Quattro chiacchiere su Facebook

La tecnologia sta facendo passi da gigante nell’inventare cose assolutamente inutili. Facebook è un esempio di questa gaia  futilità globale. Allora mi chiedo cosa sia questa sensazione di pesantezza, dopo una giornata trascorsa su Facebook, mentre dovrei sentirmi più leggero. Il cellulare, Skype, Facebook, la televisione della gente: più si aumentano le possibilità di comunicazione virtuale, più cresce lo smarrimento, la pesantezza di tutto il “non detto”. La tecnologia (e non poteva essere altrimenti) non può produrre emozioni. Può solo fingerle. La pesantezza dipende dall’anaffettività. Da una comunicazione apatica, o psicopatica, perché spersonalizzante (o moltiplicatrice delle personalità, basti pensare alla spersonalizzazione dei nickname) figlia dell’onnipotenza infantile. Prima di iscrivermi a Facebook ero un uomo solo. Tre giorni dopo ho 400 amici, ma sono più solo di prima. Questo senso di vuoto, di non appartenenza, più si appartiene a comunità virtuali, è riscontrabile soprattutto negli indifesi: i giovanissimi. Iscritti a mille gruppi, eppure mille volti più soli di noi alla loro età. Più sono presenti in rete più hanno sguardi assenti. Un’interiorità vacante. Trovo meraviglioso che si possa chattare con un coetaneo coreano o sudamericano, ma questa strabiliante possibilità offertaci dalla tecnologia non può farci dimenticare il cosa dirsi e il cosa darsi, altrimenti è un’illusione più perniciosa del non parlarsi affatto. Un “come se” che ti si rivolta contro. Detesto il passatismo, ma forse si faceva più esperienza andando ai giardinetti che passando i pomeriggi su Internet. Perché il problema, alla fine dei giochi, è: che cosa mi rimane? La fascinazione seduttiva dei mondi virtuali può lasciarci qualcosa di più di una serata trascorsa a leggere “Grandi speranze” di Dickens o di una giornata al mare?
< Articolo precedente Prossimo articolo >
  1. 49 Risposte to “Quattro chiacchiere su Facebook”

  2. By Riccardo Brero on gen 13, 2009

    Ciao Diego,
    hai perfettamente ragione tutta questa tecnologia sprecata per inventare cose inutili come facebook.
    Bisogna solo sperare che le energie e le risorse vengano utilizzate per qualcosa di più importante.
    Io personalmente non sono iscritto a facebook e non mi iscriverò mai,sinceramente non so neanche tanto bene cosa sia in realtà.
    Non frequento altri blog al di fuori di questo e non uso nickname… uso nome e cognome.
    La tecnologia ci ha dato questo splendido mezzo che è internet,per comunicare,informarsi,interagire,ecc….
    cerchiamo di usufruirne al meglio.
    Io ti ho sempre seguito dai tempi di Alcatraz,ma non avevo mai telefonato,scritto o mandato messaggi anche se lo avrei voluto fare molte volte,un pò per vergogna,un pò per insicurezza.
    Da quando ho imparato a “ciaputare”,come si dice,un pò con il computer ho subito cercato di mettermi in contatto con te e con tutti gli hermanos,ho superato il blocco….
    Volevo dire solo questo,che internet da infinite possibilità:alcune inutili,dannose,altre eccezzionali e maravigliose come questo blog.
    Con affetto
    Riccardo

  3. By ridolfo on gen 13, 2009

    ciao Diego, ciao a tutti.
    torno volentieri sull’argomento facebook, penso che per i più giovani sia poco differente da quando “ai miei tempi” se non avevi le timberland non eri uno “giusto”.
    è la moda. è il volersi sentire parte di qualcosa per non essere diverso o credendo di esserlo di più, non sò, il confine è nebbioso. e con questa illusione di essere parte di una moltitudine ci si ritrova terribilmente soli. si personalizza l’home page, si caricano le foto delle vacanze, si informa gli altri del proprio stato d’umore, si espone tutta la mercanzia del proprio essere nella speranza che qualcuno colga questo disperato urlo di solitudine e la condivida. magari entrando a far parte di un gruppo: “fai parte anche tu degli amici della trippa”…
    chi entra in facebook diventa automaticamente fuori moda, prende parte ad una massificazione che rende massa l’individuo lasciandolo comunque nella sua profonda solitudine.
    non critico il mezzo e la tecnologia, fanno parte dei nostri giorni e ci danno possibilità che prima non avevamo (come ritrovarci qui tra sconosciuti e condividere) ma come per molti altri mezzi di comunicazione manca la guida all’uso. è tutto facilmente fruibile, troppo facile, prima si fa e poi ci si chiede il perchè.
    vada per l’amico a 1000 chilometri che non posso vedere facilmente, ma perchè scrivo su facebook al mio vicino di quartiere per dirlgi che il mio umore e triste invece di chiamarlo e uscire a bere una cosa assieme, gurdarlo negli occhi, toccargli una spalla?
    il rischio delle cose troppo facili è che non ci fanno pensare e questo diventa sempre più un modo di vivere…

  4. By alma on gen 13, 2009

    Io e Facebook.
    Mi sono iscritta per curiosità, l’ho trovato troppo “giovane” , troppo veloce, troppo poco riflessivo, ho deciso di cancellarmi, nel frattempo un’amica mi trova su facebook e mi coinvolge, decido di rimanere e vedere. Oggi, grazie a facebook ho trovato persone con cui condividere non in modo virtuale, incontri di fotografia, un amico con cui andare al concerto per Faber, un’amica virtuale del profondo Sud, che incontrerò a breve nel superficiale Nord. Insomma, è vero facebook è strano, ma dipende dalla finalità con cui l’utilizzi. Questo vale per molte cose. Dalla macchina, ti basta che sia un mezzo e non un biglietto da visita, dal cellulare evitando i “io sono qui, tu dove sei”. E’ una possibilità in più.
    Un’identità virtuale a volte è più genuina di quella reale, dipende da quante maschere sei obbligato a tenere durante la giornata, maschere necessarie. Nel mio reale “lavorativo” dove passo interamente le mie giornate, le persone vogliono da te che tu corrisponda esattamente al ruolo e al biglietto da visita, troppo “stramba” se sveli ciò che pensi e provi , non devi mostrare debolezze, crepe in prima linea. Il virtuale diventa il tuo rifugio, il tuo nickname, la tua anima senza nome, Internet come un mare e tu un naufrago a cercare qualche isola accogliente, un mare da esplorare, un mare di possibilità, tu scegli la rotta e le isole, se trovi anche qualche tesoro, o qualche faro o qualche piattaforma petrolifera, (e ora mi manca!!)sei fortunata.
    Ciò che vale davvero nel reale è l’amore per i miei figli. Quelli non li incontro su facebook!
    A Diego con affetto virtuale, ma sentito. Mancano le tue parole che arrivano al cuore. ora sei incazzato con il mondo.

