Ripartire da zero


La caduta di Soru, e la ben più grave disfatta del centrosinistra anche in Sardegna, dispiacciono ma non sorprendono. Non mi sorprende più che i miei connazionali votino l’omino ricco, alleato con chi svanvera di castrazioni chimiche, cattiveria con i clandestini, moschee da bruciare. Il lodo Alfano, il decreto sulle intercettazioni, il conflitto d’interessi, i mafiosi in Parlamento, sono argomenti ai quali la maggioranza degli italiani è insensibile, semplicemente perché si annoia. Siamo come bambini in classe che non vedono l’ora della ricreazione. Veniamo da antichi slogan come “Franza o Spagna purché se magna!” La conoscenza, la schiena dritta, il pagar prezzi per la libertà, il senso dello Stato, del dovere e del bene comune, la solidarietà attiva con i deboli e gli oppressi, hanno partorito leoni isolati e di tutte le fedi, da Gramsci al giudice Falcone, mai però un popolo democraticamente adulto e fiero. Perfino il popolo nel popolo, quello sardo, è ormai parte di un branco da adunate (non lo dico da intellettuale di sinistra schizzinoso, ma da libero italiano ferito) che ha il pessimo e storico difetto di saltare sul carro del vincitore e di confondere il cuore con la pancia e il portafoglio.
La “Piazza Venezia” mediatica dell’omino pieno di sé è pateticamente simile a quella del ventennio. Ci vorrebbe un’Hiroshima a San Pietro per raddrizzare il nostro carattere prono e servile, e non ce l’auguriamo. No, non mi sorprende che la nostra Sardegna sarà devastata ancora e ancora.
Perché se conosco bene l’antico motivo degli italiani che li induce ad acclamare l’ennesimo omino col piffero, non capisco affatto perché mai dovrebbero votare per l’alternativa alla quale appartengo, con il cervello e con il cuore. Sono anni che votiamo “contro” l’omino, ma con l’anima in lacrime e la coscienza spaccata. Non scorgiamo, ormai, che poca o nessuna differenza fra i due poli. C’è una lobby a sinistra (come altro chiamarla?) chiusa, sprezzante e ostile, nonché sussiegosa e corrotta in modo speculare a quell’altra, che più di difendere gli interessi alti del Paese (che tante volte ci hanno fatto scendere generosamente in piazza) dalla caduta del muro di Berlino in poi non fa altro che clonarsi all’infinito, cambiandosi di nome, pur di mantenere al potere la propria classe dirigente. Non c’è un solo gesto ardito che essi hanno compiuto per dimostrare la loro diversità dagli altri. Molti di noi l’hanno fatto in privato, pagando prezzi altissimi, ma dall’alto gli esempi non ci hanno mai aiutato. Neanche una volta hanno lasciato deserta la poltrona di Porta a Porta, neanche una volta hanno rinunziato a gozzovigliare in Rai, e questo solo per dimostrare che neppure un piccolo gesto, un minimo passo indietro, una mezza dimissione, ci hanno consolato, a noi elettori, il cuore.
Il centrosinistra italiano, ormai, è una scatola vuota, con tante scatoline dentro piene di gente che si getta il bastone fra i piedi per uno scranno in più, una nomina in più, una fetta di finanziamento pubblico in più. Non siamo scemi. Il pubblico non lo è mai. Lo sembra, ma non lo è. Anche nello spettacolo è lo stesso. Si sta in letargo davanti ai reality, ma se irrompe un Eduardo de Filippo, o anche un Benigni che legga Dante o un Paolini con il suo Vayont, tutti si alzano in piedi e applaudono. Che la gente voglia spettacoli di merda è l’assunto che consente a uomini di merda di fare spettacoli. Tutti noi abbiamo percepito questa trasversalità del potere. Anche gli esempi migliori come Soru (e lo dico con profonda amarezza) finiscono per rivelarsi degli egocentrismi più piccoli, dei tiranni tascabili, per cui non mi sorprende, ripeto, che o non li si voti, o addirittura ci si butti direttamente in braccio al gatto mammone, se non altro è D.O.C.
All’Italia manca il valore del “noi”. L’alternativa all’io degli omini è (e non può essere altrimenti) il noi. Il problema non è Veltroni o D’Alema, e –pur stimandolo- non credo che con Bersani il cancro del centrosinistra verrebbe estirpato. Si può continuare a cambiar nome al partito, lasciando ineffabilmente gli stessi uomini e i loro nipoti in cabina di regia, continueremo a perdere. Ci vogliono gli uomini del “noi”. Uomini che ce l’hanno impresso a lettere di fuoco, uomini per il quale dire io non ha più importanza, ci vogliono uomini che sappiano dare e dare e dare. La politica della vanità personale, dell’arricchimento personale, del “questa poltrona è mia e non la mollo” , la politica della vanità (che contro omini vanitosissimi come il Berly Hills finisce per diventare la politica dei "vorrei ma non posso") va estirpata. Non ne possiamo più di questi “io” da piccolo cabottaggio. Insisto: uno deve avere un traslatlantico che si chiama Noi nella testa o nel cuore, per navigare contro corrente nell’oceano degli omini. E far loro capire che questo centrodestra è un danno, non solo per loro, ma per i loro figli e nipoti. Ma prima ancora, deve saper indicare a tutti noi una nuova rotta, una terra promessa, un porto felice. Ma le avete viste le facce che hanno? Non ce n’è uno che sia un capitano. Brutti occhi, sguardi vuoti, poche luci. Non c’è uno al quale poter un giorno dire, con Walt Whitman “O Capitano. Il nostro viaggio tremendo è finito. La nave ha superato la tempesta. L’ambito premio è vinto. Il porto è vicino…” Cominciamo a desiderarla tutti insieme, dal basso, noi ciurma, una nave nostra, un viaggio tanto lungo e difficoltoso, ma audace e nuovo. Basta insistere a costruire sulle macerie, come si è visto anche in Sardegna, perché a costruire sulle macerie franerà tutto, sempre.
 
