giornalismo del servizio pubblico equilibrato ma audace. Mezzibusti e politici devono accorgersi che si stanno parlando addosso e ormai solo fra di loro. Quel linguaggio pavido e untuoso non fa più parte del mondo. L’informazione è un’altra cosa, e fra la Rete e il TG 1 corre già la differenza che c’è fra un’astronave e un tram a cavalli. Sta a noi anticipare questo cambiamento della comunicazione e liberarci dalla dipendenza di chi ha tutto l’interesse a non informarci e a indurci in uno stato di letargo tossico.
24 Risposte to “Sbadigli e rabbia”
By roxana on feb 28, 2009
dichiarato ufficialmente chiuso lo stato d’agitazione autistico, che poi sul vedersi ok ma sul toccarsi parliamone, mentre mi arrabatto tra il blog e FB litigando coi suoi bodyguard virtuali e saltando a mo’ di ranocchia tra un link e un altro, veniamo al letargo tossico.
Ritengo che finche’ non si cambia il sistema Italia sia impensabile immaginare un’informazione libera, a servizio del cittadino e non dei potenti di turno, vedi la lottizzazione dei partiti sulla Rai.
Nell’immediato che fare, o si boicotta il canone, o si spegne la TV, o ci si affida ad Internette, o si va in osteria.
La questione di fondo non siamo noi, gia’ consapevoli, ma i milioni d’italiani che si bevono le notizie come oro colato, e che poi cosi’ manipolati votano alle urne.
D’altronde non esiste piu’ spirito critico, ne’ tantomeno si insegna nelle scuole, e nessuno mette in discussione il Sacro Graal del sistema mediatico.
La mia mente – ormai fantapolitica – si domanda se una notizia sia vera o inventata, creata ad hoc per orientare l’opinione pubblica e poi formulare leggi ad personam col consenso maggioritario.
Comunque attenzione, perche’ pure in Rete non e’ tutto oro quel che luccica, abbondano le bufale telematiche e non sono mai certe le fonti di una notizia, paradossalmente pure in rete potrebbe essere manipolata – in buonafede o malafede – l’opinione pubblica, la differenza sta nel fatto che c’e’ interattivita’ e di conseguenza maggior controllo sociale, che e’ cio’ che manca invece alla televisione pubblica.
By Perladivongola on feb 28, 2009
Perchè programmi come quello di Iacona, come Report, li seguono tantissime persone?
E non son mica due ore semplici da seguire, con l’abbiocco a portata di mano. Eppure ci si mette in prima fila per soddisfare la gran sete di capire, di vedere il merdaio (qualunque sia il motivo per cui vuoi vederlo). Questo tipo di giornalismo ci rappresenta molto di più delle discussioni politiche ci fanno sentire in imbarazzo perfino con noi stessi, e ci danno l’idea di tossico in presenza di piccoli.
Perché non può essere questa la gente che tiene le redini del paese, dio, non possono essere questi altri che dovrebbero usare la redine di appoggio, stringere le gambe sul costato del cavallo, mettere il culo spalmato sulla sella (No in poltrona!)e ingegnarsi con quelle mani sulle redini per distaccare il cavallo dall’imboccatura e farlo rallentare, girare in tondo se serve, riprenderlo.
No, sopra a Italiana, cavalla sconvolta, ci sta un cavaliere cazzone che la reputa sua, incurante di tutto, lui ha i soldi e la può comprare. Non la sa cavalcare, ma è sua Italiana, non importa se le fa male alle reni, se le rovina i tendini o le fa sanguinare la bocca, Italiana gli serve. Lui ha il potere dei suoi soldini. Italiana scalmanata e sola, che non capisci perché ti tocca essere maltrattata così dal lugubre omignolo che ti ballonzola sulla schiena pensando di essere un irresistibile condottiero. Non c’è trippa per gatti, ciccio! A te e a tutti i tuoi effetti collaterali, molta gente resiste da un pezzo. E non immagini che potere di luce cova in certe persone.
Il nostro paesaggio è costellato di luci e luci e sempre più luci, perché bisogna illuminare per la sicurezza il più possibile. Non scordiamoci di illuminarci dentro, teniamoci stretti e facciamo la resistenza culturale che sentiamo di dover fare, perché è solo così che sappiamo vivere, la nostra forza di mettere il naso fuori di casa. Ognuno è il movimento di Resistenza culturale.