  5. By domenico porfido on gen 13, 2009

    parole santissime, che su questo sito solo tu potevi pronunciare, senza generare (forse) fiotti di polemiche, dal momento che mezzo mondo, per curiosità per vezzo o per moda s’è “buttato” su facebook.

    RISPOSTA: naturalmente anch’io sono su facebook :) Il che non m’impedisce di vederne questi lati oscuri.

  6. By domenico porfido on gen 13, 2009

    ciao mimma, ho letto il tuo commento sull’articolo precedente di diego. ne ho dedotto che sei salentina. mi permetto segnalarti (spero diego me lo consenta) un interessante convegno sabato prossimo a galatina che per comodità con un semplice copia-incolla metto qui di seguito:

    Sabato 17 Gennaio 2009 ore 17.30
    Palazzo della Cultura di GALATINA
    Crisi economica e rimedi utili
    con Antonio Tanza vicepresidente dell’Adusbef ne discutono

    Guglielmo Forges Davanzati e Mino Magrone coordina Leo Stefanelli
    Iniziativa promossa dalla Fondazione Onlus Popoli e Costituzioni Salento

    ciao

  7. By rom on gen 13, 2009

    :o * :o * :o * :o * :o * :o * :o * :o *
    appena ho finito di piangere ti rispondo
    intanto ti ABBRACCIO ma certo che questo mio gesto non è manco parente lontano di un breve abbraccio dato fisicaMENTE
    :o ( moltiplicato scaramanticamente solo x 7.

  8. By rom on gen 13, 2009

    per me che AMO il mare, passarci una giornata è sempre il primo desiderio…:soprattutto sotto un meraviglioso sole d’inverno che la rende ai miei occhi e a quelli della mia anima assolutamente fantastica, e molto difficilmente la baratterei con un pomeriggio su internet, ma tu parli di “fascinazione seduttiva” in generale….e il discorso allora potrebbe cambiare, perché anche se RARA MENTE, può succedere e succede (almeno a me e a qualche mio simile)che qualcosa che leggiamo o che ascoltiamo o che comunque apprendiamo, c’illumini o addirittura ci emozioni come o più di una giornata al mare.

    Anche secondo me si faceva più esperienza e si VIVEVA di più andando ovunque, oltre che ai giardinetti, piuttosto che col culo incollato a una sedia e gli occhi su un monitor che SOTTOLINEA e a volte ingigantisce le nostre solitudini.

    Appartengo all’ultima generazione che è cresciuta senza cartoni giapponesi, senza nessuna tecnologia che oggi è “”””””””irrinunciabile”””””””” oltre che SCONTATA: ZERO computer, cordless, cellulari, videogiochi…….la mia infanzia è stata con Braccobaldo, Willcoyote (?) Tom&Gerry, Magilla Gorilla e Lupo de Lupis…..e l’adolescenza scandita da film d’essai (“films” come parola NON me gusta) al Farnese, al Mignon e al Film-Studio e dagl’incontri speciALI che ho fatto a piazza Farnese e nella “nostra” adorata latteria: poeti, pittori, saltimbanchi, musicisti e fannulloni. NON cambierei MAI la mia adolescenza con quella di un pischello di oggi, e, seppure tremenda per Troppi versi, , NON cambierei MAI neanche la mia gioventù volata tra cazzeggi, continue “fughe” fuori città, apprendimenti ed esperienze fondamentali….e ancora cinema, ancora concerti.
    Tu dici “ più si aumentano le possibilità di comunicazione virtuale, più cresce lo smarrimento, la pesantezza di tutto il “non detto”. ‘ e qui posso anche urlare e piangere QUANTO SIA VERO….ma quando aggiungi “La tecnologia (e non poteva essere altrimenti) non può produrre emozioni. Può solo fingerle.” , contemporaneaMENTE dici una grande verità e una grande sciocchezza (cazzata se preferisci;o)), perché la tecnologia ti (e a volte “ci”) permette di avere una sorta di calore…che anche fosse solo un surrogato del calore stesso o dell’affetto, è pur sempre meglio del nulla e del gelo…..una volta (forse poco meno di un anno fa….. ma se vuoi potrò essere più precisa perché ho conservato TUTTO quello che TI riguarda) mi hai “detto” che ero riuscita a consolarti ……..e allora internet NON è solo FINZIONE, non SEMPRE: a volte le emozioni sono VERE, e NON puoi immaginare (visto che ti “preoccupavi” di ringraziarmi, QUANTO abbia fatto BBBBBBBBENE a me esserti stata minuscolamente d’aiuto.
    Internet è anche la patria degli asociali (in QUESTA società), degl’invisibili, dei Disadattati, dei Disperati, dei Sognatori…e le loro anzi le NOSTRE emozioni NON sono finte.

  9. By Umbro on gen 13, 2009

    Io non penso che facebok sia poi così brutto: il problema è che se lo usi per chiacchierare con la persona che vive sotto a casa tua, se per parlarci su internet eviti di rispondere alle sue telefonate o eviti di andarci a prendere una birra insieme, allora c’è qualcosa che non va.
    Anch’io sono su Facebook, ma tra i miei amici non c’è nessuno di quelli che posso frequentare tutti i giorni, nessuno di quelli con cui esco, parlo e vedo in giro: con loro preferisco “viverla la vita”!
    Buon tutto, a tutti

  10. By rom on gen 13, 2009

    BUONTUTTO anche a te Umbro….per FAVORE, mi aiuti a capire come si fa a registrarsi su facebook? se ci provo mi appare il “cepu” e quant’altro :o (

  11. By domenico porfido on gen 13, 2009

    ahah diego… te possino…
    mase posso permettermi…
    tu, ma tu, non so come posso dire… sei un artista ma soprattutto un grande narcisista.
    e devi curare la tua immagine, lo hai fatto solo per quello o no?
    o vai anche tu alla ricerca dei tuoi amici d’infanzia o di chichessia e poi gli mandi un messaggio chiedendogli: “ehi sei mica tu quello che curava la sezione piccoli pensatori alla parrocchia del sacro cuore di…”?

    non credo proprio!
    tu sei diego cugia!

    :-)

  12. By Riccardo Brero on gen 13, 2009

    Sarò da solo,sarò retrogado ma a me facebook non piace proprio per niente,non lo demonizzo,ma non mi piace.