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  1. 38 Risposte to “Ripartire da zero”

  2. By Amelie on feb 17, 2009

    Diego,mi dispiace per la ”tua’’sardegna,ieri sera prima di chiudere il pc,Soru vinceva stamattina aveva perso,ho ascoltato tutti e 2 i discorsi pre elettorali ,c’era come dal giorno alla notte,si vede che alla gente piace la notte,dove si può inciuciare meglio gli altri.sono stufa di questo paese piroetta,mi dà la nausea,in tutti i lati lo si giri,una sola parola mi esce:schifo.
    credo che la sinistra debba fare,un bel reset,totale e ricominciare,ci stanno portando all’estinzione,non sò quanto riusciro a resistere pure la mia città detta la Rossa è diventata blu,per una manciata di voti,anche perche siamo un popolo di vecchi,
    adesso abbiamo quello che più ci assomiglia,compresa la tv,le canzonette,
    gli sbranatori,e una malattia la berlusconite,che non ha un farmaco adatto,
    che lo combatti,benvenuti nel paese dei bugiardi con tanto di aureola,e barzelette,
    e tv agratis.
    ciao diego.

  3. By rom on feb 17, 2009

    che dire? cosa aggiungere? le parole si sono seccate in gola bruciate insieme alla mia pelle dal sale di anni di pianto.
    E allora applaudo in silenzio.

  4. By Riccardo Brero on feb 17, 2009

    Soru ha perso.
    Sono deluso e amareggiato.Deluso dal popolo sardo che ha bocciato colui che si è esposto e dimesso per salvare la loro e la sua terra.
    La sardegna non è una terra a parte.
    Non capisco più la gente,cosa vuole la gente,e per gente intendo uomini che lavorano per arrivare a fine mese.
    Le persone serie e coerenti vengono bocciate,boicottate e mandate a casa……
    saremo sempre un popolo di democristiani…….ci meritiamo solo dei Mastella.
    Siamo scandalosi…..più uno dice cazzate e cattiverie e più viene premiato.E’ un mondo al rovescio.

    Ciao Diego
    ciao a tutti

    Ciao Sardegna…con rabbia
    http://www.youtube.com/watch?v=wo4QZxPz9vg

  5. By Riccardo Brero on feb 17, 2009

    Refrattario riportaci qualcosa dall’interno,dalla stessa Sardegna…voi tutti sardi fatevi sentire!

  6. By freddie freeloader on feb 17, 2009

    Al di là del fatto che tutto quello detto da Diego è vero, in questo momento si vede l’estrema gravità dell’errore commesso qualche anno fa nel non regolamentare l’accesso ai media, spedendo una volta per tutte, almeno rete 4, sul satellite, anche se io continuo a credere che il nuero massimo di reti consentibili ad un privato in un paese democratico è 1 (uno).
    Al di là della bravura e rispettabilità delle persone, essi potranno fare migliaia di chilometri, parlare con milioni di persone, inventare qualunque cosa, ma non potranno mai competere con gli omini che parlano dall’interno della scatola magica, e che sono in grado di controllare tutto ciò che passa dentro quello scatolone.
    Rassegnamoci, ora come ora la democrazia, nel nostro paese, non è che un vuoto simulacro, ed il voto una ritualità priva di senso.

  7. By Manu on feb 17, 2009

    Vi seguo da molto tempo… vi leggo tutti i giorni.. Jack Folla.. Diego Cugia… sono stata anche al raduno di Roma, all’ex mattatoio.
    Vi seguo ma non ho mai scritto, non sono brava a scrivere, a esprime a parole quello che sento… infatti ho scritto, cancellato, scritto, ricancellato, prima di premere quel tastino “invia”!
    Non sono stupita di quello che è successo con queste elezioni, si è vero, ormai tutti sono uguali, non sai più chi sia meglio o peggio o meno peggio.. però stiamo continuando a venderci la nostra Sardegna e non al miglior offerente ma a quello che gli farà definitivamente il funerale.. e noi.. staremo a guardare..
    oggi.. mi vergogno di essere sarda!

  8. By Tiziana on feb 17, 2009

    Quanta amarezza stamattina …, questo senso di vuoto, non capisco dove si vuole andare a parare, non capisco più niente, fino a ieri non capivo gli italiani, da ieri sera non riesco più a capire i sardi … i sardi … forse la mia idea è romantica, sorpassata … ma li credevo un popolo davvero diverso, conoscevo il loro orgoglio, il loro amore per la loro isola, il loro essere così distaccati dal continente e da quello che succedeva … la loro fierezza di essere invece un “continente” a sè …
    Ma come hanno fatto a votare un brianzolo (o qualcosa del genere), un fantoccio prestanome, come hanno fatto a credere a colui che non contento di padroneggiare l’Italia intera, fuole diventare il nuovo Re di Sardegna?

    Non ho più parole da dire, non vedo la luce in fondo a questo tunnel, ancora non basta, ancora NON CI BASTA, non so più cosa spettarmi, ho paura del domani.

    Ciao a tutti.