By conte86 on feb 28, 2009
Purtroppo, di questi tempi, pure a scuola anche gli insegnanti hanno perso la voglia(o non ne hanno le capacità) di spiegare ai propri studenti come analizzare una notizia che si riceve. Per fortuna mia, al tempi delle medie, la prof. insisteva sempre sul fatto di sentire sempre le due versioni di un fatto qualsiasi raccontato nei TG o in TV. Ma se in TV non si trova più il contraddittorio(se non in qualche show notturno), non si può sperare che il nostro Paese si evolga. La sola speranza, come tu mi insegni, è internet, ma la maggiorparte dei miei coetanei o di quelli che conosco lo sfurra per scaricare films irreali e superpubblicizzati, filmati amatoriali e musica. Mi sento un invisibile, nelle discussioni con i miei amici vengono sempre trattati argomenti ‘estrapolati’ da questa TV spazzatura e mai da libri , se non quelli di Moccia o dei comoci di Zelig(questa è la nuova letteratura italiana). L’unica consolazione sono i libri che trattano temi di attualità oscurati dai media, i grandi classici che sto imparando a conoscere ed i tuoi. Grazie, continua così, e speriamo di uscire da questo regime culturale e dal buio che ha generato in questo Paese. ciao
By roxana on feb 28, 2009
ecco la vera luce, i giovani, noi al max un lumino.
E complimenti a Perladivongola per il post selvaggio
By alma on mar 1, 2009
In casa nostra è anni che il TG1 è stato virtualmente oscurato, come se non esistesse.
Scelta sul Tg3, sul quel che resta del Tg3.
Si aspetta con trepidazione il TG3 Regionale Lombardia. Ci lanciamo in scommesse sfrenate sulla presenza o meno, della quasi quotidiana intervista, al Presidente della Regione Formig-oni, finto casto e gongolante,(mentro lo guardo, non lo ascolto e penso a quali siano le sue fantasie erotiche).
La domenica fortunatamente si fa un pò di filosofia con la rubrica sportiva “Taca la bala, Taca il balun”, l’unico momento serio.
Finito Blob, al consueto attacco della Soap di Minoli, che intoniamo tutti insieme come un mantra, … “Agro dolce amore che …..” si spegne la Tv.
Quale giornalismo …
Resistiamo… e sosteniamo la Gabanelli.
By alma on mar 1, 2009
P.S.
Quando guardo Fazio a Che tempo che fa, mio marito mi assilla dicendomi che è il Bruno Vespa della sinistra.
Diego, Fazio ti ha mai invitato alla sua trasmissione?
By antonio acri on mar 1, 2009
In Italia non ci sono più giornalisti, a parte qualche esempio eccellente come Marco Travaglio e pochi altri.Il resto, come dice Diego, sono tutti genuflessi al potere politico e questo è veramente triste perchè significa la morte della democrazia nel nostro paese.In effetti in questo povero paese sta morendo tutto a cominciare dalla scuola per finire alla giustizia al lavoro ai diritti dei lavoratori e dei pensionati e di tutti i cittadini.Va avanti chi è più furbo, chi evade le tasse perchè preferisce farle pagare agli altri al posto suo, chi ha il santo in paradiso e chi si compra la laurea invece di guadagnarsela col sudore e il sacrificio.Vanno avanti i corrotti e i corruttori , i politici che prendono stipendi da favola e tangenti ancora più scandalose di quelle che prendevano i loro colleghi nella prima repubblica.Vanno avanti gli ignoranti che istigano odio razziale e paura degli stranieri senza rendersi conto del danno che certe cose hanno procurato in passato e che possono ancora provocare.Vanno avanti gli xenofobi che hanno perso il senso dell’umanità e della solidarietà umana e che magari sono anche contenti quando ragazzini viziati e coccolati da genitori incoscienti danno fuoco ad un poveraccio che dormiva per i fatti suoi su una panchina senza far male a nessuno.Diego per favore, facciamo presto a creare questo movimento o partito perchè è ora di cominciare a fare sul serio altrimenti anche noi saremo complici di quello che sta accadendo e che accadrà in fututo.Ciao a tutti.
By una on mar 2, 2009
E’ clamoroso, il giornalista, che dovrebbe sorvegliare la democrazia, essere libero da condizionamenti, avere coscienza etica ed essere al servizio degli utenti è il lacchè del Potere.
Invece di prendere sul serio il suo mestiere e sè stesso, descrivendo e spiegando la realtà nella maniera più obiettiva possibile o cercando di far capire se dietro una notizia ci sono eventi che la spiegano e meritano un approfondimento, racconta i fatti sotto la luce del dibattito politico nazionale deformando la realtà mescolando verità e falsità, propaganda e informazione.