    Ciao
    http://www.youtube.com/watch?v=RJofZ2nyLG8

    Altro che facebook……

  13. By Umbro on gen 13, 2009

    Cavolo rom, sinceramente non mi ricordo i passaggi precisi, ma mi pare che non doveva essere molto difficile se ce l’ho fatta io…:)
    E poi non credo che sia questo il luogo in cui posso spiegartelo: magari agli altri che passano di qui non interessa niente di come ci si iscrive

  14. By Amelie on gen 13, 2009

    Questa estate,dopo una lunga indisposizione,ho pensato di non farcela,ho scritto centinaia di poesie,pure post mail,pure a Diego,lui mi fece tanto coraggio,io ero felice,perche avevo bisogno,di
    Dirlo a lui-
    Poi feci un disegno ,che gli mandai come regalo,assomigliava perfettamente a Jemima,una donna che guardava il mare sull’orizzonte una barca e un cielo rosa confetto fantastico,ero molto felice,di
    Aver pensato a un‘’’’quasi’’’ quello che pensava lui,perche viaggiatori si diventa,con la conoscenza,poi per tutta l’estate mi inventai il rospo 113,
    ho scritto mille pazzie,lo so,e di più anche,se non avessi avuto internet,sarei già morta virtualmente,e realmente l’uso che ne faccio con gli anni è cambiato,dalle chat che ho elimitato,tranne la mia privata,dove chiatto con chi decido io.le delusioni comunque continuano,a volte si svelano cose,imprudentemente che scatenano,odio,invidie,ma visto che non ho da nascondere nulla,non credo che ci si possa possedere virtualmente,chi pensa questo sbaglia,di grosso,in fondo è tutto solo un gioco,una vetrina,un esposizione di mercanzie,chi sono posti in internet che rasentano la pazzia,vera,la mala pazzia,in questo periodo stò facendo un piccolo ramadam,emozionale,sono tornata avanti e indietro nel tempo,delle 300 persone che ho conosciuto qui me ne sono rimaste tre-4.
    Forse chiuderò anche il blog,
    non credo che la poesia piaccia a molti,
    la voglio tenere per me-
    devo decidere cambiamenti,
    per me e per quello che voglio essere da grande,
    ho un caro marito,una persona perbene,che mi adora,è stato lui,a volere che io mi imbattessi in questo mondo,per migliorarmi,e che forse ho trascurato per correre dietro a un :cosa mi resta.
    Un bacio a Diego che lo considero un fratello ,da cui ho imparato mille cose,soprattutto a essere me stessa,come se fosse presente,con la sua gentilezza
    nella mia vita
    un bacio a tutti
    adoro il passatismo,perche mi ricorda storie,cose,persone,passate,eventi
    ora ho scritto abbastanza ,
    sono molto stanca,come sempre…………………

  15. By roxana on gen 13, 2009

    io conosco la rete da 15 anni, e gira che ti rigira i luoghi sono tutti uguali, e li fanno le persone.
    Cambia la grafica, qualche multimedia in piu’ ma se non e’ zuppa e’ pan bagnato.
    Non mi iscrivo a facebook perche’ detesto essere rintracciabile, pedinata da anonimi e sconosciuti, o noti che desidero evitare.
    Come ho sentito in una radio la migliore definizione di facebook e luoghi similari e’: vai per incontrare vecchi amici compagni di merende e ti ritrovi a trombare – pure in senso metaforico – con nuovi, che se li avessi come colleghi o vicini di casa non degneresti di uno sguardo.
    Sono fenomeni psicologici conosciuti, le aspettative, le proiezioni, le illusioni e relative delusioni, le spersonalizzazioni, le multi identita’.
    Penso che la rete sia mero strumento per dire e fare cose, piu’ che luogo d’emozioni, magari piglia i neofiti ma poi col tempo si impara a ridimensionarla al suo equo valore.
    Non e’ un’immagine una foto o una poesia che ti fa diverso da come sei, semmai apparire certo, ma poi le carte si scoprono nell’incontro reale, nel contatto con l’altro.
    Io la uso per comunicare, esprimermi, conoscere gente, e la piu’ simpatica la incontro in amicizia, proprio per togliere quella patina di immaginario che talvolta offusca mente e sensi, e ricondurre le persone a sane relazioni non virtuali.

  16. By rom on gen 13, 2009

    per Umbro:

    grazie lo stesso, però non ci vedevo niente di “male” in un tuo eventuale aiuto in questo luogo: chi non è interessato ZOMPA e NON legge;o)

  17. By cinzia on gen 13, 2009

    Cosa sia di preciso Facebook non lo so, ne sento parlare, ma non mi sembra qualcosa che possa fare per me. Ma che me ne frega di conoscere persone a mille chilometri di distanza, per parlarci di che?
    A me piace molto stare da sola,essenzialmente mi infastidiscono le chiacchiere ad oltranza, il borbottio informe dello stare insieme perchè si deve, perchè è giusto “stare con gli altri”. Mi sono sentita in colpa una vita per aver preferito un libro o un pomeriggio a dipingere piuttosto che la socializzazione, qualunque essa sia.
    Oggi vivo la mia solutidine come una scelta, mi sento serena e mi sono accorta che il parlare può essere un momento importante e speciale solo se avviene con persone che stimi che ami e di cui condividi valori e idee,il resto è vuoto in cui prima o poi si precipita.
    Ovviamente il numero di queste possibilità è limitato, ma la qualità dei rapporti va , a mio avviso, cercata con pazienza perchè alla fine ripaga sempre.
    La comunicazione virtuale l’ho vissuta come un approccio, una possibilità, ma ho presto cercato uno sbocco reale, concreto.
    Se il mondo ha deciso che Facebook è un modo di essere insieme agli altri non lo posso nè criticare nè condannare, ma non mi appartiene, in fondo credo che avere un’amica o un amico fidato sia gia un grandissimo privilegio e una bellissima possibilità. Non mi avventuro in definizioni che non saprei sostenere, ma conoscere veramente qualcuno, diventare amici è un percorso delicato e importante, un modo di crescere e di migliorarsi e dubito che si possa realizzare in modo virrtuale. Se poi il desiderio è quello di ricevere tante mail, sms, o inviti di incontri di natura varia allora non discuto, Facebook è il migliore dei strumenti mai concepiti.
    Io però vado ai giardinetti.

  18. By Riccardo Brero on gen 13, 2009

    “Io sono un protagonista non una comparsa”
    Silvi Berlusconi
    E’ proprio un facebook da culo il nostro Premier!