  9. By Tiziana on feb 17, 2009

    cosi tanto per restare allegri …

    Notizia di oggi: Mills condannato a 4 anni e 6 mesi per corruzione.
    Tanto per non dimenticare: Mills era sotto processo insieme a Berlusconi (Mills il corrotto e Berlusconi il corruttore) però il nodo Alfano ha permesso a Berlusconi (sospensione dei processi alle 4 più alte cariche dello stato) di vedersi sospendere il processo, poi a coronamento di tutto, non dimentichiamoci che per tutta la settimana scorsa con Berlusconi che si scagliava contro Beppino Englaro ed il povero corpo di Eluana, il Parlamento approvava un emendamento che permetterà nel (eventuale) futuro processo a Berlusconi il non utilizzo delle testimonianze e delle conclusioni al processo Mills … vale a dire che tutto quello che ha permesso di arrivare alla condanna di Mills non sarà utilizzato nel (eventuale) processo a Berlusconi …

    Tutto questo passava mentre l’Italia intera e soprattutto tutti i mass media, si accanivano su Eluana e sulla sua pietosa storia …

    Serve aggiungere qualcos’altro?

    E il PD dov’era? E ora dove sta?

  10. By cinzia on feb 17, 2009

    E’ difficile ripartire, ricominciare da zero, molto complesso, l’attacco, intorpiditi come siamo.
    In effetti Diego, non c’è più chi ci rapprsenta, ce la dobbiamo cavare a soli, noi.
    Magari escogitando diversi lunguaggi, magari smettendo di bisbigliare educatamente, dissentire nel rispetto di valori che sono sepolti dalla polvere dei pixel di volgare propaganda. Mi sembra di sentirli, i kapò della mediaticità discutere e ridacchiare con in mano statistiche e sondaggi delle abitudini collaudate che hanno loro stessi congeniato e indotto in un popolo che sente se stesso attraverso modelli precostituiti.
    Allora a cosa serve questa pagliacciata di Stato che non è che l’ombra di se stesso? Lo Stato è niente altro che una scenografia che serve per rappresentare all’infinito una debole commedia degli inganni, dove ogni artificio e colpo di scena si ripete senza sosta. Il popolo? E’ vero applaude, sembra divertirsi.
    Ma se vivi siamo, abbiamo una , fosse solo una, possibilità, alzarci e uscire dal teatro dei burattini. Smettere di bisbigliare, smettere di apparire corretti giusti, saggi, con la testa sulle spalle. Detestare se stessi per essere stati comprensivi per aver scambiato la civiltà con la codardia di restarsene nel proprio cantuccio a leggere, a pensare.
    In fondo doveva essere chiaro da subito che non partecipare avrebbe lasciato lo spazio per ogni nefandezza.
    Io mi sento responsabile di ciò che vedo accadere, sono colpevole, d’aver criticato senza aver agito, magari nel mio piccolo ho agito per essere l’altra faccia della stessa medaglia. Ho acceso la televisione e quindi ho dato il mio consenso, poco importa se dopo averlo visto dicevo che il Grande Fratello faceva schifo, io c’ero e ho messo la firma d’assenso, è giusto allora che mi trattino da stupida , lo sono.
    Altra cosa è prendere, la tv, il telefonino e tutti gli strumenti di regolamentazione del battito dele cuore del popolo, e buttarli dalla finestra, e dire IO NON LI VOGLIO! Ne faccio a meno, perchè non vi riconosco come miei indottrinatori, perchè quello che penso e ciò in cui credo proviene da un territorio desertificato che chiamo la mia coscienza, un luogo dove ascolto una sola voce, la mia.
    In questo modo, a mio avviso, solo chiudendo i canali della loro persuasione neanche più occulta, si accede alla possibilità dell’inizio di una battaglia a armi pari.

  11. By alma on feb 17, 2009

    “…uno deve avere un transatlantico che si chiama Noi nella testa o nel cuore, per navigare contro corrente nell’oceano degli omini” ..

    E’ vero. Ognuno di noi non deve mollare, ognuno di noi deve diventare il Capitano.

    In questi giorni ho pensato spesso con affetto e riconoscenza a te, in modo particolare ad un aricolo che avevi scritto sull’Unità,per la precisione, che Jack aveva scritto sull’Unità.
    Pensare a quelle parole mi ha aiutato molto in questo periodo non facile, in cui ogni giorno ti viene la voglia di vanfanculo e di mollare e preferire un cane al genere umano.
    Mi ha aiutato a trovare un equilibrio.
    L’equilibrio per sentirmi Capitano, per avere il Noi scritto nella testa. L’equilibrio tra il rimanere con i piedi ben ancorati a terra e la testa in alto a coltivare un desiderio.

    “Costruisci un desiderio. Qualcosa di puro e di grande, che sia buono per te ma possa anche rendere felici gli altri. Sii umile ma giusto. Temperalo dalle tue rivalse, dai torti che hai subito, dalle smanie di vendetta. Infondigli il tuo stile. Quand’è ripulito da tutto ciò che è male, chiuditi con il tuo desiderio in una stanza, da solo. Contemplalo, amalo, fallo interamente tuo. Adesso soffiagli sopra e dagli potere.” (J.F.)

    è il mio mantra giornaliero …
    Con affetto poco virtuale.