Mi chiedo sempre, perchè tutti i TG sono uguali, più o meno tutti gli stessi titoli, poi notizie a cascata, vaghe e generiche le scomode, o amplificate se la convenienza politica lo richiede, corredate da interviste o testimonianze parziali, scelte per interesse, non sempre corrette e verificabili, articolate da immagini che fanno presa sull’emozione e montate ad arte, con gran finale il gossip o l’intervista a questo o quel vip.
Un’informazione così di ceto non informa, fuorvia, affievolisce lo spirito critico, annulla la riflessione e trasforma sempre più l’opinione pubblica in opinione di massa.
Certo, nessuno chiede a un giornalista il martirio, essere prudenti è giusto, ma servi no.
L’informazione deve avere un peso, non si può trattare il pubblico come un deficiente, è offensivo. Provo una commozione immensa, sopratutto pensando a quelle persone oneste che in buonafede si fidano come mia zia che sicura e ingenua mi dice:”ma l’ha detto il telegiornale…”
Sì, lo scoramento è forte
By anto on mar 2, 2009
Ecco un’ottima idea: Diego Cugia a Che tempo che fa! Conviciamo Fabio Fazio ad invitarlo, sommergiamolo di mail!
By domenico on mar 2, 2009
diego, dici che non si potrà cadere più in basso di così?
io credo che il barile abbiamo da raschiarlo ancora
non so se hai conoscenza della situazione in lombardia
ieri ho letto su repubblica
PETIZIONE
SUL POTERE MONOPOLISTICO
DI COMUNIONE E LIBERAZIONE NELLA REGIONE LOMBARDIA
http://www.teopol.it/petizione/
è terribile quanto sta accadendo in italia
By una on mar 2, 2009
P.S.: e se loro canticchiano Ma che colpa abbiamo noi, rispondiamo cantando a squarciagola E’ la pioggia che va
Sotto una montagna di paure e di ambizioni
c’è nascosto qualche cosa che non muore
Se cercate in ogni sguardo, dietro un muro di cartone
troverete tanta luce e tanto amore
il mondo ormai sta cambiando
e cambierà di più
Ma non vedete nel cielo, quelle macchie di azzurro e di blu
E’ la pioggia che va, e ritorna il sereno
Quante volte ci hanno detto, sorridendo tristemente
le speranze dei ragazzi sono fumo
Sono stanchi di lottare e non credono più a niente
proprio adesso che la meta è più vicino
Ma non vedete che il cielo
ogni giorno diventa più blu
E’ la pioggia che va e ritorna il sereno
Non importa se qualcuno sul cammino della vita
sarà preda dei fantasmi del passato
il denaro ed il potere sono trappole mortali
che per tanto e tanto tempo han funzionato
Noi non vogliamo cadere
non possiamo cadere più giù
Ma non vedete nel cielo
quelle macchie di azzurro e di blu
E’ la pioggia che va e ritorna il sereno
Lind-Mogol
By lucalain on mar 2, 2009
Buongiorno a tutti.
Credo che il tipo di giornalismo che Diego giustamente osteggia, faccia parte purtroppo di un cancro che prende ogni classe e ogni posizione.Per dirla breve, in Italia una minoranza di persone guardando un tg1 sbuffa, si incazza e esclama un sono ro vaffanculo verso tale scempio.Ma ha le mani legate, perchè è in minoranza.La maggioranza son o quelli che applaudono quel pagliaccio di arcore, e quei maggiordomi.Riotta parla di libri e se ne fotte di come cola a picco questo paese nell’informazione.Ci informa che l’eleganza del riccio nasconde una bella supposta per noi.Mimun è come Bondi, se non peggio.In comune hanno una sola cosa, che scrivono, ed entrambi scrivono poesie degne del circo di fregene (con tutto rispetto per fregene).Siamo noi mie cari, noi che ci incazziamo ma che non possiamo nulla, noi che litighiamo tutti i giorni (vengo da una discussione a pranzo con un collega berlusconiano) noi che siamo quelli sviati, che non chiudiamo un occhio e l’altro pure, noi che siamo dei ”comunisti di merda” perchè ci lamentiamo sempre, noi…quello che noi vediamo è per il lato forte, che vuole tette e culi al tg1..solo questo.Diego, i giornalisti con le palle li mandano a fare gli annunci mortuari, e lo sai anche tu.Un abbraccio a tutti da un disilluso ma non pessimista Luca, perchè io rimango qui, e son sempre incazzato.
By Riccardo Brero on mar 2, 2009
Ciao Diego e ciao a tutti
Non so Anto se sia giusto inondare di e-mail il programma di Fazio per fare invitare Diego.