  19. By cinzia on gen 13, 2009

    http://www.youtube.com/watch?v=Go-WEqWvOd4

  20. By sofya on gen 14, 2009

    si, avrei cambiato sofya con Rossella ma di indirizzi e mail me ne basta uno.. non ce l’ho quello di riserva.
    la tecnologia è fredda, si,
    la tastiera è fredda, ma anche quando scrivevo la penna era dura e l’inchiostro ci metteva un po a scaldarsi. ho conosciuto internet grazie a jack folla. nella chat ho potuto dire quello ke pensavo, per la prima volta senza aver timore. ho scoperto ke le mie parole erano “considerate”- soprattutto indipendentemente dal mio rossore e dalla mia voce sottile-. ho coltivato autostima senza saperlo. tuttociò ke ti rende dipendente è uno sbaglio. tutto. anke facebook, ke poi ho condiviso un po anke con roxana.. ke palle se ti cerca qlkuno ke non te ne frega un cazzo (semplice, rifiuto, o cestino, come faccio quasi realmente) io però ho ritrovato la mia prof di letteratura. non potevo essere piu felice, scoprire ke lei ama la mia stessa musica.. darle del tu, per me ke ho soggezione anke di una formica.. a me è stato utile.
    ho 7 amici e qualcuno lo cestinerò. perkè nella realtà di amici ne ho meno di due.
    dall’altra parte è anche vera l’enfatizzazione delle emozioni. ma pur sempre emozione è. e francamente io preferisco vedere ragazzi che giocano a pallone, ke fanno marachelle piuttosto ke azzeccati ad uno schermo.
    dovrebbero scriverci *usare con moderazione puo portare assuefazione. La dipendenza è un grosso male.
    attenzione, la dipendenza a tutto.
    ma del resto è anche iniziato ilgrande fratello, tra uomini e donne questi ragazzi avranno nuovi punti di riferimento, no?
    per quanto riguarda il mare… fantastico, per un po’, la gente conoscerne a vangate ma non aprirsi, non serve a molto.
    la cosa piu bella era jack…
    se si è da soli, lo si è sempre. anke davanti allo schermo davanti alla gente, alla tv, al prof ai compagni….. davanti….
    essere dentro è piu difficile.

  21. By nadin on gen 14, 2009

    Ciao buon 2009 a tutti .
    Un grossoo abbraccio a te piccola farfalla.

  22. By Riccardo Brero on gen 14, 2009

    Dopo gli archi di Pachelbel di Cinzia
    http://www.youtube.com/watch?v=P0AZIFmkogY

    Forse è un pò tetro ma secondo me è bellissimo

    Ciao

  23. By Riccardo Brero on gen 14, 2009

    Beccatevi anche questo e se potete o volete guardatelo tutto….
    http://www.youtube.com/watch?v=34ZtT4Th9Ys

    E’ splendido

  24. By roxana on gen 14, 2009

    uhm
    ho come l’impressione che si dia piu’ importanza ad un ciao di diego jack che a mille parole spese con le persone cosiddette ‘normali’ o ‘nulle’.
    Soprattutto e’ notevole come la gente ti usi quando hai bisogno, perche’ sta giu’ di morale per i problemi suoi, e poi fugge per rincorrere chimere.
    Certo non si e’ famosi, non si e’ maschi, non si e’ scrittori, ma grazie al cielo io il mio pubblico – assai modesto – l’ho ancora comunque, senza bisogno di sognare amorazzi virtuali, o rifugiarsi in una favola per reggere la realta’.
    Avete chi vi ama nella realta’? Ottimo, allora come mai cotanta Internet?
    Siete tutti cosi’ sereni felici, benissimo, allora che cercate in rete?
    Comunque grazie per il tempo e le parole spese per qualcuno di voi, sara’ che non riesco ad essere fans, sara’ che scrivo solo quando ho qualcosa da dire, e oltremodo a chi so che puo’ divenire reale.
    C’e’ a chi basta le parole, perche’ ha gia’ presenze fisiche attorno; c’e’ a chi basta amori fantasma; c’e’ a chi non basta mai perche’ non ha ne’ gli uni ne’ gli altri.

  25. By Amelie on gen 14, 2009

    Nadin-bentornata-
    http://it.youtube.com/watch?v=x72O2aWjY5c

  26. By Mimma on gen 14, 2009

    Per Domenico Porfido:
    Grazie dell’invito,sei stato gentilissimo a propormi l’evento,ma impegni di lavoro mi impediscono di essere là.
    Sarà per un’altra volta.
    Ciao

    Per quanto riguarda il mio rapporto con internet,con i vari social network,
    scrivere qui mi basta.Se ho qualcosa da dire, mi piace raccontarlo qui; è una questione di fiducia, di intimità, di comfort, come bere lo stesso vino,guardare lo stesso cielo,scaldarsi con la stessa coperta; so che ci sarà qualcuno a capirmi, ascoltarmi, contestarmi,criticarmi.
    Confesso che a volte quando mi sento sola,è il dialogo con Diego che mi manca,che ricerco, che desidero.
    Apprezzo comunque quanti come me decidono di scrivere qui, di partecipare a questo salotto, di condividere quanto di meglio hanno da proporre.
    A tutti voi,un abbraccio.

  27. By Riccardo Brero on gen 14, 2009

    Per Amelie:
    Prima
    http://www.youtube.com/watch?v=5nKDvhe9T9c

    E durante
    http://www.youtube.com/watch?v=oCjQN7mQAzI
    Ciao

  28. By cinzia on gen 14, 2009

    Ciao Riccardo,
    infinitamente grazie per aver postato i video, li ho trovati superlativi.
    Un abbraccio.

  29. By alma on gen 14, 2009

    roxana:” ma grazie al cielo io il mio pubblico – assai modesto – l’ho ancora comunque”
    pubblico.., protagonista.., comparsa..,
    … uhm…!!!

  30. By rom on gen 15, 2009

    scrivo questa cosa solo perché mi scoccia passare per idiota:
    provate (volendo) ad andare su http://www.facebook.it (l’indirizzo che ho digitato Ignorando quello di “facebook”), e capirete come mai non riuscivo a registrarmi.

  31. By Umbro on gen 15, 2009

    E mi pareva rom che ci fosse qualcosa che non andava, se ce l’avevo fatta io non poteva essere così difficile….

  32. By cinzia on gen 15, 2009

    Ciao Mimma,
    ho letto con piacere il tuo post,scrivo da quasi un anno in questo blog e devo dire che la posso considerare un’esperienza piacevole. Non ho, come te del resto, la voglia o la necessità di frequentare altri luoghi del web, uso internet come una comoda biblioteca a portata di mano. Qui mi prendo lo svago di fare quattro chiacchere, di conoscere seppure virtualmente qualcuno, raccontare e ascoltare storie. Posso dire d’aver imparato molto da ognuno di voi, i suggerimenti della musica, dei libri e tanto altro mi hanno sicuramente migliorata. Inoltre ho imparato, anche se in un modo assai modesto, a scrivere ogni giorno o quasi e questo mi ha aperto un’inaspettato quanto proficuo canale d’espressione.
    Insomma la mia esperienza la posso definire positiva, fermo restando che non ho per il momento l’idea di ampliare la mia presenza nel mondo virtuale, mi piace, come dici tu, trascorrere qualche spicciolo di giornata con gli amici di sempre.
    Ciao Mimma!