  12. By rompizucca on feb 17, 2009

    Si si continuate a piangervi addosso,spiegatemi come gente del ex pc può convivere con ex dc,la vera sinistra è tra la gente fuori dal parlamento,io in questa massa di” poltronissime”non mi ci ritrovo più.Si devono cambiare le facce del centroSinistri,fare vera opposizione ascoltare la gente andare tra la gente.Ma forse abbiamo ciò che ci meritiamo,siamo un paese arretrato genuflesso,corrotto,per niente acculturato.Quando vado in Francia mi sento come fossi in famiglia a mio agio,io di sinistra in una nazione di destra con leggi di sinistra!Bisous Diego

  13. By Amelie on feb 17, 2009

    per cinzia.
    la lavatrice no
    mi serve per centrifugare
    le ingiustizie..
    a tutti a naviganti
    del vascello
    per favore
    non andate tutti su facebook
    restiamo qui
    continuamo a scrivere
    qui se avete paura di scrivere
    provateci,non bisogna essere bravi
    ma vogliosi di scrivere
    qualcosa.

    ben arrivata Manu.
    :)

  14. By Umbro on feb 17, 2009

    Manu non vergognarti di essere sarda: non è mica colpa della tua terra se gli avversari di chi ci governa sono quelli lì! Continuo a ripeterlo, ci governa chi ci meritiamo. In un Paese normale, con una classe politica normale (non dico degli extraterrestri, gente normale con un po’ di coerenza e di dignità) in cui la gente che adesso è all’opposizione ha governato fino allo scorso anno, adesso non si starebbe a parlare di lodo Alfano, di conflitto di interessi, di accesso ai media perchè forse si sarebbe fatto qualcosa per dare delle regole prima. Probabilmente chi non è al governo adesso si preoccuperebbe delle migliaia di famgilie che non arrivano alla fine del mese, e non di pensare che questo è il momento delle riforme… Quindi se gli uomini politici che abbiamo da opporre son questi, che Berlusclown e i suoi abbiano conquistato l’Italia a forza di ronde, notiziari pieni di terrore e cattiveria verso il diverso, mi pare la cosa più normale che potesse succedere.
    Buon tutto, a tutti

  15. By roxana on feb 17, 2009

    Naufraga l’isola col continente.
    Li capisco i sardi.
    Siamo un popolo di separati in casa, per casa leggasi Paese.
    Dissociati alla deriva.
    Alla ricerca di un amore, benessere, qualcuno lo chiama sogno, ma senza saper voler osare.
    E allora non si mollano le poltrone – o mogli e mariti – si forniscono pseudogiustificazioni, in nome dell’altro – bene beni figli e/o interessi – per la propria vilta’.
    O saggezza.
    La follia e’ di chi lascia, riparte da zero, si resetta, e viene sempre tamponato.
    Gli altri tamponano, mediano, senza riserve e a oltranza, venendo a patti con la propria coscienza.
    Poi ci si consola coi feticci, l’arte la musica la politica, e i piu’ beceri con droghe alcol alcove virtuali e reali.
    Vivo una perenne contraddizione, nelle mie certezze dubbi, incoerenze e sicurezze.
    Amo Alda Merini cosi’ come guardo Sanremo.
    Ho bisogno di leggerezza, per non incancrenirmi in fallimenti politici esistenziali.
    Non mi bastano le belle parole, gli intellettuali, le dichiarazioni d’intenti e principii.
    Vago come anima persa tra il sacro e il profano.
    E non me ne dolgo.
    Se avessi soldi fonderei un movimento, Soru leader, radio televisione Internet, Mentana direttore, Cugia autore, Franca Rame Dario Fo Benigni allo spettacolo, Paolini al teatro, giornalisti accreditati solo indipendenti e liberi, alle alte cariche tutti i silurati coraggiosi.
    Fuori gli uomini di partito, cooperative e appalti.
    E dentro tutta la gente di buona volonta’.
    Non mi capacito di una cosa.
    Parlo con la gente, e tanti la pensano come me, sulla politica, sull’arte, sull’amore, e allora perche’ vince sempre Berlusconi?
    Penso che sia poiche’, come diceva mia nonna, nelle urne e nei letti, ci si riflette allo specchio, traditi e traditori.
    Ed ecco allora che ci si consola con una canzone: seconda stalla a destra, questo e’ il cammino…
    E l’isola che non c’e’ mai ci sara’.

  16. By Riccardo Brero on feb 17, 2009

    Ciao Manu,continua a srivere e a partecipare…e questo te lo dice uno che ha fatto una grandissima fatica a cominciare….ma qui è un posto speciale,almeno per me.
    Rinnovo l’appello di Amelie,scrivete qui non su facebook,dai sforzatevi tutti fate sentire che ci siete,per noi per Diego per tutti….ripartiamo da zero!
    Ciao Rompizucca,anche a me la Francia fa lo stesso effetto,saranno mica solo più intelligenti di noi?

    Ciao Manu e a tutti i Sardi
    http://www.youtube.com/watch?v=Gg67ddOGPsc

    Ciao a tutti

  17. By ridolfo on feb 17, 2009

    penso che l’italia sia suddivisa in tre. da una parte i berlusconiani, dall’altra l’opposizione, che in fondo credo si equivalgano, e in mezzo il limbo di chi non sà, di chi non si interessa, di chi guarda solo e troppa televisione. all’opposizione mancano delle figure che abbiano il coraggio di esporsi e di mettere la propria faccia e le proprie idee sopra gli interessi personali, che riescano a far appassionare e convicencere che una alternativa ci possa essere; berlusconi ha dalla sua un potere mediatico in grado di denigrare chi dimostra questo coraggio, di spostare l’attenzione dell’opinione pubblica dalle cose importanti alle barzellette.
    penso che davvero la forza dei media di tv e giornali siano il peso che troppe volte fa spostare l’ago della bilancia dalla parte di chi ha il potere di gestire questi mezzi.