Un po’ credo per l’orgoglio personale del sig.Diego Cugia,che secondo me non vorrebbe che lo invitassero solo perchè un tot di persone lo rihiedono in trasmissione,un pò perchè spero che la redazione di “che tempo che fa”sia abbastanza libera e informata da poter invitare Diego senza input esterni.
Diego Cugia non è uno sconosciuto è “solo”…..INVISIBILE!
Diego quando sarà pronto il sito degli invisibili?
Fai presto,qui sul tuo blog c’è disaffezione,mi sembra che siate tutti su facebook.State attenti state perdendo la bussola,l’ago indica sempre da questa parte,non dimenticatelo,….tutti.
Bisogna serrare le fila….
Sarò noioso,ma sotto la spinta di Mariella io rimetto la mia e-mail:
riccardo.brero@alice. it….Scrivetemi
Può servire,per parlarsi,per organzzarsi e per incontrarci…..dal virtuale al REALE,ma che reale sia,bisogna partecipare; non solo dirlo a parole e poi fottersene!
Hermanos dobbiamo superare internet,non che non sia importante,è necessario…ma dobbiamo cominciare ad avere un contatto reale,vitale e fisico.
E’ importante,altrimenti alle prime difficoltà siamo fuori,e lo sapete tutti quale è la forza del controllo delle informazioni!
Ribadisco la mia idea…mi sembra he facebook stia togliendo energie al blog e mi sembra soprattutto che non ne apporti.
Smentitemi al più presto.
Fammi fare qualche cosa che serva!
http://www.youtube.com/watch?v=D-p7JweiQC0
Ciao
By silvietta on mar 2, 2009
Ti rendi conto cosa rischiamo se passa la legge bavaglio di D’Alia e se trovano il modo di censurare la rete? allora sarebbe davvero la morte delle nostre speranze, già illusorie…dobbiamo agire, formare villaggi ecosostenibili, creare comunità virtuose fatte di questa gente in gamba e lucida rimasta, non siamo proprio pochi per fortuna, e sono convinta che se ci unissimo formando comuni e comunità a 5 stelle, in grado di autosostenersi, potremmo diventare più forti e spargere più semi buoni. grazie. forza mdi.
By lucalain on mar 2, 2009
Io aderisco al motto di Riccardo, e mi metto
in fila; la mia mail è
luchino2000@libero.it
Un abbraccio ragazzi
By roxana on mar 2, 2009
riccardo,
c’avevo gia’ pensato, provato facebook e non fa per me.
Preferisco 4 gatti per strada, per cui cancellata ogni rotta.
By roxana on mar 2, 2009
quando ero una giovane sposa, incinta di cinque mesi, i miei suoceri hanno rinunciato al matrimonio dell’unico figlio, pur essendo compagni, solo perche’ non era ‘conveniente’ invitare parenti e datori di lavoro a festeggiare pranzando al Festival dell’Unita’.
Ci siamo sposati comunque, anche senza genitori.
E se il mio consorte avesse rifiutato che la mia mamma biologica o politica tenesse a battesimo il pupo, avrei divorziato.
Si puo’ essere madri anche senza un padre.
By ridolfo on mar 2, 2009
ciao a tutti,
mi sono iscritto a Fb, guardo quotidianamente quello che li viene scritto e torno (o parto) comunque da qui.
non credo che si rischi una disaffezione da questo luogo di parola, anche se Fb ha una velocità cubica rispetto a qui, riconosco che quanto detto da diego è vero: i contenuti fanno la differenza, questo luogo può trarre benefici da FB e se vogliamo veramente creare qualcosa, questo spazio, seppur a noi caro, può essere un limite.
per natura credo che il fare le cose in fretta non sia utilie, i tanti contatti ed adesioni al gruppo “gli invisibili” sono destinati inevitabilmente ad una selezione naturale tra chi ci è arrivato un po’ per caso e tra chi questa idea la vuole sviluppare.
un passo alla volta, mettendoci la faccia, il nome, le idee, e certo un incontro tra chi crede in questa opportunità di rendere visibili le idee.
daniele
By roxana on mar 2, 2009
mettendoci la coerenza
e senza mai dimenticare chi c’era, quando si era tutti invisibili.
By alma on mar 2, 2009
Per gli amici del blog che non sono in Fb .
PROPOSTA DI INCONTRO IN SARDEGNA 30 E 31 MAGGIO PER GLI ADERENTI AL MOVIMENTO DEGLI INVISIBILI.
Ritrovarsi in Sardegna a condividere la tavola in una serata quasi estiva.
Mi passa nella testa la canzone Amico fragile di De Andre’.
Questo incontro è la possibilità di poter respirare il senso di appartenenza o la misura della distanza, il salutarci con un arrivederci o con un addio.