  33. By roxana on gen 15, 2009

    uela’ alma iutubiamo? :)
    sorridi, sei su candid camera net ;)

  34. By Riccardo Brero on gen 15, 2009

    Piombo fuso!
    Hanno bombardato una sede per i rifugiati dell’ONU…..ma si hanno fatto bene,erano tutti di Hamas,tutti terroristi
    Ciao

  35. By Mimma on gen 16, 2009

    oggi voglio provare a u-tubare pure io:
    http://it.youtube.com/watch?v=cG22FlB11qU&feature=related

    Se l’esperimento riesce,lo deduco a Diego.
    Ciao

  36. By Tiziana on gen 16, 2009

    La mia visione di questo nostro mondo virtuale è un po’ in contrapposizione …

    L’ho scoperto qualche anno fa, proprio attraverso Diego e le sue trasmissioni radiofoniche, ho conosciuto tante persone, per alcune delle quali è valsa davvero la pena, per altre i contatti si sono esauriti in modo quasi “naturale” con il tempo, per colpa di nessuno perché le cose vanno così

    anche nella vita reale,

    ci si trova, ci si capisce e si condividono alcune idee e modi di fare e percepire la nostra vita, poi per vari motivi il tempo passa ci si sente molto meno, si perdono i contatti e si trova difficile, passati tanti mesi senza esserci sentiti, riallacciare i contatti; certe volte succede perché si sono esauriti gli argomenti, altre perché magari non si condividono certe idee o molto più semplicemente perché gli avvenimenti della vita ci portano lontani, per tanti motivi diversi …

    Come nella vita reale in fin dei conti …

    Fondamentalmente il mio modo di approcciarmi a questo mondo virtuale è davvero ben poco diverso da come mi approccio a quello reale … mi sono sempre presentata e firmata con il mio nome, non ho mai raccontato di essere diversa da quella che in realtà sono, i rapporti e le reazioni con le persone che ho conosciuto qui sono in sostanza gli stessi che utilizzo con i miei conoscenti e potenziali amici, nonostante non possa stabilire nessun contatto fisico e materiale con loro e non possa guardare il mio interlocutore negli occhi né “soppesare” la sua stretta di mano … riesco lo stesso a percepire e valutare la sincerità di chi c’è dall’altra parte, raramente ho sbagliato anche per la mia ritrosia ad aprirmi con tutti, sono abituata per esperienza a valutare chi mi sta davanti non dalle sue parole, ma dal suo linguaggio corporale.

    Questa è la mia esperienza di questo mondo virtuale, possiedo un paio di caselle mail, non ho nessun blog e oggi, incuriosita dalle parole di Diego, mi sono iscritta a Facebook … tutto qui, resto pertanto retrograda e antiquata, preferendo di gran lunga il mondo reale, senza disdegnare il mondo virtuale che mi ha permesso di conoscere alcune persone davvero belle.
    Fondamentale invece l’informazione che trovo su internet dove rintraccio notizie che altrimenti mai potrei conoscere, ne’ leggendo i giornali ne’ guardando questa nostra televisione.

    Buona vita a tutti.

  37. By Amelie on gen 16, 2009

    caro Germano Costa,
    mi ha molto incuriosito il tuo post,sulla gerarchia animale,avevo un amico,che sembrava un gatto,
    quando tirava giù la cerniera zip,non quella che forse pensi forse tu,la cerniera che parte dal collo fino alla fine della spina dorsale,(la doppia pelle)diventava topo,e volte pure una pulce. a secondo della giornata,assumeva queste caratteristiche,da predatore a predato,da animale a insetto.
    Eppure sarebbe tanto semplice essere quello che si è.
    Sono poche le persone che stanno bene dentro i loro corpi,anche perche tanti pensano di averne uno esclusivo,ne vorrebbero sempre di nuovi,di belli di giovani,ma quanti vogliono essere solo sani?
    O essere quello che il tempo li ha fatti diventare?
    Anche qua,in questo caso,si finge pure di essere pazzi.
    Ma nessuno può fingere di essere sano in un corpo malato.
    O viceversa.
    A me piacciono gli uomini con appetito,li trovo più simpatici,amanti della tavola,pure che tentino,
    di cucinare,qualcosa,e poi te lo fanno assaggiare:/
    a tuo rischio e pericolo,
    non è triste che i topi mangino i rifiuti
    i gatti prelibatezze
    e le pulci il sangue?
    E noi umani cibi scaduti?
    kiss

  38. By Riccardo Brero on gen 16, 2009

    Dedicato a tutti gli immiggrati a Lampedusa la nostra “Ellis Island” e contro il reato di clandestinità,siamo tutti clandestini……
    http://www.youtube.com/watch?v=_bNMeCLIB7A

    Ciao con un pò di nostalgia nel cuore

  39. By cinzia on gen 16, 2009

    Confesso, sono un pò stordita,
    ho fatto un viaggio commovente,adesso ho una specie di nodo in gola.
    Destinazione Blog Diego Cugia, Diario, Alcatraz-Italia.E’ stato un viaggio senza programma, improvviso, sono andata indietro nel tempo fino al 17 novembre di due anni fa.
    Quante parole, migliaia e poi dolori, sconfitte,pensieri, un viaggio fantastico e irripetibile nell’animo di Diego.
    Incredibile come sfogliando il blog come un libro emerga potentissima la poesia di una vita intera.
    In un certo senso ho sentito la necessità di sollevarmi dall’immediatezza che propone un mezzo tecnologico come il computer, l’ho annullato e ricostruito l’insieme,ieri e oggi, qui e ora. Una lettura veloce, non distratta, ma neanche analitica, non volevo ricordi da evocare, volevo un’emozione, un volo libero nelle parole tessute nel tempo.
    E’ una serata bellissima,chiudere il giorno con un battito d’ali.