  18. By Amelie on feb 17, 2009

    Affermare che l’arte è un feticcio
    è come dire che il mare non è blu,
    ma si è vero è rosso
    anzi arancione,
    anzi trittico
    come le tre grazie.
    ciao Diego mi assento
    per 5 6 7 giorni.
    kiss

  19. By mariella on feb 17, 2009

    Diversi anni fa un tale di nome D’Agostino chiedeva con la faccia seria: “Vuoi essere ricco e felice o povero e infelice?”, e io, povera scema che non capiva, mi dicevo: “ma cosa dice questo? la risposta è troppo facile non è verosimile fare una tale domanda!”
    Ebbene questa è la stessa domanda che oggi fa il PDL ai suoi elettori, promettendo un futuro felice ben sapendo che non potrà realizzarlo se non per pochissimi scelti yes men. Ma tanti ci cascano e si aspettano di essere ricchi e felici. Cosa può importare se intanto l’Italia va in rovina…
    A sinistra occorre il coraggio di non abbattersi e di diffondere instancabilmente la cultura del bene comune, del noi, come dici benissimo tu. E’ difficile, complicato convincere. Ma Walt Whitman nel bosco scelse la strada meno battuta…
    E dalla nostra parte c’è il tempo che è galantuomo… speriamo di non arrenderci prima che l’Italia sia svuotata completamente e portata al fallimento.
    Grazie a Diego e a tutti i passeggeri di questo splendido luogo.

  20. By roxana on feb 18, 2009

    non ho scritto che l’arte e’ un feticcio, ma che se ne fa codesto uso, talvolta.
    D’altronde anche il festival di Sanremo, tanto nazional popolare, puo’ essere un contenitore di cultura, se si invita Benigni e la poesia di Alda Merini, trasmettendo a quel pubblico vastissimo che va in disco o al museo, o sia in disco che al museo, e questo e’ il solo modo per arrivare alla gente e far passare concetti e valori, non ghettizzandosi ma sporcandosi le mani.

  21. By cinzia on feb 18, 2009

    Vero Roxy, mi piace pensare che le cose belle, importanti, come la poesia di Alda Merini possano passare in qualunque luogo e al limite ingentilire la crudezza della massificazione.
    Sarò un idealista, ma penso che le cose belle debbano essere ovunque e mai nei salotti buoni, mi aiuta pensare che magari chi non ha possibilità o tempo possa, guardando Sanremo, scoprire la bellezza della poesia, e magari arricchirsi scoprendo un mondo che non conosceva.
    L’arte tutta a tutti!

  22. By anto on feb 18, 2009

    Adesso Veltroni dichiara che se va per non far fallire il “progetto”. Ma se è proprio quello che bisogna mandare a monte per cercare di salvare il salvabile. Specialmente se il salvabile è la sinistra! Lo sprezzo e il disprezzo con cui gli uomini di sinistra sono stati allontanati dalla culla del nascente PD, facendo invece spazio alla fata-cattiva-Bonino, la mano perennemente tesa al governo in una vana offerta di collaborazione (non richiesta e mai accettata), sono questi gli atteggiamenti da abbandonare e alla veloce, anche, perchè le Europee sono vicine e non vorrei che, proprio in quell’occasione, si tocchi il fondo. Dico una follia: SORU SEGRETARIO! Se la Sardegna non ha saputo dargli fiducia, diamogliela noi: se la merita.

  23. By alma on feb 18, 2009

    questa mattina una canzone di De Andrè, buona giornata a tutti!

    http://www.youtube.com/watch?v=22oe3ynMcCg

    Cantami di questo tempo
    l’astio e il malcontento
    di chi è sottovento
    e non vuol sentir l’odore
    di questo motor
    che ci porta avanti
    quasi tutti quanti
    maschi, femmine e cantanti
    su un tappeto di contanti
    nel cielo blu
    Figlia della mia famiglia
    sei la meraviglia
    già matura e ancora pura
    come la verdura di papà
    Figlio bello e audace
    bronzo di versace
    figlio sempre più capace
    di giocare in borsa,
    di stuprare in corsa e tu
    moglie dalle larghe maglie
    dalle molte voglie
    esperta di anticaglie
    scatole d’argento
    ti regalerò
    Ottocento, Novecento
    Millecinquecento scatole d’argento
    fine settecento ti regalerò
    Quanti pezzi di ricambio
    quante meraviglie
    quanti articoli di scambio,
    quante belle figlie da sposar
    e quante belle valvole e pistoni,
    fegati e polmoni
    e quante belle biglie a rotolar
    e quante belle triglie nel mar
    Figlio, figlio,
    povero figlio,
    eri bello bianco e vermiglio
    quale intruglio ti ha perduto nel Naviglio
    figlio, figlio,
    unico sbaglio,
    annegato come un coniglio
    per ferirmi, pugnalarmi nell’orgoglio,
    a me, a me
    che ti trattavo come un figlio,
    povero me,
    domani andrà meglio
    Ein klein pinzimonie
    wunder matrimonie
    krauten und erbeeren
    und patellen und arsellen
    fishen Zanzibar
    und einige krapfen
    früer vor shlafen
    und erwachen mit walzer
    und Alka-Seltzer für
    dimenticar
    Quanti pezzi di ricambio…
    e quante belle valvole e pistoni,
    fegati e polmoni
    e quante belle biglie a rotolar
    e quante belle triglie nel mar

  24. By Umbro on feb 18, 2009

    “Io voglio fa qualcosa che serva
    Fammi far solo una cosa che serva”

    E’ una frase della canzone degli Afterhours (già eliminati) di ieri sera al festival: la cosa più bella insieme a Benigni e alla voce di Renga!
    Buon tutto

  25. By Fabrizio on feb 18, 2009

    L’italiano medio, quello che da 60 anni fa vincere la peggiore borghesia d’europa, non e’ di sinistra, anzi e’ profondamente di destra, se non fascista fino al midollo.