Venire in Sardegna sarà importante .
(… nell’ora in cui un mio sogno
ballerina di seconda fila, agitava per chissà quale avvenire il suo presente di seni enormi e il suo cesareo fresco ..De Andrè)”
p.s. amici del blog, ci sarete?
By rom on mar 3, 2009
Diego Cugia (su Facebook)
“Attenzione! Sabato 30 e Domenica 31 Maggio 2009 nelle vicinanze del Porto di Golfo Aranci in Sardegna vedrà la luce -e il mare- il Movimento degli Invisibili!
(Nei prossimi giorni, all’interno di queste pagine, troverete tutte le indicazioni per partecipare all’evento)
d.c. (Roma, lunedì 2 marzo 2009)”
Link del Gruppo di MENTE (Diego)
” Gli Invisibili – Movimento di Resistenza Culturale- ”
http://www.new.facebook.com/tos.php?api_key=5e0081b60f8df6cc095edac70f9da062&next=http%3A%2F%2F67.207.139.96%2Fphotosilike%2Ffacebook%2Fmine.php%3Finvite_hash%3D%26invite_action%3Daccept%26r%3D1%26_fb_fromhash%3D569078f8e8a406c00336f186e0934b5a&v=1.0&canvas#/group.php?gid=65293388616
By rom on mar 3, 2009
MENTE (su Facebook)
“Italiani clandestini”
Dom 5.09
“Hanno aizzato gli istinti peggiori della gente cosiddetta perbene. Li hanno scagliati contro gruppi isolati, etnie, diversi. Si stanno sostituendo alle forze dell’ordine. Vogliono la pena di morte, la castrazione chimica, il linciaggio. Bruciamo le tende, bruciamo le roulotte, bruciamo i miserabili! Ma se si facesse uno “screening” di queste ronde di benpensanti, se si scavasse nello squallore delle loro vite, vi troveresti perversi, evasori delle tasse, stupratori, pedofili, la feccia umana. Gente che non sa perdonarsi e perdonare. Impuniti che hanno un disperato bisogno di un ceffone. Per questo vanno in giro con le fiaccole e i manganelli. Odiano perché si odiano. Uccidono perché si vorrebbero uccidere. Sanno quanto possono essere pericolosi per la società, ma proiettano le loro ombre nei rumeni, nei barboni, negli indifesi. E si bruciano, si castrano, si puniscono in loro. Questa gente, invece di aizzarla, andrebbe educata in un centro di accoglienza. Sono gli italiani clandestini a se stessi. Gli emigranti dalla propria coscienza. I veri vinti.”
Diego Cugia
By Riccardo Brero on mar 3, 2009
Cazzola in Sardegna!
Ci saranno un pò di problemi logistici per i più…….credo che dovremo per primo cercare di aiutare chi vuol venire e non ha i mezzi economici.Autotassazione?
Questo penso anche per l’organizzazione dell’evento e degli eventi.
Ciao a presto
By alma on mar 3, 2009
Italiani Clandestini
Risposta di Alma (giuliana) su FB.
01 marzo 7.55
no, ha ragione Diego.
Le ronde come espiazione della colpa. Per mettere a tacere una voce interna che morde la coscienza. Tanto più morde, tanto più aggrediscono, si accaniscono.
C’è sempre un nemico, un ombra, dietro la loro poltrona e si agitano per far tacere il silenzio che parlerebbe alle loro coscienze.
L’esperienza mi ha insegnato a diffidare dei più bacchettoni, dei più integralisti, di quelli che si mettono in prima fila alla Processione del paese nel giorno del Santo patrono, di quelli che stanno sempre in mostra pubblicamente, di quelli che non sbagliano mai, di quelli che dicono “basta una stretta di mano, sono un uomo di parola, mantengo sempre le promesse.”
Nella maggioranza dei casi sono ladri, laidi, intolleranti senza scrupoli, insomma, fino a ieri , banditi senza pistole.
Le ronde armano la mano del bandito mascherato da colomba, di una pistola o di un manganello.
Giuliana Alma alle 8.58 del 01 marzo
Mentre scrivevo mi è caduto l’occhio sulla colonna di destra in alto …di questa pagina di FB. riporto integralmente…
“Pubblicità:
Adesso BastaUniamoci a GRIDARE contro i Giudici che mettono in libertà i Criminali e Stupratori. Adesso Basta! Adesso Basta! Adesso Basta”
si deve scegliere il pollice su o giù, se seleziono giù, sarò registrata in qualche lista nera, grigia, o fumè?
anche questo è FB.
Giuliana Alma alle 9.02 del 01 marzo
e chi paga per questa Pubblicità?