  40. By nadin on gen 16, 2009

    Ciao,
    tu come stai? Io sono qui,ma la vuoi sapere una cosa sono persa in me,mi cerco sempre,cerco di ascoltarmi ma a volte non so se è il mio cervello o il mio cuore a parlarmi. Ti scrivo perchè spero tu possa capirmi,cerco di scoprire tutto il bene e il male che risiede in me, vorrei migliorarmi,ogni giorno mi propongo di essere migliore,ma non tutti i giorni riesco.
    Sai come la canzone di ligabue anch’io ho perso le parole. Anche perchè di parole se ne sentono molte,i discorsi della gente sono sempre gli stessi,o parlano di soldi,o delle malattie,sempre le solite frasi,a me personalmente tutto il nostro mondo mi sembra virtuale. Forse ti sto annoiando,sarebbe bello vedere per la strada la gente che si abbraccia che si bacia,con amore sincere vedere visi sorridenti,persone che amano la vita,ecco amarsi un pò è più facile di respirare.
    Ciao un abbraccio fortissimo.

  41. By roxana on gen 16, 2009

    az io ho chiuso la giornata con un tamponamento, devo dire che stavolta l’ho dato e non l’ho preso, come invece accadde un anno fa, e poi c’e’ chi ancora non crede nella numerologia e nel fato.
    Io preferisco gli uomini che sanno far l’amore e non russano, magari senza panza meglio, pero’ mi stanno bene pure quelli che solo bevono e fumano.
    Quando dicevo che qualcuno puo’ orientare l’opinione pubblica, adesso tutti su facebook, della serie chi mi ama mi segua.
    Io meglio che mantenga la distanza di sicurezza.
    bye

  42. By Germano costa on gen 16, 2009

    Mi chiedo se… io stesso sia disceso da quella linea dei miei predecessori inesistenti, se dunque anch’io abbia ereditato dagli altri una certa tendenza ad un’impossibile esistenza e dunque se anche a me toccherà un giorno un delicata, serena corsa essebdo braccato dal gatto; mi chiedo dove mai sarà stata progettata la tomba deputata a raccogliere i miei resti, o dove, e in qualo modo e in quale guisa, ammesso che già non esistesse, potrei adesso progettarla, e penso, giocosamente ma non privo di seriosità, quale potrebbe convenire ad unocome me che…dall’esistenza dubbia, mi chiedo quali dolenti estimatori verrebbero a raccogliersi sulla mia tomba, con meditazioni, ovviamente, sul nulla, sul niente, sul non esistere e sul morire senza nascere.
    Poco monta poi ch’io tenti di dare qualità più che solenne al mio incedere per questi viali giacché nessuno si aggira per questo mentito cimitero e,ilcomune giardino manco fosse caso poi di dirlo, ha dimensioni poi tanto enigmatiche che anche se tutti i miei predecessori fossero presenti, ugualmente ben distribuiti, non è impossibile che mai noi ci si incontri e che anzi, nessuno di noi incontri uno qualunque degli altri suoi progenitori, restando per tanto estremamente dubbio che in verità qualcuno, a qualsivoglia titolo, frequenti il cimitero.
    Dovrei supporre che…forse lo siamo! si lo siamo: cibiavariati,deformi,scaduti che nessuno osa avvicinare perchè non fa bella figura…Confesso però, che la strana, un poco dubbia e lugubre soavità del cimitero, evoca a me il ricordo o l’attesa di un incontro innamorato. Un languore notturno, una complicità sommessa, e in verità non vorrei più incontrare adesso il mio predecessore ma la mia Regina innamorata di quello che non è estetica ma…
    Un gioco teatrale??
    L’estetica conta, e sè conta.. è una strana diabolica aprossessia. La Finzione… icastico…tutto questo è la proterva risultanza di una fredda estetica che non lascia spazio a quelli come me. Ed ora, scoprendomi ricolmo di… non posso non parlare, non solo, ma soprattutto non posso non sapermi coinvolto mio malgrado, in questo tuo post, uso di prorposito questo suffisso, che allude a storie fantastiche.
    Cucinare può essere una gioia, perchè in quel momento aiuti,condividi…ma può essere una droga,un delirio una tragedia che … non è il caso di indulgere in tali fantasie,meglio: verità. Comunque le storie non debbono finire per rincorrere l’estetismo. mi piacio come sono e,anche se diverso,continuo a vivere fra filantropi,che parodossalmente non mi amano, e psicopompi che non sanno dirigenre nemmeno se stessi. Confesso che…non ho difese a questo estetismo,nemmeno per le pulci che tentano di agredirmi o per i gatti che continuamente mi rincorronoper potermi divorare causa il mio dialogare.Forse l’unica arma è preparare una su-cc-ulenta pietanza forse l’unica che mi riesce meglio.
    grazie Amelie e…ciao

  43. By Rulando on gen 17, 2009

    W Peacereporter, W Arrigoni, W Santoro (le polemiche per la puntata di ieri sera di Annozero mi stanno provocando conati di vomito!) e chiunque si batte per la pace e per un’informazione libera e senza censure!

    Gaza, eliminate il pacifista Arrigoni.

    Un sito sionista invita a ‘neutralizzare’ il pacifista Vittorio Arrigoni.
    Volete aiutare a portare la pace in Medio Oriente? Aiutate l’esercito a trovare i fiancheggiatori dei terroristi di Hamas, cosicchè possano neutralizzarli. Il numero uno della lista è Vittorio Arrigoni, è italiano, fa lo scudo umano nelle ambulanze che soccorrono i feriti – e trasportano armi – nel centro di Gaza. Abbiamo anche messo una sua foto in modo da consentire all’esercito di trovarlo e ucciderlo. Ma sono anche altri gli attivisti, sedicenti pacifisti che solidarizzano con il movimento terrorista, aiutandoli nella propaganda, nella disinformazione, nell’aiuto logistico ad Hamas. E’ tempo di trattare queste persone come combattenti nemici. Sono loro che allungano il conflitto all’infinito e, una volta eliminati, solo allora ci potrà potenzialmente essere una pace giusta per arabi e israeliani. Se avete notizie sul come localizzarli telefonate all’esercito israeliano al seguente numero…

    Intrecci lobbistici. Quanto precede è la sintesi di quanto compare sul sito ‘Stop the Ism’, ‘Fermate l’Ism’, ovvero l’International Solidarity Movement, un movimento pacifista fondato nel 2001 che ha tra le sue prerogative l’azione non violenta contro l’esercito israeliano nei Territori occupati. L’autore della lista di proscrizione, molto simile ai ‘wanted’, corredati di foto e taglia, del Far West americano, non è un membro dell’esercito, dei servizi segreti (almeno non apparentemente), né del ministero della Difesa israeliano. Ma non è nemmeno un ‘comune’ cittadino ebreo che ha particolarmente in odio i palestinesi. Non è un cialtrone, un ciarlatano, un pazzo. Bensì un rispettabilissimo ebreo americano. Si chiama Lee Kaplan e abita in California. Ha due siti (Stoptheism.com e Dafka) e un blog (http://kaplanwatch.blogspot.com), nei quale discetta di ‘giornalismo investigativo, politica estera, sicurezza, guerra al terrore’ e via dicendo. E’ direttore del sito ‘Northeast Intelligence Network’ e scrive per il ‘Canada Free Press’ e per il Frontpage magazine. Il conservatore ‘Frontpagemag.com’ è la cassa di risonanza della propaganda sionista filo-Likud.