    In piu’ e’ ipocrita (vedi gli applausi a denti stretti quando devono applaudire Benigni che difende il diritto alla diversita’), arrogante, moralista e puttaniere allo stesso tempo.

    Si definisce “di centro destra” perche’ tiene a far sapere a mamma’ (la chiesa, e la gente per bene che lo circonda) che lui e’ moderato, mentre gli altri sono “quelli di sinistra”, gli estremisti. L’italiano medio non puo’ sopravvivere senza il giudizio benevolo e l’approvazione di chi gli sta intorno.

    Dunque la crisi della sinistra ed un eventuale ricambio dei dirigenti, anche ammettendo che di mettere a capo del PD la persona piu’ capace e onesta del mondo (consiglio uno che abbia vissuto a nord di Lugano), tutto questo e’ ininfluente sulle decisioni dell’italiano.

    E’ come chiedersi se la moralita’ dei Norvegesi possa influenzare l’abusivismo edilizio in italia, voluto a furor di popolo.

    Soru e’ la dimostrazione vivente di questo. Il novanta per cento della gente non ha la minima idea di quello che succede fuori casa, non si informa, non legge niente. In queste condizioni, come fa a capire se un Soru e’ meglio di un mister nessuno messo li’ da un affarista con tre televisioni e 40 giornali?

    E allora, cosa c’entra ormai la politica, colle decisioni dei tele-elettori?

    saluti dall’esilio.

  26. By Samuel on feb 18, 2009

    Ciao Diego,

    Ottimo articolo, complimenti; ma perché non hai percepito prima questa totale assenza di alternativa (sinistra italiana) all’imbecillità (destra italiana)?

    Capisco che nella forma Grillo & Co. risultino gretti e manichei; ma — nella sostanza — è praticamente quello che dicono da mesi (o forse anni).

    Forse preferisci un approccio più costruttivo alla politica, o forse sei troppo buono.. non so. Ma senz’altro, preferivo le parole insieme calde e graffianti che davi al tuo personaggio di maggior successo, che in fondo è stato il primo a criticare il sistema politico italiano, e il suo marciume.

  27. By Anna on feb 18, 2009

    Caro Diego, iniziamo ad attrezzare la nostra nave perché veramente non c’è più tempo da perdere. Se è vero che gli omini del Consiglio UE ha raggiunto un accordo sul Pacchetto Telecom che spazzerà via Internet, non c’è proprio da star tranquilli.
    Se il Parlamento Europeo non contrasterà alcuni punti inquietanti del pacchetto Telecom, anche la libertà ed, in un certo senso, la gratuità della rete saranno un ricordo del passato.
    Nel Pacchetto Telecom vengono messi a repentaglio diritti fondamentali quali la privacy e la libertà di espressione perché:
    - sarà consentito agli operatori di rete il filtraggio di contenuti, applicazioni e servizi a proprio piacimento e secondo proprie convenienze. Saranno, quindi, gli operatori di rete che sceglieranno quali siti web e quali servizi e applicazioni possano utilizzare gli utenti, bloccandone o limitandone, di fatto, i contenuti e far, quindi, pagare abbonamenti aggiuntivi, per e-mail, newsgroups, chat, ecc.
    - sarà rifiutato l’accesso a materiale on-line protetto da copyright attraverso tentativi di imposizione, anche quando tale accesso è legale, per mezzo della “cooperazione” fra fornitori di accesso e “i settori interessati alla promozione di contenuto legale”.
    - sarà minacciata la privacy dell’utente attraverso la memorizzazione e l’elaborazione dei dati personali per “motivi di sicurezza”.
    - verrebbero, inoltre, rimosse le protezioni per gli utenti contro le pratiche discriminatorie ed indeboliti i controlli regolatori sulle attività dei fornitori di servizio, che proteggerebbero contro pratiche inique, restrittive o discriminatorie.
    Praticamente:
    - l’utente sarà sconnesso dalla rete solo sulla base di semplici indizi, raccolti da soggetti privati senza autorizzazione della magistratura, che facciano sospettare la condivisione di contenuti protetti da copyright;
    - qualsiasi società privata, per generici scopi di sicurezza di rete, potrà intercettare, memorizzare a tempo indefinito, leggere e analizzare, tutti i dati inviati e ricevuti in Rete senza autorizzazione di alcun organismo governativo, inclusa la magistratura;
    - l’operatore di rete sarà obbligato a fornire i dati degli utenti a tali soggetti privati e, se da questi richiesto, sarà obbligato a sospendere il servizio, senza alcun diritto per l’utente: alla difesa ed a un equo processo.
    Alcune associazioni europee per i diritti dei consumatori – tra le quali Altroconsumo e sulla loro home page potete prenderne visione – hanno sottoscritto una lettera aperta al Parlamento Europeo per denunciare i rischi a tal riguardo.
    Ma anche noi dobbiamo fare la nostra parte inviando migliaia di mail al Parlamento europeo.
    Questo è il testo della lettera che ho già inviato a questo indirizzo.
    https://www.secure.europarl.europa.eu/parliament/public/citizensMail/secured/cmRequest.do?cmLanguage=it
    ———————————————
    Illustri parlamentari Europei,
    con la presente intendo chiedervi di valutare le misure contenute negli emendamenti al Pacchetto Telecom, perché esse presentano elementi pericolosi per la partecipazione democratica ed i diritti dei cittadini e minano le libertà individuali.
    Nel Pacchetto Telecom vengono messi a repentaglio diritti fondamentali quali la privacy e la libertà di espressione, tutto ciò in contrasto con le stesse direttive comunitarie in vigore, tra le quali la Direttiva Servizi Universali 2002/22/EC, perché:
    - sarà consentito agli operatori di rete il filtraggio di contenuti, applicazioni e servizi a proprio piacimento e secondo proprie convenienze. Saranno, quindi, gli operatori di rete che sceglieranno quali siti web e quali servizi e applicazioni possano utilizzare gli utenti, bloccandone o limitandone, di fatto, i contenuti e far, quindi, pagare abbonamenti aggiuntivi, per e-mail, newsgroups, chat, ecc.
    - sarà rifiutato l’accesso a materiale on-line protetto da copyright attraverso tentativi di imposizione, anche quando tale accesso è legale, per mezzo della “cooperazione” fra fornitori di accesso e “i settori interessati alla promozione di contenuto legale”.
    - sarà minacciata la privacy dell’utente attraverso la memorizzazione e l’elaborazione dei dati personali per “motivi di sicurezza”.
    Verrebbero, inoltre, rimosse le protezioni per gli utenti contro le pratiche discriminatorie ed indeboliti i controlli regolatori sulle attività dei fornitori di servizio, che proteggerebbero contro pratiche inique, restrittive o discriminatorie.
    Chiedo, quindi, che vengano contrastati i punti inquietanti del pacchetto Telecom, come sopra specificati.
    Confidando nella vostra sensibilità porgo i migliori saluti.