    Da Trotsky ai neo-con. L’associazione che pubblica il giornale, la ‘David Horowitz Freedom Center’, è una ‘charity’, ovvero un’organizzazione benefica, con profitti di quasi 10 milioni di dollari all’anno, quasi tutti provenienti da donazioni della lobby ebraica Usa. La Bradley Foundation da sola contribuisce a ingrassare le sue casse con 2 milioni di dollari. Improntata a una politica economica iperliberista, la Bradley Foundation è la più grande fondazione di destra del Wisconsin. Ha un capitale di 700 milioni di dollari, una piccola parte dei quali finirono anche nel ‘Project for a New American Century’, manifesto neo-con elaborato da Dick Cheney, Donald Rumsfeld, Richard Perle e Paul Wolfowitz), tutti membri dell’amministrazione Bush. Per questi motivi l’ex trotzkysta e ora fervente neo-conservatore David Horowitz può ragionevolmente essere definito un uomo molto potente. Oltre al Freedom Center e al Front Page, ha una sua televisione, ‘David Horowitz Tv’, e amicizie eccellenti, che vanno dallo stratega della campagna di Bush, Karl Rove, a influenti senatori conservatori, ed evidentemente anche conoscenze nell’ambito dell’intelligence nazionale e internazionale.

    L’Italia e l’Achille Lauro. Tornando al sito del suo ‘protetto’ Kaplan, sono anche altri gli attivisti che ‘dovrebbero diventare un bersaglio delle forze israeliane’. Tra questi, Ewa Jasiewicz (”Aiutate l’Idf a trovarla, per eliminarla in modo permanente, se conoscete la sua esatta ubicazione mandate una mail a noi così possiamo ‘beccarla’ e farla uscire per sempre”). In riferimento ad Arrigoni, citiamo dal sito di Kaplan: “Pubblichiamo una sua foto così l’Idf può trovarlo e liberarci di lui in maniera permanente. Il governo italiano si è comportato in maniera disastrosa durante la vicenda dell’Achille Lauro, permettendo a Mahmoud Abbas a fuggire dopo la sua cattura da parte dei militari Usa. Dubitiamo che il governo italiano abbia particolarmente a cuore questo anarchico recidivo (Arrigoni, ndr) per Hamas e l’Ism, e speriamo diventi un bersaglio per essere rimosso in maniera definitiva”.
    Abbiamo chiamato il numero di telefono che Kaplan invita a chiamare. Riportiamo qui la conversazione occorsa con il soldato israeliano che ha risposto. Abbiamo anche chiamato Arrigoni e un’altra ragazza della black list di Kaplan, Jenny Linnel, britannica. Entrambi impegnati a Gaza come membri dell’International Solidarity Movement.

    Arrigoni, cosa fate a Gaza?
    La nostra attività è principalmente stare sulle ambulanze della Mezzaluna Rossa. Siamo distribuiti lungo tutta la striscia. Quattro dei nostri sono a Rafah, due a Jabaliya e tre a Gaza city. Abbiamo fatto una conferenza stampa per informare Israele che gli internazionali presenti nella Striscia sarebbero andati sulle ambulanze come scudi umani, sperando che la presenza internazionale funga da deterrente. In realtà però sappiamo benissimo che hanno già colpito moschee, scuole, ospedali.

    Il sito ‘Stop the Ism’ invita l’esercito a ‘liberarsi’ di te. Sei un fiancheggiatore di Hamas?
    (Ride) Personalmente, come attivista per i diritti umani, Hamas non piace assolutamente. Per cui ho qualcosa da ridire anche a loro, che hanno parecchio limitato i diritti umani da quando hanno vinto le elezioni. Però io non sono nessuno per imporre il mio modello e il mio stile di vita alla popolazione civile di Gaza. La popolazione, infatti, ha scelto Hamas.

    Jenny Linnel, sei a conoscenza del fatto che un sito internet chiede informazioni affinchè i militari israeliani possano individuarvi e farvi fuori?
    Sì, me l’ha mostrato ieri Vittorio. Una pazzia.

    Tutte le persone dell’Ism sono elencate come terroristi collusi con Hamas. Suggeriscono come fare a disfarsi di voi.
    Sì è un incitamento all’omicidio, stanno dicendo alla gente di ucciderci.
    É assurdo e tutte le accuse contro gli attivisti dell’Ism sono false. In questo momento sto con una famiglia e i loro bambini… sono forse dei terroristi di Hamas? Se la ragazzina di sei anni con cui sto cenando lo è, allora penso che tutto il mondo è impazzito. Diciamolo chiaro ancora una volta, uno dei principi fondanti dell’Ism è quello della non-violenza.

    Quindi non sei una sostenitrice di Hamas?
    Sono una sostenitrice di tutti i comuni palestinesi che soffrono per l’occupazione israeliana. Il lavoro dell’Ism nei territori occupati non fiancheggia alcun gruppo o organizzazione palestinese. Non siamo affiliati con nessuno e in particolare non lo siamo con Hamas.

    Abbiamo chiamato l’ambasciata italiana a Tel Aviv investendoli della questione. Conoscevano Arrigoni ma non le minacce intimidatorie di Kaplan. L’ambasciatore Luigi Mattiolo ha informato le autorità israeliane, che gli hanno assicurato di ‘interessarsi della questione’, precisando che non si tratta di un sito ufficiale e che vi sono numerosi altri siti con il numero di telefono dell’esercito israeliano, concepito per ricevere segnalazioni su eventuali terroristi di Hamas.

    Abbiamo poi chiamato la Farnesina. Questa la risposta del capo ufficio stampa, Pasquale Ferrara: “In primo luogo, sottolineo che Arrigoni è stato contattato a più riprese dal Consolato Generale d’Italia a Gerusalemme, che gli ha fatto presente che da parte italiana in questo momento si scoraggiano assolutamente viaggi o permanenze a qualsiasi titolo di cittadini italiani nella Striscia, come da specifici avvisi dell’Unità di crisi, offrendogli ogni assistenza per la sua partenza. Arrigoni ha da parte sua ritenuto di restare. Sugli altri aspetti della vicenda, trovo ovviamente deplorevole e grave che un sito internet istighi all’uccisione di un cittadino italiano. Stiamo conseguentemente facendo fare accurate verifiche per acquisire tutti gli elementi, anche tenendo conto che il sito in questione è gestito all’estero”.