  28. By Riccardo Brero on feb 18, 2009

    ciao,
    non credo che Diego non abbia percepito la totale assenza di alternativa,anzi si parla da molto della confusione e incertezza del PD.
    Ma anche Grillo &co. sono il prodotto della società e del business,e assolutamente non costruiscono ma sfasciano soltanto,e non sono alternativa,solo chiacchiere e distintivo,ma proposte?

    Ciao Umbro,davvero bello il pezzo degli Afterhours
    http://www.youtube.com/watch?v=F2CKmct_aO8

    http://www.youtube.com/watch?v=L_amMbwtXAI

    Ciao a tutti

  29. By roxana on feb 18, 2009

    ciao cinzia :)
    e’ che spesso – io in primis – pensiamo di far parte di una intellighenzia dai gusti raffinati, un po’ con la puzzetta sotto il naso da casta eletta.
    Diamo scontato talmente tante cose, da dibattito dopo il cineforum, che ci dimentichiamo di ripartire dall’abecedario della democrazia, e con umilta’ dagli ultimi, per istruzione cultura o manipolazione mediatica.
    E’ bellissimo parlare di arte, poesia, massimi sistemi, e godo quando ne converso con amici, ma mi mi rendo conto che non e’ il linguaggio comunicativo che devo usare con chi frequenta altri luoghi, stili, media.
    Ad esempio la canzone degli Afterhours, la sola originale pop testo e arrangiamento da premio della critica, e’ bellissima, ma e’ stata bocciata, non colta dalla giuria come dal pubblico, e persino dalla mia figliola, benche’ giovane con buon gusto musicale.
    Non e’ stata captata, non arriva, non e’ immediata.
    E in una societa’ della comunicazione dove il messaggio e’ in tempo reale – Internet docet – segnala error.
    E’ l’errore che ha fatto Veltroni, il PD, ora a me viene piu’ da ridere che da piangere sulle tragicomiche vicende di questa pseudosinistra, ove l’opposizione la fa un ex magistrato, e un Papa come quello precedente era cattocomunista in quanto a omelie su poveri emarginati e pace nel mondo.
    Cosi’ come sinceramente ritengo ridicola la polemica di Arcigay sulla canzone di Povia, che e’ uno spaccato psicanalitico, senza voler per forza schierarsi pro o contro qualsivoglia sessualita’ che e’ talmente sfera intima soggettiva ed emotiva, da essere inconscia, anche per gli etero.
    Ecco, si e’ un po’ stanchi di ragionare e vedere il mondo per classificazioni, categorie, il bene da una parte il male dall’altra, l’omologazione di pensiero e vita tanto cara a Pasolini.
    La nutella e’ di tutti, a destra come a sinistra, quale l’intelligenza.
    Idem dicasi per Benigni che reciti ad un festival dell’Unita’ o a Sanremo, poco tange, la poesia di Alda Merini, dalle stelle alle stalle e viceversa, da un cubo imbottito ad una scatola mediatica.
    Importa il messaggio, se arriva e a piu’ gente arriva.
    Penso che la bellezza dell’animo risieda nelle proprie contraddizioni, incoerenze, saper essere colto e ignorante, forte e debole, sicuro e fragile, casto e laido, eccelso e umile.
    Se si sa salire e scendere scale, si impara l’equilibrio.
    Io ci sono precipitata, ma cio’ non mi impedisce di tornare a farle.
    Escluse le scale – o le sabbie – mobili.

  30. By Umbro on feb 18, 2009

    Ho dimenticato la cosa più bella in assoluto del festival di Sanremo, l’unico motivo per cui lo seguo:il commento della Gialappa’s band su raistereo2

  31. By Rulando on feb 18, 2009

    Fabrizio, cazzo se hai ragione!
    In questi giorni più che mai invidio il tuo “esilio”…

  32. By cinzia on feb 18, 2009

    Ciao Roxy :)
    mi avete messo tutti in curiosità per la canzone degli Afterhours! Io la televisione non la vedo,non perchè sono snob (o forse si? mah!), ma perchè a quell’ora mi rintano a suonare anzi a studiare per suonare, poi sai, quanto si può resistere in una stanza, seppur grandina, dove c’è uno che ti fuma il toscano accanto? Il mio record è 18 minuti!
    E allora con il tempo ho perso l’abitudine di seguire programmi e anche di vedere qualche bel film, li fanno ancora? o li devi pagare per vederli? Sai ce neanche lo so?
    Mi parlavi di intellighenzia, sai Roxy in confidenza, gli intellettuali mi sono sempre stati sulle p****, non so perchè, ma quando attaccano mi risultano tanto pesanti!
    Io ho un debole, ognuno ne ha, vado matta delle persone che mi fanno ridere, si quelli ch hanno il senso dell’umorismo innato, io lì cedo, capitolo. Ma è tanto difficile trovare gente così, sono tutti così seriosi,tutti presi dal fare figura, e allora giù paroloni, concetti, opinioni, ma che palle! (ops!). Ho sempre voluto bene a cose come i libri, l’arte, la musica, ma li ho tenuti per me, non mi è mai piaciuto esibire competenze che poi valuto limitate, credimi a volte mi imbarazza dire qualcosa se penso possa mettere in difficoltà la conversazione o le persone che ho davanti. Il piacere del sapere mi è sempre sembrato una mia volontà e se gli altri non hanno sentito la mia stessa necessità pazienza!Io voglio bene alle persone e non al loro curriculum culturale.
    In ogni caso, grazie per aver dato seguito al mio post, è sempre un gran piacere scambiare quattro chiacchere!!
    Ciao.

  33. By roxana on feb 18, 2009

    ahahah cinzia mi hai fatto ridere sulla resistenza al toscano, ciao bella :)

  34. By alma on feb 18, 2009

    Anna quello che hai scritto è inquietante!!
    merita approfondimento.
    Grazie, ciao.

  35. By GIUDA on feb 18, 2009

    mi sento un traditore ragazzi …si si vi tradisco passo al canto ..no non vado a sanremo giuro vi risparmio almeno questo….da oggi mi viene in mente quell’inno del “buon” benigni (erano altri tempi anche per lui)mi riferisco a quello del corpo sciolto…cito un passaggio guardandomi attorno e solo questo che sorridendo torna prepotentemente….” e con la merda poi fare la rivoluzione”…..è la cosa sola rimasta….cacare è la sola cosa umana in questa Italia….

  36. By bladerunner on feb 19, 2009

    chi l’ha visto?

    no, non parlo del programma di raitre, sto chiedendo chi ha visto su la7 quinto potere.

    c’è qualche italiano che stasera non ha seguito il festival e si è guardato quinto potere?

    spero di sì, perché finché c’è una rete tanto coraggiosa come la7 da ‘controprogrammare’ sanremo con quinto potere, ci dovrebbe essere almeno un cittadino al di qua dello schermo altrettanto coraggioso da guardarlo e riflettere.

    un cittadino che un giorno, senza che un guru glielo dica dalla tv, si accorgerà di essere incazzato nero, e che tutto questo non lo accetterà più.

  37. By rom on feb 19, 2009

    MENTE se puoi cancella il post precedente, Grazie :o ):o*

    eccovi un motivo per dare uno sguardo a quello che scrive MENTE alias Diego ANCHE su facebook -io NON ho MAI detto “trasferitevi “lì””- e aggiunto questo, se MENTE me lo concede…….
    un liberatorio, QUASI affettuoso fanculo (parzialmente sTremato) stile J@ck Folla a tutti. Quasi a tutti.

    Diego Cugia: ”Scherzo mica tanto”

    Ieri alle 13.31

    La storia bussa alle nostre porte con ripetuti toc-toc. Come e quasi peggio dell’Italia occupata del 1848-49 ci ritroviamo con i crucchi in casa, le bandiere non biancorosse austriache ma verde lega, il Vaticano signore e padrone dello Stato, il Regno delle due Mafie, il Ducato della Camorra, il Granducato degli Evasori delle Tasse, mercenari e lobby che fanno la spola tra una regione e l’altra, un potere e l’altro, per tenere in equilibrio la bilancia storica del “nulla cambi”. In più noi abbiamo il Re dei Pigmei, con la televisione al naso, che ha confuso la magistratura con una sartoria, per ritagliarsi le leggi su misura. Fratelli…Non solo era meglio Francesco Giuseppe ma anche Franceschiello.
    Centosessant’anni sono trascorsi da allora. Che cosa manca perché la storia si ripeta?
    Il Risorgimento.”

  38. By rom on feb 19, 2009

    …dimenticavo:

    http://www.facebook.com/home.php?#/profile.php?id=1174087788&ref=mf#v=feed

    ADIOS :o )

  39. By Turi on feb 22, 2009

    Beh ragazzo.
    Sai quanto daremmo qui in Sicily per avere anche un mezzo Soru!
    QUi la schizofrenia è a livelli forse irrecuperabili.
    Gente che vota il Cuffa o il suo ridicolo successore.
    Ma cosa vuole la gente?
    Come intende rialzarsi?
    Da sempre comandano gli stessi: DC, UDC,MPA (che sarebbe UDC). Vergognamoci.

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