    Abbiamo chiamato la sede del ‘David Horowitz Popular Center’, dove una solerte segretaria ci ha spiegato che non era possibile parlare con il direttore, David Horowitz, perchè ‘non è in sede’. “Come possiamo contattarlo?”. “Non potete. Provate su internet”.

    Abbiamo anche provato a chiamare Lee Kaplan, ma non ha risposto al telefono. ‘Restiamo umani’, termina ogni reportage che Arrigoni scrive dalla Palestina. E’ ciò che suggeriamo anche a Kaplan.

    http://it.peacereporter.net/articolo/13721/Gaza%2C+eliminate+il+pacifista+italiano

  44. By spadino on gen 18, 2009

    facebook giù la maschera.
    Il virtuale mi ha sempre poco affascinato,vuoi perchè l’ho sempre percepito come qualcosa di poco materiale e ancor piu poco vicino alla realtà.
    I come sè, mal si accordano con me…
    Sono anni che navigo nella fitta rete di internet,e non nascondo che per curiosità, ho sficcanasato nelle varie chat, o siti che proclamavano concentrati di gente frizzante , socevole e piena di vita.
    Quello che personalmente ho trovato è stato tutt’altro.
    Persone dalle molteplici personalità, che nascondendosi dietro a nick dai nomi più variegati, tentavano invano di sfuggire alla propria.
    Ho letto schede con profili tipo: sono una ragazzo, o ragazza pieno di vitalità, i miei interessi sono il mare , la musica la montagna il galoppo, le uscite con i miei amici, la palestra ecc, ecc.
    e mi domano, ma se hai tutti questi interessi che ti tengono impegnato/a tutto il tempo, come fai a startene seduto in chat 16 ore al giorno?
    La sola cosa che riesco a percepire è un senso assoluto di vuoto, e di difficoltà a confrontare il vero proprio io ,con il resto del mondo.
    Vedo persone che non disdegnano nell’essere cordiali e socevoli nel virtuale con sconosciuti, ma fanno una gran fatica nel scambiare una frase perfino con il vicino di casa.
    No, il virtuale e facebook non lo capisco, e non mi piace.
    Il mio nick non esiste , e molto probabbilmente non lo troverete in nessun altro posto che non sia questo blog.
    Per chi vuole conoscere il mio profilo reale puo farlo sedendosi accanto a me, in una panchina di un qualsiasi parco di Roma.

  45. By Marica on gen 19, 2009

    Non ho avuto il tempo di leggere i commenti precedenti, ma lo farò. Per ora dico che di ogni cosa esiste l’uso e l’abuso. Come la cioccolata. Buona se ne viene mangiata una barretta, criminale se ne divori un Kg. Eppure a causa di questo facebook di cui in un modo o nell’altro, direttamente o indirettamente, ci stiamo drogando, avverto la mancanza di una telefonata o, ancora di più di mia madre che mi chiamava dicendo “maricaaaaa, vieni al citofonooo!!E’ PER TEEEEE!”

  46. By capricciola on gen 21, 2009

    Cosa ci rimane?…
    Tralascio ora di rendervi partecipi del mio modo di vedere facebook ma voglio rispondere a questa domanda: cosa ci rimane?
    Uno stimolo, un’impulso vitale, proprio come quando si legge un libro e ci si immedesima nei pensieri, nelle avventure, nei personaggi a cui ci riporta. Gli stimoli sono importantissimi per vivere bene, per vivere! Diventano nocivi solo se non gli si da un seguito agendo in prima persona, diventano nocivi se rimangono stimoli a cui si aggiungono stimoli, nocivi se si accumulano in desideri non realizzati, nocivi come lo zucchero che assunto in quantità maggiore a quella di cui si ha bisogno diventa grasso.

    Auguro a tutti una dieta equilibrata. Ciao caro Diego

  47. By capricciola on gen 21, 2009

    Ho letto ora Marika, qui sopra..ho detto praticamente la stessa cosa sua, con la stessa associazione al dolce..che dire..IPSE DIXIT :)

  48. By Rossana Carturan on gen 24, 2009

    Carissimo Diego,
    mi scuso con coloro che mi hanno preceduto per non aver letto i loro commenti e mi rivolgo direttamente a te. E’ probabile che qualcun altro sia arrivato alle mie stesse conclusioni e quindi ti troverai una ripetizione. Mi scuso di nuovo.
    Non voglio star qui a disquisire su quella bestia che è la solitudine, facendo retorica sul fatto che si è soli a prescindere da chi si ha intorno, o ribadire che sicuramente è meglio Dickens di una realtà virtuale ( e spesso è anche meglio di una realtà sociale e “concreta”), come una passeggiata al mare; desidero invece sottolineare che i ragazzi non sono come noi, come questo mondo adulto così complicato e sempre più sbagliato e che non fa che produrre esempi sempre più scorretti e inadeguati.
    Ho una figlia di 18 anni ed una nipote di 14 che navigano su internet da “un po’” e mai, dico mai, le ho visto perdere la loro realtà in nome del nulla, quale è la virtualità. Le ho viste, invece, e non solo loro, approcciare il tutto come un gioco e nulla di più, mentre ho visto Adulti nascondersi dietro nick patetici dall’illusione scintillante e rapportarsi psicopaticamente con lo strumento, a volte anche fingendo di demonizzarlo. Questo mi ha spaventato e preoccupato di più. L’accanimento.
    Mi spaventa quando leggo un esimio personaggio (vero) scrivere sul suo stato (parlo di facebook) : aspetto la macchina della produzione .. etc. etc., mi inquieta trovare professionisti che si scaldano su ragioni inutili, su pesudo opinioni in argomenti dolorosi. Mi disgusta l’onnipotenza della faziosità del popolo adulto, non la leggerezza sana di un fanciullo.
    Chi si brucia davvero in rete è sempre un maggiorenne avanzato.
    Così semplicemente.
    Ross

  49. By Rossana Carturan on gen 24, 2009

    ci tenevo a precisare, perché rileggendomi ho capito di non essermi spiegata bene, che come ogni cosa, non è lo strumento l’errore (in questo caso internet e i suoi discepoli) ma il come viene utilizzato.
    grazie.
    un saluto a tutti.

  50. By roxana on gen 25, 2009

    non posso che concordare, la frase piu’ bella dopo 15 anni di rete in cui mi e’ stato detto di tutto e di piu’, da stupenda a cozza, da suora a peripatetica, da stella a stalla, da musa a oca, da ti amo a ti odio, da amica speciale a ridammi le mie palline, da strega a madonna, da anarchica a fascista, e’ stata: internet senza di te e’ vuota.
    Non sara’ gran che, ma almeno un buco s’e’ riempito :)

Devi essereloggato per inserire un commento.